O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


venerdì 13 febbraio 2009

Il primo "giovedì della tradizione"

CASTELLI, CELTI E DINTORNI
Successo alla Corale Verdi della prima conferenza sui castelli di San Secondo e Filattiera, con ampi riferimenti ai Celti

Una sera alla Corale Verdi. Anzi, un giovedì sera all'Auditorium Romano Gandolfi della Corale Verdi, ad ascoltare Lorenzo Sartorio & Co. (vale a dire uno dei re della parmigianità, assieme a Italo Comelli, Giorgio Pattera e Italo Pizzati) che parlano del Castello di San Secondo, dei Rossi e del Castello di Filattiera, dei Malaspina. Ma non solo: anche delle steli trovate in Lunigiana e dei misteri legati alle loro origini, dei Longobardi, di Liutprando, dei Celti. Con un pubblico attento, rapìto da storie antiche e succose. E da leggende. Per esempio quella raccontata da Pattera, nella quale si narra che tra Filattiera e Caprio vi è una strada di 180 metri che viene chiamata “anomala” in quanto un'automobile lasciata in folle , anziché andare in discesa va in salita. Hanno provato anche a rovesciare dell’acqua ed anche questa andava in salita anziché in discesa. Diversi studiosi hanno analizzato il fenomeno ed hanno concluso che si tratta di un effetto ottico. Oppure i dotti riferimenti ai Celti portati da Comelli: sapevate che i cavalieri Celti avevano sopra l’elmo dei rubini che li rendevano invincibili in battaglia? Il tutto condito con l'erudizione di Pizzati, che ha introdotto la serata raccontando le storie dei due castelli e con l'eloquio coinvolgente di Sartorio, splendido "mattatore" come sempre. Tra il pubblico notata la presenza anche di un "acculturato" gatto soriano che ha gironzolato sereno tra le gambe dei presenti, affascinato che quei racconti che avevano il fascino dell'antico. Insomma, una gran serata, che ha introdotto nel modo migliore i "giovedì della tradizione" della "Verdi". Chi ben comincia... Il prossimo sarà il 12 marzo, con il Castello di Roccabianca, dei Rossi e il Castello dell'Aquila a Gragnano, dei Malaspina.
(Nelle foto /
by Aristide Tedeschi ©, dall'alto: 1) Da sinistra: Italo Comelli, Italo Pizzati, Lorenzo Sartorio e Giorgio Pattera; 2) Il pubblico)

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