O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


martedì 13 gennaio 2009

Al Regio "I Lombardi alla prima Crociata"

LE PRIME REAZIONI A CALDO
Tantissimi applausi per l'apertura della stagione lirica del Teatro Regio. L'opera "I Lombardi alla prima Crociata", diretta dal maestro Daniele Callegari e con un cast di prim'ordine (ovazioni per il cantante di casa, Michele Pertusi (Pagano), che proprio ieri, lunedì, ha compiuto 44 anni (auguri da Pramzanblog!), ma anche per il tenore Francesco Meli (Oronte), per il soprano Dimitra Theodossiou (Giselda) e per il primo violino di spalla, Michelangelo Mazza, per il suo emozionante "assolo" nel preludio del terzo atto. Pramzanblog ha voluto tastare il polso ala serata, raccogliendo, appena conclusa la rappresentazione, alcuni commenti a caldo:
QUI PALCOSCENICO
Michele Pertusi, che ha interpretato la parte di Pagano - L'Eremita
"Grande inaugurazione, bellissima serata, è stato un successo strepitoso. Contento? Per le reazioni del pubblico che ci ha tributato applausi a scena aperta e ovazioni, sì, dall'inizio alla fine dell'opera. Però io non sono mai contento del tutto di me. Vorrei sempre fare meglio. Per quanto riguarda la voce, dopo l'operazione di settembre, invece, posso dire di avere ripreso alla grande. Quel periodo è dimenticato".
QUI PLATEA
Giovanni Reverberi, presidente del Club dei 27
"L'opera ha stentato un po' a decollare. Anche il pubblico intorno a me, in platea, è arrivato intirizzito da fuori ed è rimasto freddino fino a quando il tenore Francesco Meli (Oronte) ha cantato uno dei pezzi forti dell'opera, "La mia letizia infondere". Tanti applausi, e da quel momento è arrivato anche il calore del pubblico. È stato poi tutto un crescendo, fino alla fine. Meli? Una lieta sorpresa, anche se lo conoscevamo già: un bel tenore, anche se secondo me non potrà mai interpretare certi ruoli verdiani, come Otello, per esempio. Pertusi? Bene, ha meritato gli applausi che ha ricevuto. Ma onestamente devo dire che nel 2003, quando lo vidi in questa stessa opera, al Regio, mi esaltò di più. Michele, è un grande basso, un grande cantante e un ottimo interprete, è un vero maestro del palcoscenico, ma, e lo dico con grande affetto e simpatia, secondo me non è il basso verdiano per eccellenza. Ciò non toglie che anche questa sera abbia fatto un'ottima figura. La Theodossiou? Brava, molto brava. L'ho apprezzata molto nei filati, nelle voci di testa, sa interpretare perfettamente certi momenti delle romanze. Il suo acuto, invece, è un po' stridente, è un po' secca di voce. Il coro? Opera difficilissima, molto impegnativa per un coro. Che dire del Coro del Regio? Un grande coro. Non a caso noi del Club dei 27 abbiamo recentemente premiato proprio il maestro Martino Faggiani: è riuscito a trasformare un buon coro di dilettanti in un ottimo coro di professionisti".
QUI LOGGIONE
Tiziano Marcheselli, giornalista, autore della rubrica "Lassù in loggione" della "Gazzetta di Parma"
"Grande entusiasmo anche lassù in loggione. Tanti applausi, ovazioni, in particolare per il beniamino di casa, Pertusi e per la Dimitra. Qualcuno ha perfino gridato "Viva la Grecia". Poi sai, quassù ci sono gli intenditori e sanno che Verdi, nelle sue prime opere riservava ai soprano parti molto difficili da cantare. Qualcuno, infatti ha gridato: "Dimitra, t'è cantè n'òpra, ma l'è cmé se ti n'avìss cantè do". Applausi, ma un po' meno tiepidi, per il tenore Francesco Meli. Secondo qualche loggionista è bravino, ma "accorcia" un po' gli acuti".

(Nelle foto, dall'alto /tratte dalla "diretta" di Tv Parma: 1) Michele Pertusi nei panni dell'Eremita, 2) Francesco Meli (Oronte); 3) Dimitra Theodossiou (Giselda); 4) Roberto de Biasio (Arvino) e Cristina Giannelli (Viclinda); 5) Michele Pertusi nei panni di Pagano; 6) Jansons Valdis (Acciano) e il coro; 7) L'orchestra del Teatro Regio, diretta da Daniele Callegari)






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