O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


mercoledì 17 dicembre 2008

FOTOSTORIE: I funerali di Cleofonte

Il 19 dicembre del 1919, a Chicago, morì un grande direttore d'orchestra parmigiano, Cleofonte Campanini, il grande rivale di Arturo Toscanini. A Campanini, che aveva 59 anni e che da quattro anni era direttore artistico del Chicago Opera Association, la città americana tributò imponenti esequie.: la sua salma fu esposta all'Auditorium Theatre parato a lutto. Campanini era molto amato nella città americana nella quale, appena conclusa la prima guerra mondiale, nel 1918, aveva percorso le vie del centro con l'orchestra e il coro, tra due ali di folla in delirio. La cerimonia funebre fu ripetuta a Parma, come vediamo nella foto qui sopra. Tutta la città si fermò per accompagnare nell'ultimo viaggio alla "Villetta" il grande direttore d'orchestra, che aveva cominciato gli studi musicali, come violinista, alla scuola del Carmine e che aveva debuttato a 20 anni al Teatro Reinach (del quale divenne poi il proprietario) dirigendo "L'ultima notte di carnevale" di Cialdi. Due anni dopo aveva diretto al Teatro Regio la "Carmen", nella quale la parte di don Josè era interpretata dal fratello tenore, Italo.

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