O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


martedì 9 dicembre 2008

Tortura: uno spettacolo per ricordare anche ai parmigiani le aberrazioni e le follie dell'uomo

È giusto parlare di tortura su Pramzanblog? Lo so, non è un tema divertente, ma io sono del parere che, anche in tempi di pace non si debba mai abbassare la guardia e ricordare, in particolare alle nuove generazioni, le nefandezze compiute dall'uomo (da una parte e dall'altra degli schieramenti) durante le guerre. E non solo.
Le aberrazioni umane non sono né di destra, né di sinistra, né di centro. Non hanno una colorazione politica. Hanno solo il colore dell'odio e della follia. Eppoi questo è anche il momento più adatto per parlare di tortura, visto che domani 10 dicembre, martedì, si celebra il 60° anniversario della "Dichiarazione dei Diritti Universali dell'Uomo". (Potrete leggere i trenta articoli in italiano e in parmigiano su Parmaindialetto, il prezioso sito di Enrico Maletti).












Un anniversario molto importante, che Parma solennizza, da anni, addirittura con un evento culturale di grande valore, il Festival dei diritti umani, organizzato dall'Assessorato provinciale alle Politiche sociali e sanitarie e da Forum Solidarietà - Centro servizi per il volontariato (con il contributo della Fondazione Cariparma) e giunto quest'anno alla nona edizione. Incontri, dibattiti, spettacoli, film, documentari: tutta una serie di iniziative per non dimenticare, per far sapere, per risvegliare le coscienze.
Ne è un esempio un incontro, nei giorni scorsi, all'"Istituto d'arte Paolo Toschi", dove l'assessore provinciale alle politiche sociali, Tiziana Mozzoni, ha affrontato il tema "Tortura in attesa di reato", con la presenza di due persone che sono state vittime di tortura, una cilena, Gina Gatti e un curdo, Alì Ekbar Sultan. Il tutto davanti a una platea di 150 ragazzi. Ecco, secondo me, la via giusta: non relegare i brutti ricordi in cantina, tra le robe vecchie e inutilizzabili, ma portarla alla luce del sole, rinnovarne la memoria, per far comprendere ai giovani gli errori dell'uomo. Bello il titolo dell'incontro al Toschi: "in attesa di reato", perché, sembrerà incredibile ma è così, la tortura nel nostro Paese non è attualmente considerata un reato. Nel 1987, 21 anni fa, per la verità il governo italiano ratificò la convenzione Onu che vieta la tortura, ma da allora questa ratifica non è ancora stata tradotta in legge.
Ed è proprio su questo tema che si incentra un prezioso spettacolo che debutterà a Parma al Teatro Europa di via Oradour il 12 dicembre, alle ore 21,30 (ingresso gratuito). Si intitola "Difetto di fabbrica" e ne è autore Gianluca Foglia, in arte Fogliazza, che ne firma anche la regia insieme con l'interprete, Umberto Fabi. È il monologo di un uomo "normale", Riccardo Saler, che a un convegno di... torturatori, racconta con abbondanza di particolari la sua attività: è un torturatore, un assassino, un boia.
"Difetto di fabbrica" prende spunto da un esperimento psichiatrico di uno psichiatra americano, Stanley Milgram, che negli anni Sessanta all'Università di Yale, New York, dimostrò come l'uomo è disposto a compiere qualsiasi azione, anche la più brutale, purché gli venga ordinata a proposta da un personaggio qualificato. Il 60 per cento delle persone che parteciparono all'esperimento di Milgram dimostrarono di essere disposte a compiere ogni nefandezza possibile, convinte di aver soltanto eseguito un ordine e quindi senza sentirsi colpevoli.
(Nelle foto, dall'alto -CLICCARE PER INGRANDIRE-: 1) Gianluca Foglia "Fogliazza", autore e regista di "Difetto di fabbrica", accanto al manifesto dello spettacolo; 2) Umberto Fabi, interprete e coregista ; 3) La prima copia della Dichiarazione dei Diritti Universali dell'Uomo, nel 1948; 4) Il Festival dei diritti umani, giunto alla nona edizione; 5) Così le torture nel Parmense durante la seconda guerra mondiale /da "Storia di Parma in 1000 fotografie", Il Resto del Carlino, 1970, pag. 59)

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