O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


mercoledì 10 dicembre 2008

LEO NUCCI, CHE GRANDE SERATA PARMIGIANA! Ha cantato a Parma Lirica e ha ricevuto la presidenza onoraria del Coro Renata Tebaldi

Leo Nucci, 66 anni, bolognese, non ha mai nascosto la sua "parmigianità". A Parma ci canta da decenni, a Parma ha tanti amici, a Parma ci torna sempre volentieri. Ancor di più quando si prospettano serate "magiche" come quella di ieri sera. Il grande baritono, tornato in perfetta salute dopo i piccoli problemi che gli avevano fatto saltare un paio di concerti in ottobre, è stato la "stella" del concerto organizzato in suo onore da "Parma Lirica" per celebrare i 33 anni di amicizia con l'associazione e con Parma.
"Nel 1975, il 1°novembre", ha ricordato lo stesso presidente di "Parma Lirica", Paolo Ampollini "avevamo invitato per un concerto un soprano che allora andava per la maggiore, Adriana Anelli. Lei accettò l'invito e ci chiese di far cantare anche suo marito, Leo Nucci, che allora aveva una notorietà inferiore alla sua. Leo cantò ed entusiasmò il pubblico. Ed è bello festeggiare con lui, stasera, 33 anni di amicizia". Concerto bellissimo, nell'Auditorium dell'Associazione pieno zeppo, oltre i litimiti di capienza. Concerto con Nucci, ma con altri solisti di grande valore, il basso Roberto Tagliavini, il soprano Silvia Dalla Benetta e il tenore Bruno Ribeiro, accompagnati dall'Ensemble Salotto Ottocento di Paolo Marcarini, diretto ieri sera dal maestro Sergio Pellegrini, primo clarinetto dell'Orchestra del Teatro Regio. Musiche di Giuseppe Verdi, naturalmente, ma anche di Bellini, Puccini, Rossini.
La festa però, per Nucci, non è finita con il concerto dei 33 anni di amicizia. Nel corso della serata, infatti, è stato insignito della presidenza onoraria del Coro Renata Tebaldi, un riconoscimento che, nonostante sia carico di onorificenze e benemerenze (Grand'Ufficiale della Repubblica, Chevalier de l'ordre des arts et lettres della Repubblica francese, ambasciatore dell'Unicef, eccetera) l'ha particolarmente inorgoglito. "Per me è un grande onore", ha detto "io amo Parma e sono felice che questo mio sentimento sia stato riconosciuto in questo modo". "L'onore è soprattutto nostro", ha detto il presidente del Coro Tebaldi, Roberta Pinetti "perché ci inorgoglisce il fatto che Nucci abbia accettato. La nostra è un'associazione giovane, che sta muovendo ancora i primi passi e la presenza di un grande come Nucci al nostro fianco ci stimolerà a continuare sempre meglio sulla strada della tradizione e della professionalità".
Nucci, alla conclusione della serata, se ne è andato via, con la moglie, pieno di doni: la targa ricevuta dal presidente di "Parma Lirica" Ampollini, la targa del "Coro Tebaldi" e un quadro ricevuto in omaggio dal pittore Vittorio Ferrarini, che l'ha ritratto nei panni di "Rigoletto", il suo "cavallo di battaglia", ruolo con il quale ha trionfato e trionfa il tutto il mondo.
(Nelle foto /by Massimiliano Ortalli ©/ dall'alto: 1) Il baritono Leo Nucci durante il concerto; 2) Nucci riceve la targa ricordo dal presidente di "Parma Lirica" Paolo Ampollini; 3) Nucci con la targa dell'associazione del Coro Tebaldi, con la quale è stato insignito della presidenza onoraria; 4) Il quadro del pittore Vittorio Ferrarini nel quale Nucci è ritratto nei panni di "Rigoletto")

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