O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


sabato 21 febbraio 2009

Dopo le dimiissioni di Carletto Nesti

CARO PRAMZANBLOG,
A PROPOSITO DELL'ADE...

Enrico Maletti, l'inventore di Parma in dialetto, più volte a fianco di Nesti come lettore di poesie in vernacolo durante le commemorazioni alla Villetta, ci ha scritto questa lunga lettera, che pubblichiamo molto volentieri, integralmente
Caro Pramzanblog (ovvero Mezzadri),
oggi, come quotidianamente faccio, ho visitato il tuo blog e mi sono soffermato sull’ultimo inserimento che hai fatto sulle dimissioni che Carletto Nesti ha rassegnato da presidente di Ade. Come hai scritto tu e come poi è uscito sui quotidiani locali, Carletto si è dovuto dimettere non soltanto per problemi di salute, ma anche a causa dei cambiamenti avvenuti nella giunta comunale nei giorni scorsi. Ora non mi permetto di criticare la scelta di questo cambiamento, perché non sarei nemmeno in grado di farlo, ma sento la necessità di ringraziare Nesti (che molte volte ho chiamato
confidenzialmente non Nesti ma “Onesti”), per tutto quello che ha fatto nei cimiteri di Parma, che lui con la sua voglia di fare, con la sua inventiva, coadiuvato dallo staff organizzativo che dirigeva, è stato capace di trasformare quello che era solo un camposanto, in un luogo di ritrovo e di aggregazione, in un luogo della memoria di chi nel passato ha costruito Parma. Carletto Nesti ha capito che, in una città come Parma, senza il rispetto del passato non si può ottenere un gran futuro, è come costruire una casa senza fondamenta, “prìmma o po’ la da zò”. Ricordo in questi cinque anni di presidenza di Nesti, i momenti trascorsi nell’inserire poesie e pezzi dialettali in occasione delle ricorrenze, come puntualmente nel periodo natalizio per i poeti dialettali Renzo Pezzani, Alfredo Zerbini, Luigi Vicini, Bruno Lanfranchi e Bruno Pedraneschi, per l’occasione della commemorazione del cinquantesimo della morte in agosto del 2006 dell’attore dialettale Italo Clerici, quando nello stesso giorno fu ricordato anche l’attore Alberto Montacchini. Ricordo bene quel giorno: era il 20 agosto. Nesti riuscì a riempire la Villetta, sembrava quasi una prima del Regio, c'era anche l’allora sindaco Elvio Ubaldi. Da non dimenticare per il giorno dei morti le Sante Messe pomeridiane celebrate all’aperto davanti alla chiesa del Cimitero, sia con monsignor Cesare Bonicelli sia con l’attuale vescovo, monsignor Enrico Solmi, seguite dalla lettura da parte mia di un testo adatto ai giorni dei defunti, rigorosamente in parmigiano. La commemorazione di Baldassarre Molossi, mitico direttore della Gazzetta di Parma per 35 anni. Anche in quell’occasione Nesti riuscì a radunare una "folla". C'erano giornalisti, rappresentanti del Comune e tanti ma tanti “pramzàn” che hanno voluto bene al diretór ädla Gazètta. Alla fine della cerimonia davanti alla tomba di Padre Lino era stata letta la poesia di Renzo Pezzani Padre Lino. Quanto da ricordare... E poi le celebrazioni di Ildebrando Pizzetti, Luigi Battei, capostipite della Casa Editrice Battei, il ricordo di Aurora Guarini, benemerita volontaria, conclusosi anche quello con brani dialettali e musicali con l’armonica a bocca di William Tedeschi. Voglio citare anche la ricorrenza che da alcuni anni a questa parte Nesti aveva ideato, vale a dire quella nel camposanto dove riposano i bambini, con la lettura della poesia di Fausto Bertozzi Al camp di putén, le commemorazioni delle varie associazioni parmigiane. Ultima grande manifestazione che ha riempito di Pramzàn il Cimitero è stata quella dell’inaugurazione della grotta di Lourdes, collocata proprio di fronte alla tomba di Padre Lino. Per quell’occasione sono sincero, non ho mai visto tanta gente alla Villetta.
Ora però, caro Pramzànblog, mi fermo, perché questi miei ricordi sembrano dedicati a una persona che non c’è più, invece Carletto Nesti è qui tra noi e ci rimarrà ancora per tanto tempo, fort cme ‘l trón, fermo ai box per un controllo come una Ferrari pronta per partire e vincere un gran premio, perché, da come se ne parla a Parma e spero che anche il sindaco Pietro Vignali la pensi allo stesso modo, fra poco tempo a Nesti sarà dato un altro importante incarico. Di pramzàn dal sas come lui ne ha bisogno tutta la città.
Enrico Maletti
(di Parma in dialetto)
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Enrico Maletti di "Parma in dialetto" con Carletto Nesti durante una commemorazione alla Villetta /by aemme/; 2) Da sinistra: Camillo Mazza, Carletto Nesti, Padre Berardo Rossi e Enrico Maletti /by Marco Maletti/)

4 commenti:

Enrico Ghirarduzzi ha detto...

Grazie, Enrico
lo scrivente si chiama Enrico come te e di cognome Ghirarduzzi, grande amico di Carletto.
Sarebbero ancora tante e tante e poi tante ancora le cose belle che si potrebbero raccontare di Carlo, amico carissimo che, come tanti altri, hanno avuto la fortuna di conoscerlo ed apprezzarlo!
Ed ora mi rivolgo al Signor Sindaco Pietro Vignali: "Signor Sindaco, ho avuto modo di apprezzarla, io che mi sento un vero parmigiano di Parma, spero di poterla apprezzare ancora, magari anche di piu', affidando ancora ad un uomo di Parma come Carlo Nesti ha saputo esserlo e dimostrarlo sul campo, un nuovo incarico degno di una persona cosi'onesta e cosi' sapace come l'amico Carletto Nesti.
Enrico Ghirarduzzi

Maganuco ha detto...

Largo ai giovani, vero?

Anonimo ha detto...

Mi dispiace che Carletto Nesti sia stato "dimissionato" dalla Presidenza dell'ADE. Non lo trovo giusto, dopo tutti questi anni di ottimo lavoro, svolto con grande impegno e serietà.
Secondo me non solo i cimiteri di Parma hanno migliorato notevolmente, ma é cambiato anche l'approccio culturale verso i nostri defunti, illustri e meno illustri.
Per mezzo delle sue iniziative abbiamo ritrovato la memoria di tanti personaggi cari a Parma e al mondo.
Spero che l'attività di Nesti possa proseguire con altri compiti.
Un saluto cordiale a Carletto e al patron del blog, Achille Mezzadri.

Umberto Dagli Alberi ha detto...

Faccio seguito al precedente commento di "anonimo"
Per sbaglio mi sono dimenticato di firmare
Saluti a Nesti e a Mezzadri da
Umberto Dagli Alberi