O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


martedì 9 dicembre 2008

Qui Stati Uniti: scrive lo strajè Ninni Lunardi

COSÌ RICORDO IL MIO AMICO LUCONE
AMBANELLI, SCOMPARSO UN MESE FA
PREMESSA: Un mese fa, il 9 novembre, Parma perdeva l'avvocato Luca Ambanelli, 70 anni, uomo di legge, di teatro, di cultura, di sport. Uno dei personaggi più stimati, più conosciuti e più amati della città. Un uomo che ha lasciato un grande vuoto in tutte le persone che l'hanno conosciuto e che gli hanno voluto bene. Tra queste il fotografo Giovanni Lunardi, per gli amici Ninni, da anni emigrato a Sarasota, in Florida. Un'amicizia che risale ai tempi della gioventù e che è durata nel tempo, nonostante la lontananza. Dall'America Ninni Lunardi ci invia questo struggente ricordo dell'amico.
*** Suo padre lo chiamava "Lucone", ma non perché Luca era un ragazzone grande e grosso e forse si meritava questo appellativo, ma solo esclusivamente perché lui lo guardava con un affetto e con un senso di innamoramento tali da fargli considerare il figlio più grande e al di sopra di tutti gli altri. Era un modo affettuoso di comunicargli la sua stima e devozione. Padre e figlio giravano per le strade di Parma sempre abbracciati come i due innamorati di Peynet e, incontrandoli, ci si commuoveva perché era veramente la coppia piu felice al mondo.
Quando Luca ha incominciato a giocare a rugby (nello stesso periodo in cui ho cominciato anch'io) suo padre lo seguiva ovunque e a lungo andare era diventato la nostra mascotte e faceva parte integrante della squadra nelle vittorie e nelle sconfitte. Luca era un giocatore appassionato, generoso, mai violento, ma molto cavalleresco con gli avversari. Il padre, da grande tifoso della squadra, e logicamente di Luca, teneva molto al figlio e spesso scuoteva la testa come faceva sempre quando c'era qualcosa che non lo convinceva al massimo e mi diceva "Ninni, tu che sei suo amico, devi spronare Luca ad essere più grintoso, più deciso e forse anche più "cattivo" con l'avversario. Come membro della Rugby Parma deve giocare "alla boia". Luca invece è troppo buono. Per lui il rugby è una passione, un divertimento e non gliene importa niente di farsi maciullare in mischia. Non sa rendere pan per focaccia. Li vedo io i suoi lividi quando torniamo a casa la sera dopo una partita. Se continua così il suo futuro di rugbista non lo vedo molto bene. La vita è dura e bisogna al momento buono sapersi far rispettare con le buone o le cattive".
Questo logicamente era solo uno sfogo di un grande tifoso e il modo di comportarsi di Luca è forse l'unica cosa che il signor Ambanelli padre non aveva saputo leggere tra le righe del carattere del figlio. La vita ha dato ragione a Luca.
Infatti Luca ha dimostrato non solo nel rugby (dove in effetti ha ottenuto ottimi risultati) ma anche nel teatro, nella sua attività di avvocato e in tutti gli aspetti della vita, che l'affrontare gli avversari, le situazioni sia difficili sia piacevoli, con gioia, serenità e generosità porta a grandi risultati ed a una vita piena di soddisfazioni e di amici sinceri.
E questo è quanto Luca ha saputo guadagnarsi con grande sempicità, senza mai montarsi la testa per tutto quello che ha saputo raggiungere. Come me sono tanti quelli che lo hanno amato molto e lo hanno preso ad esempio, perché Luca ha sempre rappresentato un amico cui potersi rivolgere, un amico pronto a darti tanto, simpatia, allegria, condivisione di sentimenti. Un amico che era abituato a non chiederti mai niente.
L'ho incontrato per l'ultima volta un anno fa a Basilicanova e prima di salutarci mi ha detto "Guarda che voglio venirti a trovare in Florida. Porterò con me tutta la Corale Verdi per far vedere ai "tuoi Americani" come il cuore di Parma canta".
Purtroppo questo viaggio non c'è stato.
Giovanni Lunardi
(Nelle foto, dall'alto: 1) Giovanni Lunardi; 2) Luca Ambanelli)

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