O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


martedì 17 febbraio 2009

Dopo la crisi alla prova generale di "Lucia"

FORZA ARONICA
PARMA È CON TE

Ieri il tenore Roberto Aronica è uscito dietro le quinte tra i singhiozzi - Da quando gli è stato ucciso il fratello viene colto da improvvisi attacchi di panico - Il pubblico e i coristi l'hanno applaudito a lungo - "Ringrazio tutta Parma per l'affetto che mi è stato dimostrato" - Presto riceverà il "Verdi d'oro"
Giovedì sera, alle 20, andrà in scena (diretta su TV Parma) la seconda opera della stagione lirica, "Lucia di Lammermoor", ma già questo capolavoro di Gaetano Donizetti è entrato nella storia del Teatro Regio per la commozione che è dilagata sul palcoscenico, in platea, nei palchi e in loggione durante la prova generale. Verso la conclusione dell'opera infatti, durante l'ultimo atto, il tenore Roberto Aronica, romano, 40 anni il 30 maggio, è stato colto da un attacco di panico e appena conclusa una delle celebri arie dell'opera, è scappato dietro le quinte tra i singhiozzi. Molti tra il pubblico hanno pensato a un malessere improvviso, ma in palcoscenico, tra i cantanti, tra i tecnici, tra i coristi, più d'uno era a conoscenza del dramma personale del tenore e tutti gli sono stati subito molto vicini. Aronica infatti ha vissuto una terribile tragedia familiare (gli è stato ucciso il fratello) e da allora è soggetto, ogni tanto, soprattutto quando si trova con un coltello tra le mani, come nell'ultimo atto della "Lucia di Lammermoor", a crisi di panico. Appena è rientrato in scena dopo la crisi è stato accolto da caldissimi applausi. Tutto il teatro, come se fosse tutta la città, ha capito e gli è stato vicino. "Non era mai successa una cosa così qui al Regio", ha detto un corista asciugandosi i lacrimoni.
Ho raggiunto a telefono Roberto Aronica, nel residence dove alloggia in questi giorni. È ancora commosso per l'accoglienza ricevuta. Subito la voce gli si incrina di pianto appena accenna al ricordo del fratello ucciso. "
È più forte di me. Quel dramma familiare è dentro di me, mi causa ogni tanto crisi del genere. Ma il pubblico di Parma è stato meraviglioso. Lo scriva, lo scriva. Ringrazio tutti quelli che erano al Regio, ringrazio tutta Parma".
Aronica ha sempre nel cuore quella tragedia, che lo insegue, lo perseguita, lo strazia. Preferisce sorvolare su quei terribili momenti. Preferisce ricordare i suoi legami con Parma, città che ama. Città che gi ricorda gli inizi, quando era allievo del grande tenore Carlo Bergonzi, città dove ha lasciato tanti bei ricordi. "La mia prima volta alla Corale Verdi, dove sul piccolo palcoscenico ho cantato davanti a Gianni Raimondi, il mio primo "Faust" proprio al Teatro Regio, grande successo, grande spettacolo, con il mio amico Michele Pertusi, straordinario personaggio e grande uomo, la bellezza di questa città meravigliosa, dove si sta bene, dove la gente è cordiale, schietta". Si commuove ancora, Roberto Aronica, quando gli chiedo del "Verdi d'oro", importante riconoscimento che gli verrà assegnato presto dalla Corale Verdi. "Sì, mi è stato annunciato che riceverò questo premio. Un grande onore, una grande gioia. Non è stata ancora fissata la data, ma sarà certamente un giorno molto importante per me. La conferma che questa città mi apprezza, mi vuole bene. E l'episodio di ieri alla prova generale della "Lucia di Lammermoor" lo dimostra. Grazie ancora a tutta Parma".
E noi, ad Aronica, gridiamo un forte "in bocca al lupo" per giovedì sera. Roberto, tutta Parma è con te.
Achille Mezzadri(Nelle foto, dall'alto: 1) Roberto Aronica; 2) Nella "Traviata", con Svetla Vassileva; 3) Nella "Bohème")

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