O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


giovedì 19 febbraio 2009

Al Regio la "Lucia di Lammermoor"

LE PRIME REAZIONI A CALDO:
"UNA SERATA COSÌ COSÌ"
Commenti contrastanti dei nostri quattro "inviati" all'opera
Applausi, ma non ovazioni, e anche qualche fischio e alcuni "buu" per la seconda opera in cartellone della stagione lirica del Teatro Regio, la "Lucia di Lammermoor", diretta dal maestro Stefano Ranzani e con un ottimo cast, il soprano Desirée Rancatore (Lucia), il tenore Stefano Secco (Sir Edgardo di Ravenswood), che ha sostituito all'ultimo momento Roberto Aronica, il baritono Gabriele Viviani (Lord Enrico Ashton) e il tenore Francesco Marsiglia (Lord Arturo Bucklaw). Una "prima" dall'esito contrastato, forse anche falsata dai preconcetti di poche persone. Qualche dissenso soprattutto nei confronti di Denis Krief, che ha firmato regia, scene e costumi e perfino del direttore d'orchestra Stefano Ranzani. Pramzanblog ha voluto tastare il polso alla serata, raccogliendo, appena conclusa la rappresentazione, alcuni commenti a caldo dai suoi quattro "inviati":
QUI PALCOSCENICO
Andrea Rinaldi, presidente della Corale Verdi e componente del coro del Teatro Regio diretto da Martino Faggiani:
"Qui in palcoscenico la situazione era tutto sommato tranquilla e anzi sottolineo la bravura degli interpreti che hanno saputo tenere la concentrazione nonostante qualche dissenso, secondo me fuori luogo, che veniva dal loggione. Credo però che si trattasse di poche persone e per di più molto giovani. Vorrei sapere con quale preparazione, con qualche esperienza, potevano permettersi di stroncare l'operato dei cantanti. Secondo me, lo dico qui, dal palcoscenico, lo spettacolo mi è sembrato più che dignitoso. Con quello che c'è in giro in altri teatri... Che vadano, che vadano in qualche teatro a sentire come va, certi contestatori di stasera... Secco? È stato bravo. Prima della rappresentazione era stata provata l'ultima scena con lui, la più difficile, assieme al coro. Un quarto d'ora di prova per trovare l'affiatamento. Ma è andato tutto ok. Anche Desirée Rancatore bene, come sempre. Dà fastidio però che l'operato dei cantanti non sia stato apprezzato come dovuto. Il dissenso di certi loggionisti ha guastato la serata. Ma anche dal loggione sono arrivate voci positive. In Tv ho appena visto un vecchio loggionista che ha preso le distanze dal dissenso di questa sera. ".
QUI PLATEA
Giovanni Reverberi, presidente del Club dei 27 ("Trovatore")
Lapidario il commento di "Trovatore", vale a dire il presidente del Club dei 27: "No comment". Ho cercato di farmi dire di più. "Mi dica, la prego, due parole almeno...". "Gliele ho già dette", mi ha confermato, molto cortesemente ma con decisione: "No comment. Sono due parole che mi sembrano molto chiare e che, sinteticamente, dicono tutto. Buona notte".
QUI PALCHI
Enzo Petrolini, vicepresidente del Club dei 27 ("Un giorno di regno")
"La serata non è andata in modo esaltante. Il primo atto non mi era dispiaciuto del tutto, tolto il baritono, Viviani, che trovo limitato nelle note basse. Ha avuto qualche variazione di tema... Insomma, forse dovrebbe affidarsi a un repertorio più consono alle proprie qualità. L'avevo già sentito in Bohème, mi era piaciuto. Stasera invece... Rancatore e Secco, nel primo atto, sono andati abbastanza bene. Nel secondo invece sono andati giù. Forse è anche una questione di "manico": orchestra un po' sfasata, perfino qualche stonatura dei corni. Dal loggione mi pare di aver udito la frase "corni vergogna". La Rancatore si è salvata poi nella scena della pazzia. Comunque, secondo me, come "Lucia", deve ancora studiare qualcosa. Mi era piaciuta molto di più nel "Rigoletto". La sua voce, stasera, a volte tendeva a sforare, e poi perdeva smalto, lucentezza. Stefano Secco ha fatto un bel finale d'opera. Coro bene come sempre, ormai il coro del Regio è una sicurezza. La regia di Denis Krieg? A'n gh'sèmma mìga. D'accordo il minimalismo per motivi economici, ma certe cose sono difficili da digerire. I biliardi in scena, il tenore che per tutta l'opera tiene in mano una rivoltella e poi si uccide con un pugnale... Insomma, una serata così così. Non a caso finita l'opera sono usciti tutti insieme a raccogliere gli applausi. Che ci sono stati, ma tenui. Anche perchè... la "Lucia" è la "Lucia"... Oltre a quelle verdiane ci sono sei, sette opere che i parmigiani conoscono a memoria. E tra queste c'è proprio la "Lucia"...".
QUI LOGGIONE
Tiziano Marcheselli, giornalista, autore della rubrica "Lassù in loggione" della "Gazzetta di Parma"
"No, non è andata molto bene. Insomma, così così, anche se non malissimo. Il loggione ha rumoreggiato. Ci sono stati zittii e qualche "bu" I loggionisti hanno apprezzato Desirée Rancatore e Stefano Secco, meno il baritono e il basso, fin dalle prime scene. Dissensi anche per il direttore d'orchestra Ranzani e per il regista Krieg. Qualcuno ha definito alcune scene "ridicole". Come quei biliardi in palcoscenico... Qualcuno in loggione ha commentato:"J én lì par ciapär mej il stècchi". E alla fine, quando il loggione si è svuotato, ho sentito qualcuno che, ispirandosi al nome del tenore, ha commentato amaramente "A sèmma restè a sècch!".

1 commento:

Marullo ha detto...

Applausi ma non ovazioni, qualche fischio e alcuni buh, per la "Lucia di Lammermoor"


Qualche, alcuni...?

:-)

http://www.youtube.com/watch?v=fgf2GGQOxYg&feature=channel_page