O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


martedì 2 dicembre 2008

Chiedi che cos'era lo "spaventapasseri"

Ai tempi in cui nelle campagne fiorivano i covoni di fieno (da molti anni ormai ci sono le mostruose rotoballe) mi divertivo, da bambino, a inventare battaglie contro gli "spaventapasseri", umanità finte che popolavano le campagne. Un tronchetto, due rametti messi di traverso, abiti strappati e variopinti, un cappellaccio di paglia. Sparavo contro il mio finto nemico con la mia rivoltella giocattolo, ma lui non aveva alcun motivo per spaventarsi. Si spaventavano invece gli uccellini, che stavano ben lontani da quella zona di guerra. Così il raccolto di frumento era salvo. Ero dunque io, con il mio giocattolo, a spaventare i passeri. I quali invece, quando me ne tornavo nella casa di villeggiatura, tornavano volentieri da quel finto umano dagli abiti strappati e vi si posavano lieti, a cinguettare. La scena è stata perfettamente e spiritosamente interpretata dal pittore Giuseppe Monica, che è l'autore del disegno qui sopra, raccolto con tanti altri nel libro "C'era una volta Parma" (disegni di Giuseppe Monica, testi di Lorenzo Sartorio), pubblicato dalla Corale Verdi, con prefazione di Giuliano Molossi, alla fine del 2006.

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