O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


martedì 24 febbraio 2009

Se a Parma ci fosse il mare... -12-

E L'EFSA LA VA IN GONDOLA
Ultima cartolina della serie creata da Pietro Bocchialini negli anni Trenta

Con questa dodicesima e ultima cartolina chiudo la splendida serie "Se a Parma ci fosse il mare...", creata e pubblicata dal cartolaio Pietro Bocchialini di via Cavour negli anni Trenta dopo un viaggio a Venezia. Ecco una suggestiva immagine del Palazzo del Giardino circondato dall'acqua, con in primo piano un parcheggio di gondole. Così come l'immaginazione del cartolaio volò tanti anni fa, anche adesso può volare la nostra fantasia e immaginare, nella prossima sede di rappresentanza dell'Efsa (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) un andirivieni di parlamentari europei, magnati dell'industria, dirigenti e portaborse, tutti in gondola per raggiungere il palazzo la cui costruzione cominciò nel 1561, su ordine del duca Ottavio Farnese. Grande palazzo, ricco di storia, e sede di sale meravigliose (Sala dell'Ariosto, del Perseo, del Malosso, di Erminia, dell'Amore, con affreschi di Girolamo Mirola, del Bertoja, del Malosso, di Alessandro Tiarini, di Carlo Cignani, di Agostino Carracci, di Giovanni Bosco). Un palazzo che, fin dalla seconda metà del Cinquecento, ha ospitato i Duchi di Parma. 
Palazzo anche che ha avuto non poche vicissitudini: fu spogliato di quadri e arredi che seguirono Carlo di Borbone sul trono di Napoli, poi i suoi splendidi affreschi attorno al 1768, furono imbiancati per volere del duca Fedinando di Borbone che, spinto da crisi mistiche, li considerava "licenziosi", poi ancora dal 1802 al 1814, durante la dominazione francese, fu sede di comandi militari. Con il passare degli anni divenne prima un collegio di un ordine religioso, poi Scuola di Applicazione di Fanteria ed infine sede della Legione Carabinieri, prima di ospitare il comando provinciale della Regione Carabinieri Emilia Romagna. Da anni ospita il Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche).

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