O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


venerdì 27 febbraio 2009

Le statue del monumento a Verdi

IN CARTOLINA
PER SEMPRE?

Ecco, effigiate in cartolina, sei delle statue che formavano il monumento a Verdi semidistrutto dai bombardamenti del '44 - Una c'è ancora, le altre no: i bozzetti sono disponibili, non si potrebbero ricostruire?
Uno dei più attenti, e preziosi, lettori di Pramzanblog, Elvis Piovani, ha segnalato che su Ebay sono offerte in vendita sei cartoline (che dovrebbero trovarsi ad Alberi di Vigatto) di altrettante statue dello storico monumento a Verdi bombardato nel 1944.
La richiesta per ognuna è di 10 euro (più 4 per le spese di spedizione), ma il prezzo complessivo (che mi sembra un po' "carino", è trattabile. Non sto qui a fare da cassa di risonanza a Ebay e a un'operazione comunque commerciale, però penso che sia di interesse vedere alcune delle statue che Ettore Ximenes disegnò e che fece realizzare materialmente da un gruppo di scultori parmensi, per i quali posarono come modelli operai e gente di Parma. Nove statue si sono salvate Oberto conte di San Bonifacio, Ernani, Alzira, Macbeth, I masnadieri, La battaglia di Legnano, Aida, I lombardi alla prima crociata e Don Carlos e si trovano a Roccabianca nel cinema - teatro "Arena del sole" che, dopo i restauri, verrà riaperto il 25 aprile con un grande concerto della Corale Verdi. In queste cartoline, oltre a Don Carlos, che è una delle statue "sopravvissute", vediamo invece altre cinque statue che sono tra quelle distrutte e disperse, Luisa Miller, Un ballo in maschera, Giovanna d'Arco, La Traviata e Il Corsaro. Fortunatamente all'Accademia di Belle Arti di viale Toschi sono rimasti i bozzetti delle statue e a quelle figure si ispirò lo scultore fiorentino Valerio de Corzent che modellò una serie di bozzetti in terracotta sotto forma di rilievi, più tardi anche fusi in bronzo. Questi bozzetti furono presentati ai parmigiani in una mostra, tra l'ottobre e il novembre di due anni fa. Domanda: sfruttando la documentazione esistente, quindi i bozzetti di Ximenes e quelli di De Corzent, non si potrebbero ricostruire tutte le statue mancanti, per ricongiungerle con quelle che si trovano a Roccabianca? E dove si metterebbero? Be', il posto di troverebbe, si troverebbe...
(Nelle foto, dall'alto: 1) Luisa Miller; 2) Un ballo in maschera; 3) Giovanna d'Arco; 4) La traviata; 5) Don Carlos; 6) Il corsaro)

1 commento:

e.piovani ha detto...

Eh si, sembra incredibile che Parma abbia perso quello che era uno dei suoi biglietti da visita più conosciuti ed amati: il monumento a Verdi.
E' vero che durante la guerra mondiale era stato danneggiato dai bombardamenti, ma i danni erano lievissimi, rispetto alla globalità del monumento.
La statua di Falstaff era decapitata, ed altre leggermente scheggiate. Le rimanenti invece erano in condizioni perfette.
Ciò nonostante, venne deciso di radere al suolo il munumento per far spazio al palazzone dell'Enel, salvando solo l'ara centrale che oggi si trova in Piazzale della Pace.
Per quanto riguarda le statue, le autorità diedero la possibilità a chiunque le volesse, di portarsele via liberamente.
Fu così che iniziò la loro dispersione. Nove, come detto, trovarono, per fortuna, riparo e protezione alla Arena del Sole di Roccabianca, mentre delle altre 21 ancora oggi non ne conosciamo il destino.
L'ipotesi peggiore, e purtroppo anche la più avvalorata, sostiene che siano state fatte a pezzi e buttate nella Parma.
A questo punto viene da chiedersi chi può avere avuto il coraggio quel giorno, di attuare quella direttiva e prendere a picconate delle statue così belle e coì care alla gente di Parma.... Eppure ci deve essere qualcuno che ha assistito a quella scena se è avvenuta.
E' ovvio che l'idea della ricostruzione delle statue distrutte è semplicemente fantastica. Abbiamo tutto il necessario per poterlo fare. Almeno riavremmo un pezzetto del nostro passato, e la possibilità di nobilitare una parte di Parma con la loro semplice presenza. Senza dimenticare il loro grande ispiratore: Giuseppe Verdi.
Di luoghi dove collocarle ne abbiamo a volontà. Ad esempio si potrebbero spargere nelle varie piazzette del centro storico. In questo modo l'intera Parma diverebbe una sorte di monumento a Verdi, e tutti potrebbero apprezzare e conoscere le sue opere. I turisti farebbero un percorso alla scoperta della statue, magari dando vita a strade attualmente un po' dimenticate.
Oppure si potrebbero mettere sotto i portici di via Mazzini, o lungo via Verdi, o sul ponte di mezzo, oppure in un luogo tutto per loro.
Speriamo che non rimangano solo cartoline... Sarebbe per tutti i parmigiani una perdita difficile da perdonare...