O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


mercoledì 24 dicembre 2008

Il terremoto -2-: due testimonianze UNO SPAVENTO ENORME: BALLAVA TUTTO

Il drammatico racconto dello scrittore Renzo Allegri e del giovane direttore d'orchestra Matteo Pagliari
Le telefonate d'auguri si mescolano, in queste ore, a quelle per sapere quali strascichi hanno lasciato le scosse del terremoto di ieri pomeriggio, martedì 23. Ecco il racconto, "dentro la paura", di due importanti amici di "Pramzanblog": il giornalista e scrittore Renzo Allegri, che abita sulle colline di Salsomaggiore e il giovane direttore d'orchestra Matteo Pagliari, che abita a San Michele Gatti, frazione di Felino, quindi abbastanza vicino a Traversetolo, l'epicentro del sisma.
RENZO ALLEGRI, scrittore: "Ero in mansarda, alla mia scrivania, quando ho sentito una scossa forte. Lo spavento è stato enorme. Anche il mio fedelissimo gattino, che sta sempre vicino a me quando lavoro, si è spaventato ed è scappato via come un fulmine. Io l'ho seguito, di corsa, con il cuore in gola. Non avevo mai provato una paura così. Ballava tutto, cadevano i libri. Ai piani alti le scosse si sentono di più. Mia moglie infatti, che in quel momento si trovava in giardino, non ha sentito quasi niente. Ripeto: una grande, grandissima paura".
MATTEO PAGLIARI, direttore d'orchestra: "Ero in mansarda, al computer. Anche mia madre, Elda, non era distante da me. La scossa è stata molto forte, la paura tanta. Siamo scappati via, in preda al panico. Quanbdo siamo rientrati in casa abbiamo visto che cosa ci aveva "regalato" il terremoto: si erano staccate le piastrelle di rivestimento di una stanza e si erano spostati notevolmente il mio pianoforte e una libreria alta tre metri. Insomma, a casa nostra non soltanto un grande spavento, ma anche qualche danno. Per fortuna che siamo rimasti illesi".

1 commento:

e.piovani ha detto...

...io..."fortunatissimo"...ero a Ciano d'Enza di Canossa durante la scossa delle 16.25....e a Traversetolo, a casa dei miei durante quella delle 23, che a noi è sembrata pero' molto piu' forte della prima, nonostante le apparecchiature dicano il contrario.... Tra l'altro mi trovavo in piani alti...quindi il tutto ben moltiplicato!
Paura, soprattutto la seconda volta come dicevo, quando la casa ha iniziato a scuotersi, gli oggetti a cadere dalla libreria e dagli scaffali e i quadri e gli specchi picchiavano contro le pareti ondeggianti tra un gran rumore generale. Ho avuto il tempo di correre e mettermi sotto lo stipite della porta d'ingresso, aspettando quei secondi che non finivano mai piu' ed osservando come le pareti di casa sembravano impazzite. Il tutto ovviamednte pensando "stavolta crolla" come si fa sempre in questi casi. Poi una volta finite le scosse siamo corsi tutti giù in giardino a vedere cosa succedeva, con giro dei parenti piu' vicini per sapere come stavano e come reagivano... Insomma, una serata che di sicuro non mi scordero' più! E a parte il fatto che ancora ho la scarica di adrenalina tutte le volte che sento un vetro tremare..tutto ok! ;)