O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


lunedì 9 febbraio 2009

Se a Parma ci fosse il mare... -6-

GIUSEPPE VERDI IN LAGUNA
Sesta cartolina della serie inventata dal cartolaio Pietro Bocchialini negli anni '30
Negli anni Trenta, quando Pietro Bocchialini, cartolaio in via Cavour, inventò le cartoline della serie "Se a Parma ci fosse il mare...", ai viaggiatori che uscivano dalla stazione ferroviaria si apriva una visione suggestiva, da favola: un sontuoso monumento a Giuseppe Verdi, con un arco trionfale e due porticati semicircolari (opera dell'architetto parmigiano Lamberto Cusani) e, al centro, l'ara firmata dallo scultore palermitano Ettore Ximenes. Ma Bocchialini, con la sua immaginazione, rese quella visione addirittura magica: la laguna attorno a Verdi e alle statue (sempre di Ximenes) raffiguranti i personaggi principali delle sue opere. Quando l'immaginazione supera la realtà: la fantastica visione del cartolaio è diventata, in un certo senso, realtà, perché la cartolina è rimasta, e fa la gioia dei collezionisti e Pramzanblog ha la possibilità di ripubblicarla. Il monumento invece, così come fu concepito e inaugurato nel 1920, non c'è più. E molti non hanno mai capito perché. Restò sì danneggiato (a parte l'ara in granito con i bassorilievi in bronzo dello Ximenes) dalle bombe del '44, ma... danneggiato, attenzione, non distrutto. Però fu deciso di "smantellarlo" egualmente e di non restaurarlo più. L'ara finì in Pilotta (dove si trova ancora, malinconicamente abbandonata in un angolo, e le statue superstiti furono abbandonate nel greto della Parma. Nove di loro finirono al Teatro Arena del Sole di Roccabianca.

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