O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


domenica 8 febbraio 2009

La scomparsa di Luigi Pratizzoli

CIAO, PROFESSORE
È stato una bandiera dello sport fidentino e di quello parmense - Aveva 93 anni









Caro professor Pratizzoli,

mi permetta il tono confidenziale, ma la sua scomparsa, all'età di 93 anni, da poco appresa dai siti online della Gazzetta di Parma e della Repubblica, mi ha fatto all'improvviso riscoprire che anche lei ha fatto parte, seppure per un periodo breve, della mia vita. Quando (ricorda professore?), l'ambiente della pallacanestro parmense fece incrociare le nostre strade. Lei, nei primi anni Sessanta, era l'allenatore della Fulgor Fidenza, io mi occupavo di pallacanestro per la Gazzetta di Parma ed ero anche, nel 1965, presidente della federazione provinciale. Lavoravo bene con lei e con i suoi giocatori (Dalla Turca in primis) perché lei era gentile, di poche parole, ma sempre disponibile. C'è stato un periodo, professore, che le nostre strade avrebbero potuto intrecciarsi perfino di più, se il destino avesse voluto. Perché nei sogni di sua figlia Angela ero entrato proprio io. Poi lo sappiamo tutti come andarono le cose. Nel giugno del 1965 Angela, a 18 anni, le fu, ci fu, strappata per una malattia fulminante e fui proprio io, una sera, allo stadio Tardini, durante una partita spettacolo degli Harlem Globetrotter, organizzata dalla Federazione, ad annunciare il minuto di silenzio. Lei professore, con il cuore straziato di padre, ha continuato, come solo i grandi sanno fare, la sua missione di maestro. Con i suoi figli Maurizio e Giuseppe, con tutti i suoi allievi e con la schiera di atleti che ha accompagnato nei campi sportivi e nei palasport insegnando loro lo spirito di sacrificio e la lealtà. Ecco perché, professore, la città di Fidenza, nel 2005, le ha conferito la cittadinanza onoraria, ecco perché, professore, tutto il mondo dello sport parmense le ha voluto bene e perché ora, con la sua scomparsa, abbiamo tutti perso qualcosa.
Achille Mezzadri

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