O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


martedì 27 gennaio 2009

Anche i Nomadi venerdì al PalaRaschi





Mancano soltanto tre giorni al grande concerto (ore 21,15) in onore dei due "Corvi" mai dimenticati


GIMMI E BILLO: LI RICORDIAMO COSÌ

Angelo Ravasini (I Corvi):
"Chi era Gimmi? Un amico prima di tutto. E poi un personaggio particolare. Particolare anche nel carattere. Non mi piace ricordare come e perché lasciò i Corvi, però posso dire che l'amicizia non si interruppe mai. E infatti, dopo 25 anni, ci siamo rimessi insieme. Si metteva anche alle tastiere, quando non avevamo ancora il tastierista. Gimmi, che ricordi. Ai tempi magici dei primi Corvi era un "baracchiere". Lo chiamavamo "ruscaróla" perché, per quanto riguardava le ragazze, "tirava su di tutto", qualunque tipa, bella o racchia che fosse. Tutto ciò prima di sposarsi, ovviamente. Gimmi è rimasto nel mio, nei nostri cuori. E canta ancora... Sì, canta ancora, perché per esempio quando facciamo "Bang bang", uno dei nostri più grandi successi, utilizziamo ancora il brano registrato del parlato, quello che faceva lui... Gimmi non ci ha mai lasciato.
"E di Billo cosa ricordo? Prima di tutto per me Fabrizio Levati, che è mancato una decina d'anni fa, a Rimini, dove faceva l'animatore al "Delfinarium", è rimasto "Figaro". Era il suo soprannome. Lo chiamavano così perché suo padre era barbiere e lui aveva dato una mano in negozio. Ma è diventato anche Billo perché era il più piccolo del gruppo. A Parma si dice "billón". Da Billón a Billo il passo è breve.
Di Figaro ho un ricordo straordinario. Cioè di quando in pratica gli "rubammo" la Porsche per comprare un nuovo impianto d'amplificazione, un Semprini. Figaro non aveva la patente, ma aveva comprato una Porsche, e a noi pareva inaudito. Così gli facemmo firmare un foglio, lui firmò, senza sapere che si trattava di un passaggio di proprietà. Così, diventati proprietari della Porsche, la vendemmo e comprammo l'impianto Semprini. Figaro si incazzò, ma due ore dopo eravamo già amici come prima più di prima. Figaro era fatto così. Un ragazzo meraviglioso".






Daniela Ferrari (nipote di Gimmi e presentatrice del concerto):

Il mio ricordo di Gimmi, che era mio zio in quanto io sono figlia di suo fratello Luciano, è legato soprattutto alla sua arte di burattinaio. Ricordo la sua straordinaria bravura, io ho "bevuto" da lui tutto quello che potevo "bere". Anche il suo modo di porsi al pubblico, di presentare gli spettacoli dei nostri burattini. È anche per questo che ho accettato con entusiasmo di presentare, assieme ad Alessandra Cadoppi, il concertone di venerdì. Ho già fatto la presentatrice in due occasioni, al di fuori dei burattini, questa è la terza, e lo considero un omaggio personale a Gimmi. La sua immagine, ripeto, per me è legata al mondo dei burattini. Nella versione del "Corvo" lo trovavo un po' buffo. E anche lui, in fondo, non sentiva in modo molto forte l'ambiente musicale, anche se amava profondamente la musica. Suonava il piano, la chitarra basso, soprattutto l'armonica a bocca. Era un uomo di palcoscenico".
Giorgio Donati (T.N.T.):
"Di Gimmi ricordo la sua straordinaria bravura di burattinaio. Una sera di una decina di anni fa, per esempio, suonammo all'apertura dell'"Elton Country Club", un locale aperto da Angelo Ravasini "e lui improvvisò uno spettacolo di burattini, assieme al figlio Giordano. Fu un miracolo: nonostante la sua voce bassa e roca, riuscì a dare tutte le voci possibili ai burattini manovrati da suo figlio. E poi ci trovammo insieme una volta anche a Treviso. Si era messo alle tastiere. Di Gimmi ricordo la sua bravura con l'armonica, la sua frequentazione del bar della "Corale Verdi" e l'immancabile sigaretta tra le mani".
Roby Bonardi (storico dj)
"Gimmi: un uomo che appariva burbero e chiuso ma al quale si inumidivano gli occhi quando diceva qualcosa di profondo, di importante. Un uomo all'apparenza duro, quello che a Parma si dice "un sgrusón", ma per difesa, solo per difesa. Un grande talento, un grande uomo di teatro. Una grande dizione, senza influenze dialettali, una straordinaria teatralità. Di Figaro - Billo posso dire anche di più, perché eravamo molto amici, perché se ho fatto il disc jockey è stato anche per merito suo. Nel senso che era il mio idolo, il mio faro, il mio punto di riferimento. In questo campo è stato un grande. Ha lavorato al Circeo, in Sardegna, al King di Cortina, al Paradiso di Rimini. Era amato da tanti personaggi famosi, da Renzo Arbore, da Christian De Sica, da Alberto Castagna e da molti altri. Billo era intelligente, ironico, un grande talento, un eterno ragazzo di una simpatia travolgente. Mi manca molto".
ULTIMISSIME - Anche i Nomadi hanno dato la loro adesione al concerto.

1 commento:

Maganuco ha detto...

..amplicazione...?