O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


giovedì 19 febbraio 2009

Domani il centenario del movimento futurista

DA PARMA
A CÓRDOBA

SULLE ALI
DEL FUTURISMO

Nel centenario del "Manifesto" apparso sul "Figaro", importante convegno all'Università - Verrà ricordato tra l'altro un massimo esponente della corrente parmigiana, Piero Illari, che a Parma diresse l'inserto "Rovente" di una rivista di Renzo Pezzani e che poi si trasferì in Argentina, dove morì all'età di 77 anni

Era il 20 febbraio 1909. Cent'anni fa precisi precisi. Sul prestigioso quodiano francese Le Figaro lo scrittore Filippo Tommaso Marinetti pubblicava il celebre "Manifesto del futurismo". Poteva passare inosservata questo anniversario a Parma? No, come in tutta Italia, anche perché pure a Parma si è vissuto lo spirito futurista e perché anche Parma ha avuto dei "campioni" del Futurismo: prima Renzo Provinciali, poi Piero Illari. E proprio di Piero Illari, ma non solo, si parlerà domani nel Convegno "FuturPRismi - Rifrazioni di centro e di periferia a cent'anni dal manifesto di Marinetti", che si svolgerà, a partire dalle ore 10, nell'Aula "Ferrari" dell'Università in via D'Azeglio 85a (per lavori in corso, accesso da via Kennedy).
Il programma prevede in mattinata gli interventi di
Giorgio Baroni (Università Cattolica di Milano), May Lorenzo Alcalà (scrittrice e diplomatica argentina) e di Pier Luigi Bacchini.
Nel pomeriggio presso l’Oratorio Novo della Biblioteca Civica in V.lo Santa Maria 5 si terrà una tavola rotonda dal titolo “
Parma 1900-1930: tra letteratura e politica” con Umberto Sereni, Umberto Carpi, Andrea Briganti e Fiorenzo Sicuri e una performance tra “Parola immagine e suono (Illari e dintorni)” con Paolo Briganti, Vanjia Strukelj e Marco Capra.










Una giornata insomma in cui si analizzano e mostrano aspetti, specialità, ed echi di tutto il movimento con rimandi al movimento in senso internazionale e con la riscoperta di un esponente parmigiano della corrente marinettiana
, Piero Illari, la cui vita è anche raccontata in un libro molto interessante, "Piero Illari: un futurista tra due mondi", scritto dal professor Andrea Briganti, docente di lingua e traduzione spagnola all'Università e dalla scrittrice nonché diplomatica argentina May Lorenzo Alcalá, con importanti contributi (il libro è di 432 pagine) di Alberto Manzoli e di Paolo Briganti.
Ma chi era
Piero Illari? Era uno e tanti uomini messi insieme. Un maestro. Un sindacalista. Un socialista. Un giornalista. Uno scrittore. Un comunista. Un esule. Un futurista. Ecco, un futurista. E questo spiega perché si parlerà anche di lui nel convegno di domani. Un esule perché, nel '22, con il fascismo nascente, se ne andò in Argentina, a Córdoba. Gli studiosi non hanno mai accertato appieno il motivo. Quello della fuga dal fascismo sembra il più ovvio, ma Illari era anche un giornalista e doveva lavorare.
Quindi, oltre alla collaborazione con riviste argentine, ne teneva anche con giornali italiani, come per esempio l'
Ambrosiano di Milano, che non era certo avverso al regime. Illari era, soprattutto, un uomo libero. Nelle azioni, nei pensieri, un uomo che, da socialista, partecipò alla famosa sissione di Livorno che diede vita al Partito comunista. Un uomo molto legato a Parma, fin che vi ha abitato. Collega e amico di Renzo Pezzani, divenne un suo collaboratore nella testata "La difesa artistica", dove si creò uno spazio e diresse perfino un inserto, un vero e proprio "giornale nel giornale", intitolato "Rovente", una specie di manifesto parmigiano del futurismo.
Primogenito di sette figli, nati nell'arco di un deennio da Pilade Illari e Zaira Franzoni, venne alla luce il 19 giugno 1900 a Parma e attorno al 1924 se ne andò in Argentina, dove abitò a Cosquin, non distante da Córdoba, e dove fu il punto di riferimento "italiano" del Futurismo argentino. Al punto che Tommaso Marinetti, nei suoi viaggi in Sudamerica, non mancò di andarlo a trovare. Nonostante un oceano di mezzo, mantenne rapporti sempre vivi con i suoi genitori a Parma e con la città, dove a un certo punto tornò. Ma fu un ritorno molto breve. Ripartì definitivamente per l'Argentina e nel 1939, formatosi una famiglia, prese la nazionalità argentina. Morì di cancro il 28 aprile 1977 a Córdoba, in casa del figlio e della nuora.
(Nelle foto, dall'alto: 1) La locandina del convegno di domani all'Università; 2) Il parmigiano Piero Illari con il fondatore del Futurismo, Tommaso Marinetti. Da sinistra, seduti: Emilio Pettoruti, Tommaso Marinetti e Sandro Volta. In piedi: Smith, Meccia, Piero Illari e una persona non identificata; 3) La copertina del libro "Piero Illari, un futurista tra due mondi", di Andrea Briganti e May Lorenzo Alcalà; 4) La prima pagina del quotidiano francese "Le Figaro" del 20 febbraio 1909, con il manifesto futurista di Marinetti).

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