O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


mercoledì 3 dicembre 2008

Chiedi chi era Girolamo Cantelli, l'uomo che servì prima Maria Luigia e poi il Regno d'Italia

Lo ammetto: le mie lacune in storia sono più profonde del lago Bajkal. Per me Girolamo Cantelli è sempre stato un borgo di Parma, il proseguimento di strada del Conservatorio. Ma chi era, prima che gli dedicassero una via, il parmigiano Cantelli, del quale domenica prossima, 7 dicembre, si celebra il 124° anniversario della morte? Fu un politico. Un grande politico. Nel bene (per i suoi tanti estimatori) e nel male (per i suoi tanti detrattori). Di origine nobile (suo padre era il conte Lodovico Cantelli di Rubbiano, sua madre era la marchesa Luigia Rizzini) fu un politico a tutto tondo che ebbe voce in capitolo al tempo della Duchessa Maria Luigia (ricoprì la carica di Podestà) e continuò ad avere voce in capitolo anche durante il Regno d'Italia (fu deputato, senatore, ministro dei Lavori Pubblici, degli Interni, della Pubblica Istruzione e delle Finanze. Fu anche Prefetto di Firenze e presidente della Commissione d'inchiesta sull'istruzione secondaria maschile e femminile). Fu da ministro dell'Interno che sollevò da più parti aspre critiche per la sua poitica autoritaria, una vera e propria persecuzione, nei confronti di internazionalisti, repubblicani e radicali. In un sol giorno, per esempio, fece arrestare ventotto personalità repubblicane, tra le quali Aurelio Saffi, intervenute a una riunione organizzata dalla Consociazione delle società popolari di Romagna per stringere accordi in vista delle elezioni dell'8 novembre 1874. Fu un grave errore, confermato poi dalla generale assoluzione di tutti gli imputati al processo. Caduta la Destra, il senatore Cantelli tornò a occupasi delle vicende della sua città e tra il 1876 e il 1883 fu presidente della società editrice della Gazzetta di Parma. Negli ultimi anni della sua vita fu anche assessore comunale e, più tardi, presidente del consiglio provinciale.
(Nella foto: il busto di Girolamo Cantelli nella chiesa della Steccata /dal libro "Volti e figure del Ducato di Maria Luigia", Antea edizioni, pag. 71/)

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