O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


mercoledì 26 novembre 2008

QUI STATI UNITI - Scrive lo strajè Ninni Lunardi

QUANDO ERO ALLA SALLE FACEVO A GARA PER
SERVIRE MESSA E SCENDEVO LE SCALE SUL SEDERE
PREMESSA -
Domenica prossima all'Istituto de La Salle, alle 9,30, ci sarà il raduno annuale degli ex allievi e Giovanni Lunardi, Ninni per gli amici, fotografo di fama internazionale e "strajè" negli Stati Uniti da molti anni, non ha dimenticato le sue "radici" lasalliane. Anche lui, infatti, è stato alunno nella scuola di vicolo Scutellari. E adesso, "prigioniero" (si fa per dire) nel suo esilio volontario di Sarasota, in Florida, ha voluto ricordasi, in questa occasione, della sua scuola. È un ricordo struggente, scritto con il cuore. Eccolo:
*** La Salle, quanti ricordi. Da più di trent'anni non varco il portone dell'istituto di cui sono stato allievo per quattro anni delle elementari e tre delle medie.
Forse è meglio così, perché il ricordo che mi porto dietro di quella scuola che ha significato tanto per me, è stampato nella mia memoria in maniera molto chiara e viva e avrei paura di affrontare il presente, con quegli inevitabili cambiamenti che non corrispondono alle immagini che sono parte viva e sempre presente del mio passato di scolaro. Il portone d'ingresso, ricordo, dava su un ampio corridoio illuminato da finestroni che lo dividevano dal cortile. Ecco, il cortile. Qui abbiamo imparato a giocare a pallone, qui facevamo, tempo permettendo, le nostre lezioni di ginnastica, qui ogni anno, appollaiati su tre file di panche, venivamo fotografati insieme con il nostro maestro o il nostro professore.
 Appena entrati nell'istituto, sulla destra, ricordo la cappella dove ogni giorno assistevamo alla messa e ognuno di noi faceva a gara per servire la funzione vestendoci da chierichetti e maneggiando con disinvoltura il campanello, le ampolline o meglio ancora il turibolo con l'incenso. Nel corridoio una porta accedeva all'ufficio del direttore di allora, fratel Ettore, un uomo semplice, sereno, allegro, una persona che ricordo di non avere mai visto arrabbiato o corrucciato. Alla fine del corridoio uno scalone dai gradini in marmo rosso di Verona portava al primo e al secondo piano, dove erano situate le classi elementari e medie, ma non mi ricordo bene in quale ordine. Mi ricordo invece che i gradini dello scalone erano così consumati e lucidi che quando nessuno ci vedeva ci divertivamo a scenderli sul sedere, facendo a gara a chi arrivava prima in fondo. I miei maestri sono stati fratel Guglielmo alle elementari e fratel Gustavo e fratel Aldo alle medie, tutte persone squisite con i quali sono rimasto amico per parecchi anni, anche dopo aver lasciato La Salle. Al termine delle lezioni, ogni giorno, in fila scendevamo lo scalone ed era una gioia grande, appena girata l'ultima rampa,vedere la marea dei genitori che ci aspettavano per ricondurci a casa. Mi fa piacere di sapere che ci sono ancora raduni di ex allievi che si ritrovano per scambiarsi ricordi o per ritrovare amici che non si possono incontrare se non in queste occasioni. Io ho sempre vissuto come un globetrotter e non ho mai avuto né il tempo né l'occasione di partecipare a questi incontri, trovandomi sempre lontano da Parma e dall'Istituto La Salle (come anche adesso). Approfitto però di questa occasione per riabbracciare, tramite Pramzanblog, tutti gli amici presenti che spero si sentano tutti fieri e fortunati di avere frequentato questa scuola che ci ha dato tanto e che non dimenticheremo mai.
Giovanni Lunardi
(Le foto, dall'alto: 1) Giovanni Lunardi; 2) Una classe del La Salle degli anni Cinquanta con l'allora Vescovo Evasio Colli, in occasione di Cresima e Comunione; 3) e 4) Vecchie classi dell'istituto di vicolo Scutellari; 5) La quarta elementre dell'anno scolastico 1953-54 /seduto, il quarto da destra, è l'autore di Pramzanblog/; 6) Un'altra classe degli anni Cinquanta /il terzo da destra della seconda fila è il pittore Alex Shundi Bocchialini, "strajè" negli Stati Uniti e grande amico di Giovanni Lunardi)

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