O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


domenica 15 febbraio 2009

Di padre in figlio: i Ferrari

SAPORE DI PARMA
NEL CUORE
DEI LORO BURATTINI

In quattro generazioni lo spirito di una grande famiglia di artisti: Italo il poeta, Giordano il genio, Gimmi e Luciano il braccio e la mente, fino ad arrivare agli attuali eredi, Giordano e Daniela
I Ferrari. Quelli dei burattini. Alzi mano a Parma chi, da bambino, non ha mai visto almeno uno spettacolo dei burattini dei Ferrari. Bargnòcla, Fasolino, Sandrone... Magìe meravigliose che hanno coinvolto già, finora, quattro generazioni di Ferrari: prima Italo, poi Giordano, poi Luciano e Gimmi, ora Daniela (figlia di Luciano) e Giordano (figlio di Gimmi). Da bambino, al Parco Ducale, accanto al chiosco dei gelati, rimanevo a bocca aperta davanti al teatrino meraviglioso di Giordano e famiglia. Poi, da giovane cronista della "Gazzetta", ho avuto la fortuna di conoscere Giordano, di frequentare il suo laboratorio in borgo Santo Spirito 1. E conservo ancora un Bargnòcla uscito dalle sue mani. Erano i tempi dei Corvi: conoscevo ovviamente Gimmi. E di conseguenza Luciano, che era la sua ombra. Avevo la fortuna, in quei tempi, di conoscere e frequentare due generazioni dei Ferrari. Quelli dei burattini, quelli dei sogni della mia infanzia. Ed ora, grazie a Pramzanblog, sono molto orgoglioso di potermi riavvicinare a questa famiglia, alla quale, se dipendesse da me, darei l'Oscar della Parmigianità. Grazie a Daniela, grazie a Giordano, due cugini-fratelli (perché sono cresciuti più come fratelli che come cugini) che hanno l'onore e l'onere di portare avanti questa magìa. E quindi è proprio con loro che inauguro oggi una nuova iniziativa di Pramzanblog: la serie "Di padre in figlio", dedicata non alle grandi famiglie storiche della nostra città (per le quali è in preparazione un'altra serie), ma a quelle, anche senza blasone, che hanno tramandato di padre in figlio un'attività, tenendo sempre alto il nome di Parma. Ecco dunque il primo articolo di questa nuova serie "Di padre in figlio" con l'intervista a Daniela e Giordano Ferrari.















Dove avete compiuto i vostri studi?

GIORDANO: "
Le elementari alla Cocconi, le medie alla Giordani, poi un anno all'Istituto d'arte Toschi. Da quel momento ho lasciato la scuola per occuparmi solo dei burattini, con i miei familiari".
DANIELA: "
Le elementari alla Pezzani, le medie alla Newton, poi mi sono diplomata al liceo linguistico, alla European School".
Quali erano i vostri giochi preferiti, da bambini?
GIORDANO: "
Giocavo al... burattinaio. Ricordo quando andavo a casa dello zio Luciano, il papà di Daniela. Mi divertivo un sacco a improvvisare rappresentazioni teatrali con lo zio e con Daniela ".
DANIELA: "
Be'... anch'io. Ero sempre nel laboratorio di nonno Giordano, in borgo Santo Spirito. Il nonno aveva creato un teatrino in scala, adatto a noi e noi ogni pomeriggio organizzavamo uno "spettacolo" per i bambini del quartiere...".











Che cosa ricordate di vostro nonno Giordano?

GIORDANO: "Le sue espressioni, la sua straordinaria mimica facciale. Era stato operato per un tumore alle corde vocali e quindi aveva perso l'uso della voce, ma con una particolare tecnica che aveva assimilitato perfettamente e che si era messo anche ad insegnare, riusciva ad esprimersi. Il suo modo di riuscire a farsi capire, aveva del miracoloso".
DANIELA: "Lo ricordo in cortile, mentre suonava il chitarrone e noi ci abbandonavamo a giochi circensi. Il nonno era il nostro compagno di giochi, era un uomo molto creativo. Per esempio prendeva le bottiglie dei detersivi, le capovolgeva e le trasformava in facce di burattini e giocava con noi".
Vi siete considerati, da bambini, dei predestinati?
DANIELA: "No. Per noi non esisteva che il mondo dei burattini. Non riuscivo a immaginare, da bambina, che nella vita si potesse fare altro".
GIORDANO: "Confermo. Anche per me è stato così".
Quando eravate piccoli, nei confronti dei vostri amici vi consideravate più fortunati perché vivevate in mezzo ai burattini?
DANIELA: "Be', per noi era normale, ripeto, il nostro mondo. Ecco, alcuni bambini ci consideravano fortunati, altri magari ci consideravano un po' strani. A me sembrava tutto così bello. Eppoi ero già così legata a mio cugino, Giordano. Siamo cresciuti come fratelli. Giocavamo insieme e io lo picchiavo sempre, anche perché ero un po' più grande di lui".
GIORDANO: "Era il nostro piccolo grande mondo, stavamo bene insieme".


Gimmi e Luciano, i vostri genitori, erano molto legati, ma erano diversi l'uno dall'altro. E voi?

DANIELA: "Sì, Luciano era il perfezionista, l'amministratore, l'uomo delle relazioni pubbliche. Gimmi era l'artista, il geniaccio. Io ho preso da mio padre"
GIORDANO: "E io invece non ho preso né da mio zio, nè da mio padre. Ma ce la metto tutta. E per fortuna sono molto legato a Daniela così come erano legati i due fratelli, mio padre e mio zio. Tra noi c'è ancora gioco, e c'è molta complicità. Al punto che qualcuno pensa che siamo marito e moglie".
In passato i burattini li costruivano Giordano e Gimmi. Chi era il più bravo?
DANIELA: "Giordano era abilissimo a sgrossare il legno, dava delle sgorbiate secche che davano già il carattere al volto di un burattino, molto efficaci".
GIORDANO: "Mio padre Gimmi, invece, era più perfezionista, badava più ai particolari".
Chi produce adesso i nuovi burattini dei Ferrari?
GIORDANO: "Io e Umberto Zarotti, lo scenografo, che però non è soltanto lo scenografo. Per noi è a tutti gli effetti uno di famiglia".
Io da bambino, negli anni '50, seguivo gli spettacoli di Giordano. Era un pubblico semplice. Ora i bambini sono più smaliziati nell'era di Internet: che cosa cambia per un burattinaio?
DANIELA: "Il fascino del teatro dei burattini non è cambiato, ha sempre la stessa magìa e i bambini, anche se vivono nell'era di Internet, lo vivono allo sesso modo"
GIORDANO: "Anche nel mondo d'oggi è affascinante vedere i bambini che rimangono incantati davanti a un pezzo di legno che si muove, balla, canta, recita".
Parma onora la famiglia Ferrari?
DANIELA: "La città di Parma ha dato un ampio riconoscimento alla famiglia Ferrari istituendo il Museo dei burattini. Quindi la storia dei burattini, la storia dei Ferrari, va avanti fino all'eternità. Ed è un grande onore per noi che siamo i continuatori di questa storia. Certo, non sempre abbiamo avuto i nostri spazi, però adesso con il museo non ci possiamo lamentare".
GIORDANO: "Il museo dei burattini è un museo civico ed è il più visitato della città: venticinque, trentamila visitatori all'anno. Un grande successo. E noi siamo molto orgogliosi di questo. Certo, forse i burattini meriterebbero anche qualche spazio in più, ma forse l'avremo, penso nel giro di un anno. Èin fase di costruzione infatti il "
Teatro delle tradizioni", in viale Mentana, nel quale ci sarà spazio per il teatro dialettale e anche per quello dei burattini".Svolgete qualche altra attività oltre a quella di burattinai?
GIORDANO: "Io no, faccio il burattinaio a tempo pieno".
DANIELA: "Io sì. Da ventidue anni lavoro all'impresa di costruzioni Pizzarotti. Sono la segretaria del direttore generale. Ma ho il contratto part time e quindi ho tempo anch'io per dedicarmi ai burattini".








Daniela, tu hai una figlia di 12 anni, Giulia. E tu, Giordano, sei fidanzato ma non sposato. Chi porterà avanti, in futuro, la tradizione dei Burattini dei Ferrari?

DANIELA: "Be', intanto noi due siamo ancora giovani, io ho 41 anni e Giordano ne ha 38. C'è tempo... Sì, io ho una figlia di 12 anni e sarà Giulia a fare la sua scelta. Certo, nel mio cuore c'è la speranza che lei possa continuare la nostra tradizione di famiglia, perché io sono follemente innamorata di questa arte e in modo molto passionale. Però credo che il mestiere del burattinaio sia soprattutto maschile. Io sono un caso a parte, sono cresciuta tra i burattini. Era il mio mondo fin da piccola".
GIORDANO: "Lo so, lo so. Mi devo dare da fare. Cercasi eredi... Scherzo. Comunque la tradizione dei Burattini dei Ferrari non può e non deve morire. Continuerà in ogni caso, anche con collaboratori esterni. Però l'ideale è che mantenga sempre la sua caratteristica: cioè che sia animata da un nucleo familiare".
Quali sono i vostri ricordi più belli della famiglia Ferrari?
DANIELA: "Di ricordi ce ne sono tantissimi. Posso riassumere con il ricordo di una famiglia unita, bella, molto parmigiana, una famiglia di giocherelloni. La gioia, da piccoli, di guardare lo spettacolo animato da nonno, zio, papà, mamma, da dietro le quinte".
GIORDANO: "Sono d'accordo con Daniela. Il ricordo di una famiglia che ha sempre amato, e continua ad amare, questa magica professione. Una famiglia legata da amore e complicità".
Che cosa ricordate del vostro bisnonno, Italo, autore tra l'altro di bellissime poesie in dialetto?
GIORDANO: "Non abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo, però lui è ancora vivo per noi con le sue poesie, che sono una più bella dell'altra".
Sandrone, Fasolino, Bargnòcla: chi amate di più?
GIORDANO: "Decisamente Bargnòcla, anche se per lui è stata scritta solo una commedia,
Bargnòcla in cuccagna. Ma è sempre presente in tutte le rappresentazioni".
DANIELA: "Sì, Bargnòcla. Sebbene Fasolino sia il principe della baracca dei burattini e gli siano state dedicate più commedie".
Che cos'è per voi la parmigianità?
GIORDANO: "Per me la parmigianità inizia e finisce con i Ferrari. Di Parma mi piace tutto. Anche se forse non esiste più la vera parmigianità. Piazzale Serventi, le botteghe del falegname, del calzolaio... tutto finito. La parmigianità stava lì, in quei piccoli locali, in quelle atmosfere che che racchiudecano tutta l'anima della nostra tradizione. Ora purtroppo tutto questo non c'è più".
DANIELA:"La parmigianità è un qualcosa che non dovrebbe andare perduto. È quel
dedlà da l'àcua che purtroppo non c'è più. I parmigiani veri sono una razza in via estinzione".Quali sono i vostri progetti?
DANIELA e GIORDANO: "Abbiamo qualche idea nel cassetto. Ci stiamo lavorando. Un pezzo nostro, nuovo, scritto da noi. Perché i Ferrari ci sono stati, ci sono e... ci saranno sempre".
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) La Compagnia oggi: da sinistra Giordano, Daniela, Manuela (mamma di Giordano) e Umberto Zarotti; 2) La Compagnia ieri: Daniela, Gimmi, Giordano e Manuela; 3) Daniela Ferrari in buona compagnia; 4) Giordano e Daniela al lavoro; 5) I Ferrari nel 1955: in piedi da sinistra: Bianca, moglie di Giordano, Italo (1877 - 1961), sua figlia Maura, la moglie Ebe, Ester, moglie di Emilio, con il piccolo Davide. Seduti, da sinistra, Italo (diventato famoso come Gimmi), Luciano e Giordano); 6) I Ferrari nel 1970; 7) Gimmi e Luciano con il padre Giordano nel laboratorio di borgo Santo Spirito; 8) Daniela estasiata con il papà Luciano; 9) La compagnia nel 1975; 10) I Ferrari alla Corale Verdi nel 1977; 11) Giulia, la figlia di Daniela: la quinta generazione)

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