O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


sabato 21 febbraio 2009

Due splendide fotografie di Edoardo Fornaciari

PJAN PJAN, A VÓI SENTÌR AL FIÈ
In questi ritratti del fotografo parmigiano il maestro Gandofi, scomparso tre anni fa e ricordato domani con un concerto della Corale Verdi nella parrocchia di Medesano, sembra dirigere dal Paradiso - Con i coristi si esprimeva anche in dialetto

In attesa del concerto della Corale Verdi che comincerà domani alle 17,30 nella parrocchia di Medesano, per ricordare il maestro Romano Gandolfi scomparso tre anni fa (e del quale Pramzanblog ha già raccolto un commosso ricordo di un suo allievo ed amico, il maestro Marco Faelli), pubblico oggi due fotografie scattate al maestro da Edoardo Fornaciari. Sono immagini già apparse, a suo tempo sulla "Gazzetta di Parma", ma meritano di essere riviste in questa occasione perché io le ritengo semplicemente straordinarie. Il maestro, con un pullover bianco, è ritratto mentre simula una direzione d'orchestra, su uno sfondo chiaro. A tre anni dalla sua scomparsa ci piace immaginarlo così, nel bianco del Paradiso, mentre continua a dirigere i suoi coristi e i suoi orchestrali. Un grande direttore, Gandolfi, e un grande uomo. Medesano, il suo paese, domani lo ricorderà con grande affetto, come fa ogni anno da quando non c'è più. Domani mattina, alle 11, come mi ha confermato il parroco di Medesano, don Gianni Maria Torri, verrà celebrata una messa cantata, con il nipote de maestro, Giacomo Maini, all'organo, e alla presenza del fratello Enzo e di tutti i parenti e gli amici con i quali il maestro andava a giocare a tre-sette, una sua grande passione oltre la musica. Poi, al pomeriggio, il concerto con la Corale Verdi. Romano Gandolfi si merita, certo, l'affettuoso ricordo del suo paese, anche se personalmente penso che meritasse sicuramente qualcosa di più. Per esempio una commemorazione al Regio, perché no? Be', accontentiamoci di quello che c'è e gustiamoci queste straordinarie immagini del maestro Gandolfi che sembra dirigere ... dal Paradiso. Ho chiesto al fotografo Edoardo Fornaciari di raccontarmi il retroscena di queste foto.
"Come è nato questo servizio al maestro?". "Io lo conoscevo già", mi ha risposto Fornaciari "attraverso amici comuni e poi l'avevo incontrato anche quando era direttore del coro della Scala. Per queste foto andò così: sulla "
Gazzetta" pubblicavo una galleria di facce parmigiane e così gli telefonai a Medesano, a casa sua. Accettò volentieri e quando arrivai mi chiese: "Come mi devo vestire?". Lasciai scegliere a lui. E lui indossò quel pullover bianco, dicendomi una frase che più o meno suonava così: "ecco, così sembro un intellettuale della musica". Andammo nel suo giardino. Scattai le foto. Fu gentilissimo, disponibilissimo. Bevemmo insieme anche dell'ottima malvasia secca. Di Gandolfi ho un ricordo meraviglioso. Era un galantuomo assoluto, aveva un atteggiamento morale nei confronti del prossimo assolutamente stupefacente, aveva un modo cristallino di porsi in modo sincero e schietto. E poi era fiero di essere parmigiano e gli piaceva esprimesi anche in dialetto. Per esempio, come mi ha ricordato il soprano Paola Sanguinetti, all'inizio di una recita del Nabucco fu sentito implorare il coro così: "Pjan pjan, a vój sentìr al fiè".
Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE- : 1) e 2) Il maestro Romano Gandolfi / by Edoardo Fornaciari ©/; 3) La locandina del concerto alla parrochia di Medesano; 4) Edoardo Fornaciari)

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