O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


mercoledì 3 dicembre 2008

Parma ha perso un grande: Armando Marchi

Parma ha perso oggi un altro dei suoi figli più meritevoli: Armando Marchi, 54 anni, appartenente a una delle famiglie più note della città (nella foto sotto vediamo il trisnonno di Antonio, con i suoi sette figli). Era figlio del notaio Giuseppe Marchi, soprannominato Giuppo. Io non ho mai avuto il piacere di conoscere Armando, ma lo conosceva bene la mia povera prima moglie, Manuela Caselli, che era una sua cugina e lo chiamava, come lo chiamavano i parenti, Dodo. Prendo integralmente da Parma.Repubblica.it la sua biografia:
"Dopo gli studi classici e Laurea in Filosofia cum laude all'Università di Bologna nel 1979 (tesi di laurea in Estetica) ha iniziato la carriera professionale prima della laurea come redattore a Pratiche Editrice (Parma, 1978-1983). È stato editor de "Il Nuovo Raccoglitore", supplemento quindicinale di cultura del quotidiano "Gazzetta di Parma" (1983-1986); redattore responsabile di Ugo Guanda Editore (Milano, 1986-1988); direttore editoriale di Bollati Boringhieri (Torino, 1988-1993), presieduta dalla parmigiana Giulia Bollati; direttore editoriale di Editori Riuniti (Roma, 1993-1994); direttore di Norma s.n.c., servizi e consulenza editoriale (Parma, 1994-1996). Dal 1996 al 2004 ha coperto il ruolo di responsabile delle Relazioni Esterne Corporate del Gruppo Barilla. Il suo ultimo impegno professionale è stato di responsabile del centro di formazione manageriale Barilla LAB. È scomparso all'età di 54 anni dopo una breve malattia".


(Nelle foto, dall'alto /- CLICCARE PER INGRANDIRE-/ : 1) Armando Marchi; 2) La storica famiglia Marchi, dalla quale discendeva Armando, in un ritaglio tratto dal libro "Storia di Parma in 1000 fotografie", a cura di Maurizio Chierici e Benito Montan, pubblicato da "Il Resto del Carlino" in venti dispense settimanali dal 3 dicembre 1970)

☛ ☛ ☛ COSÌ LO RICORDANO SU PARMA.REPUBBLICA.IT
☛ ☛ ☛ L'ARTICOLO DI GAZZETTA DI PARMA.IT
☛ ☛ ☛ L'ARTICOLO DI PARMAOK.IT

2 commenti:

e.piovani ha detto...

Esprimo il mio rincrescimento per la perdita di un illustre cittadino della nosta città.
Sono stato inoltre molto sopreso di vedere la foto di famiglia, in quanto le statue che si vedono sullo sfondo sono quelle della fontana di Proserpina.
Questa bellissima fontana era una di quelle che si ornavano il parco della reggia di Colorno. Da qui, dopo l'unità d'Italia, la fontana venne acquistata dalla famiglia Marchi, che la trasportò nel proprio palazzo di via della Repubblica. Qui, purtroppo, rimase solo pochi anni, in quanto venne successivamente venduta ad un antiquario che a sua volta la cedette al castello di Waddesdon Manor in Inghilterra, dove ancora oggi si trova. Siccome in quest'ultimo luogo, non sapevano la provenienza della fontana e neanche la disposizione delle numerose statue che la componevano, la divisero in due gruppi, che oggi formano le fontane davanti e nel retro del castello, di cui rappresentano una delle maggiori attrazioni.
Per chi volesse vederne le foto, nella loro attuale collocazione:

http://image02.webshots.com/2/7/39/86/41973986tnidWG_fs.jpg

http://farm4.static.flickr.com/3078/2560773748_663f897695.jpg?v=0

Pramzan45 ha detto...

Grazie signor Piovani del suo prezioso contributo!