O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


martedì 9 dicembre 2008

Pramzanblog intervista Costantino Monteverdi GIREREMO LA CITTÀ CON UN UFFICIO MOBILE PER ASCOLTARE I PROBLEMI DEI CITTADINI

Non passa giorno che qualcuno ce l'abbia con lui. "Assessore dimettiti", "Assessore vattene". Un coro di proteste. Ma, dall'altra parte, un coro di solidarietà. "È una persona seria", "È un uomo onesto", "Per carità, che resti al suo posto". Lui, Costantino Monteverdi, bedoniese, 57 anni, assessore comunale alla Sicurezza urbana e con deleghe alla Polizia municipale, Protezione civile, Toponomastica, Servizio civile volontari, sposato, tre figli, ha le spalle grosse e sa che, in politica, bisogna essere preparati sia ai venti favorevoli, sia a quelli contrari. In un momento così mi è parso doveroso ascoltarlo e inserirlo nella galleria egli intervistati di Pramzanblog.
Da un po' di tempo lei è nell'occhio del ciclone: si sente un po' una vittima della politica?
Indubbiamente c'è molta speculazione. Ma è una strumentalizzazione che è scesa anche sul personale, e questo lo trovo veramente odioso. Per il resto, bisogna dire che la politica porta a queste situazioni.
È vero che ha ricevuto un avviso di garanzia per divulgazione di notizie coperte dal segreto istruttorio?
Sì, è vero. Penso che si tratti della vicenda del verbale sulla prostituta nigeriana, che è stato pubblicato dalla "Gazzetta di Parma". Lo saprò di preciso quando verrò interrogato. Comunque io non ho divulgato un bel niente.
Allora perché l'opposizione chiede a gran voce le sue dimissioni?
Guardi, è il gioco della politica. La nostra amministrazione, dal '98, sta lavorando per fare gli interessi dei cittadini. Cura un po' meno la politica e più i progetti. Per questo motivo crediamo di avere ottenuto la fiducia della città. L'opposizione non perde occasione per strumentalizzare ogni nostra azione, perché mira a far prevalere il primato della politica. Ma questo lo capisco. È quando scendono sul personale che non l'accetto.
Il caso Emmanuel: che segno le ha lasciato?
Purtroppo questo ragazzo ha subito una ferita brutta. Forse ancor più morale che fisica. Già nei primi momenti ho dichiarato che chi ha sbagliato pagherà. E ovviamente non ho cambiato idea. Se verranno provate delle responsabilità individuali è giusto che vengano sanzionate dalla magistratura. Resto dell'idea che la maggioranza del corpo della polizia municipale sia da salvare. Comunque abbiamo già cominciato a riorganizzare tutto il settore, con il nuovo comandante, Giovanni Maria Jacobazzi.
Parma e la sicurezza: è una città sicura? Anche di sera e in tutti i quartieri?
Sì, posso dire che Parma è una città sicura. Anche se i problemi non mancano. E lo sa come scaturiscono? Dalla droga, dalla fame. Ci sono individui che delinquono per procurarsi la dose, oppure semplicemente per mangiare. Sono episodi che accadono, purtroppo, ma come in tutte le città. Parma è molto più sicura di altre...












Eppure gli abitanti e i commercianti di via Garibaldi dicono che non riescono più a vivere tranquilli. E non sono gli unici a lamentarsi in città...

Guardi, è vero, i problemi non mancano, ma ritengo che siano casi isolati. Lei ha parlato di via Garibaldi. Io le aggiungo San Leonardo e anche parti dell'Oltretorrente. Lo sa dove nascono i problemi? Dove ci sono i punti d'aggregazione, tipo le pizzerie d'asporto, i negozi di kebab... Adesso poi è inverno, c'è freddo, c'è meno gente in giro. I guai sono anche minori. La situazione scoppia con il bel tempo. Comunque l'amministrazione non ignora il problema. Aumentiamo le telecamere per controllare le zone a rischio, aumentiamo l'illuminazione...
Una volta i vigili urbani di Parma erano molto amati dai cittadini. Forse adesso non è più così, a prescindere dal caso Emmanuel. Che cosa si può fare per invertire la tendenza?
Guardi, io l'anno scorso, in via sperimentale, avevo avviato i "presidi". Erano fissi e mobili. Erano punti dove i cittadini potevano incontrare gli agenti della polizia municipale ed esporre i problemi. Servivano a riavvicinare i parmigiani a quelli che una volta erano i loro "vigili".
Ma quest'anno i presidi non ci sono. Esperimento fallito?
Posso dire che l'anno scorso gli agenti erano un po' spaesati, c'è stato qualche problema. Ma i cittadini hanno gradito, eccome. Le posso garantire che i presidi torneranno.
Perché aspetta?
I nostri mezzi sono un po' vecchiotti. Vorrei poter contare su un "ufficio mobile". Un pullmino (se possibile anche due, dipende dal bilancio comunale) con il quale gli agenti andranno a raccogliere, quartiere per quartiere, le lamentele e le proposte dei cittadini.
Protezione civile: Parma ha già subito in passato qualche terremoto. L'intero territorio comunale è classificato in zona tre, vale a dire che è soggetto a scuotimenti modesti. Però il rischio resta. C'è un piano concreto per fronteggiare un terremoto di una certa consistenza?
La Protezione civile ha un piano di protezione cittadina. Sul nostro sito della Protezione Civile ci sono le risposte alle domande che uno si può fare riguardo ai terremoti. Comunque quest'anno abbiamo intenzione di andare nelle scuole, con agenti della Polizia municipale e volontari della Protezione civile per spiegare ai bambini e ai ragazzi i comportamenti da tenere in caso di emergenza. Questo è un obiettivo che ci siamo prefissi per il 2009. Prenderemo accordi con i direttori didattici, poi partiremo.
Servizio civile volontari: in quali campi si svolge?
Nei campi più svariati. Ci vengono sottoposti dei progetti e noi li valutiamo. Se sono utili alla comunità li facciamo partire. In questi giorni, per esempio, è andato in porto un progetto, durato due anni, con il quale i volontari preposti hanno catalogato tutti i manifesti della storia del Teatro Regio.
Toponomastica: le è mai arrivata qualche richiesta singolare per l'intitolazione di una via?
Qualche problemino ogni tanto viene fuori. Per esempio non ho mai avallato la richiesta di intitolare una via a Giorgio Almirante. Però a Parma esiste via Broz, che era il cognome di Tito, il dittatore comunista della Jugoslavia. Non l'ho intitolata io. Ebbene, anche se volessi, non riesco a toglierla perché gli abitanti della via preferiscono non cambiare nome. Non per motivi politici, ma perché dovrebbero rifare tutti i documenti.
Che cosa l'ha portata a scegliere la politica?
Un caso. E' stato un mio amico a spingermi ad accettare la candidatura in una lista civica a Bedonia. Ho accettato e sono stato eletto. Alle elezioni successive sono stato rieletto e mi hanno fatto assessore e vicesindaco. Poi è arrivato il giorno in cui il sindaco di Parma, Elvio Ubaldi, mi ha invitato a far parte del suo gruppo. Ed eccomi ancora qui.
Che cosa le piace di più di Parma?
La gente. Persone simpatiche. Mi piace il loro modo esuberante di affrontare la vita.
Che cosa intende lei per parmigianità?
Il senso di appartenenza.
È vero che ce la tiriamo un po'?
Mi sento parmigiano anch'io, anche se sono di Bedonia e le posso dire che, sì, un po' ce la tiriamo. Ma come si fa a far finta che non abbiamo salumi straordinari, che non abbiamo una cucina sublime, che la nostra non è la patria di Verdi e Toscanini?
La fermano per strada? Si mette a parlare con i cittadini?
Guardi, le posso dire che dopo i fatti che sono successi ho avuto un contatto ancora maggiore con i cittadini. Molti mi fermano, sì, ma per dirmi di tenere duro, di non mollare, che sono contenti di come abbiamo lavorato finora. Solo una signora, un giorno, mi ha fermato per dirmi: "Signor assessore, cos'hanno fatto i suoi vigili... hanno massacrato quel ragazzo...". Sì, mi piace parlare con la gente.
Usa la bicicletta per spostarsi?
Quando è bel tempo sì.
Conosce e parla il dialetto?
Sì. Il dialetto è un patrimonio importante. E secondo me bisogna far di tutto per farlo sopravvivere. Stiamo allestendo, come lei saprà, il "Teatro dei dialetti", intitolato a Giovanni Guareschi. Sarà il luogo ideale per far sopravvivre la nostra "lingua".
Una vera integrazione degli stranieri è possibile?
Ne sono convinto. Lo dico con entusiasmo. Il vengo dall'Appennino, che ha subito una forte emigrazione. Tanta gente, lì, ha lasciato la sua terra e si è integrata perfettamente nel Regno Unito, negli Stati Uniti eccetera. Vedrà che accadrà anche agli immigrati che sono venuti qui da noi. Arriverà il giorno in cui non si chiameranno più "immigrati". Ma parmigiani. Saranno i "nuovi parmigiani".
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto: 1), 2) e 3) Costantino Monteverdi; 4) Gli striscioni della contestazione; 4) L'assessore scherza con Alberto Michelotti (a sinistra); 5) Costantino Monteverdi)

Nessun commento: