O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


lunedì 17 novembre 2008

Pramzanblog intervista Giovanni Reverberi SIAMO SOLTANTO IN VENTISETTE MA DENTRO OGNUNO DI NOI BATTE IL CUORE DI VERDI

Quando, nel 1958, Carlo Ziveri fondò il "Club dei 27", nello scantinato della "Grotta Mafalda" di Emilio Medici, in via Cavestro, dandogli il primo nome di "Appassionati Verdiani Grotta Mafalda", lui, Giovanni Reverberi, aveva 34 anni. Adesso ne ha 84: da vent'anni ha il titolo di "Il Trovatore" ed è presidente da quando ha lasciato il Club il commendator Umberto Tamburini. Reverberi, un uomo ad alto tasso di parmigianità, che dirige il Club come un grande direttore d'orchestra, dopo aver già diretto da par suo, per vent'anni, dal 1984 al 2004, la Famija Pramzàna, e che da tempo immemorabile è anche segretario della Società dei concerti. Insomma, una vita farcita di Parma, musica, tradizione. Come si fa a tenere fuori un personaggio così dalla galleria delle interviste di Pramzanblog? Con "Il Trovatore" starei al telefono dei giorni a parlare di musica, dei piccoli grandi momenti della nostra città, dei profumi che escono dalle nostre cucine, del Club dei 27. Che è un Club speciale, famoso in tutto il mondo. Famoso per la sua unicità: solo 27 soci, come altrettante sono le opere del Genio. Di Giuseppe Verdi. Ma cosa sto qui a spiegare ai parmigiani che cos'è il Club dei 27... Ecco l'intervista.
Quante sedi ha cambiato il Club?
Poche. Dopo la "Grotta Mafalda" i 27 si sono trasferiti al "Canon d'or" in via Maestri, e poi nella sede di via Farini, davanti alla Banca d'Italia. Adesso siamo alla Casa della Musica. Ci riuniamo in quello che che, ai temp della seconda guerra mondiale, era un rifugio antiaereo. Ci sono ancora le scritte "entrata", "uscita"...





Subito una domanda "cattiva". Perché non ci sono donne nel Club, "Trovatore"? Siete solo uomini, anche "Luisa Miller", "La traviata", "Giovanna d'Arco", "Aida"... Siete per caso maschilisti?

No, il nostro statuto non esclude le donne. Il problema è che le donne generalmente non fanno domanda per entrare nel Club. Ce ne sono state due, per la verità, ma una era del Veneto e una delle Puglie. I nostri soci hanno l'obbligo di riunirsi tutti i giovedì sera. Come avrebbero potuto venire quelle due signore? E poi credo ci possa essere un altro motivo: una donna sarebbe l'unica con 26 uomini. Chi la lascerebbe andare a casa da sola, di notte? Se si offrisse sempre uno chissà quante chiacchiere.... Insomma, credo che anche per questo motivo nessuna abbia voglia di mettersi in lista d'attesa.
Perché c'è una lista d'attesa, vero?
Certo che c'è. Ognuno di noi si tiene il suo titolo fin che è in vita. Quando muore, il titolo della sua opera resta vacante per sei mesi, poi gli altri 26 scelgono il successore, pescando tra quelli in lista d'attesa.





Viene scelto quello che ha presentato la domanda prima?

Assolutamente no. Vengono ascoltati uno per uno tutti i candidati, che magari sono in attesa da cinque, dieci anni e viene accertata la loro disponibilità. Ognuno di loro deve ovviamente essere stato presentato da un socio, che se ne è fatto garante, dando garanzie appunto della sua moralità, onestà. Che sia insomma una persona che non rischia di portare malumore nel club. Poi si valuta la sua disponibilità a partecipare alle riunioni, ad assistere a tutte le opere della stagione lirica e del Festival Verdi... Poi viene fatta la scelta, con la formula della votazione.
Vi riunite ogni giovedì sera. Che cosa fate? Avete ogni volta un argomento da approfondire?
Da quando siamo nella nuova sede, che è grande, prestigiosa, c'è sempre qualcuno, direttori d'orchestra, orchestrali, cantanti, coristi, che chiede di venire a trovarci. Anche nomi prestigiosi. Così va a finire che ci dedichiamo soprattutto a loro. Ma si parla sempre ed esclusivamente di musica e... di Verdi.
Con quali criteri viene assegnato il "cavalierato di Verdi"? Come mai da tre anni non viene nominato nessuno?
Per noi è un'onorificenza molto importante, quindi andiamo molto cauti ad assegnarla. La diamo a un grande che abbia onorato l'opera di Verdi. Pensi che in 50 anni il Club ha nominato soltanto 19 cavalieri. Tra questi Domingo, Carreras, il maestro Muti... Ma non è così facile trovare personaggi di questo livello. Quindi meglio aspettare...
Organizzate il concorso tra le scuole "Conosci Verdi": c'è una cultura musicale tra i ragazzi a Parma?
Il nostro concorso ha 25 anni ed ha grande successo. È riservato alle scuole elementari. L'anno scorso c'erano mille concorrenti. Sì, si sta risvegliando tra i nostri ragazzi la passione per la musica. Grazie al nostro concorso, ma grazie anche alla bella bella iniziativa del Teatro Regio, "Impara l'opera". Durante la stagione lirica tutte le opere vengono presentate e spiegate ai bambini. Così imparano a conoscere il Verdi musicista, ma soprattutto "l'uomo Verdi".
I ruoli sono inamovibili? Cioè, quando muore uno, nessuno degli altri 26 può cambiare opera e succedergli?
Assolutamente no. Tutte le opere sono di Verdi, quindi per noi hanno lo stesso valore, anche le cosiddette "minori", che spesso minori non sono, ma soltanto meno fortunate di altre.
Lei ama farsi chiamare "Trovatore" dagli amici?
Quando siamo al Club ci chiamiamo tutti con il nome dell'opera che ci è stata ssegnata. E con piacere.
Quale è l'opera di Verdi che ama di più?
Io ho amore per la lirica, ovviamente, ma ho anche un devole per la sinfonica. Non a caso sono segretario della Società dei concerti. Ebbene, mi piace molto Falstaff, che ritengo sia un capolavoro assoluto.
E quella che le piace di meno?
Posso rifiutarmi di rispondere? Magari ce n'è qualcuno meno bella, ma le amo tutte.
Voi intonate sempre il "Va pensiero". C'è qualche stonato fra voi?
Qualcuno c'è. Ma lo sanno e allora cantano in falsetto. Quando però bisogna cantare a pieni polmoni, allora fanno finta, muovendo le labbra, per non fare danni. Pensi che un giorno a uno dei nostri grandi amici, il maesro Martino Faggiani, il direttore del coro del Teatro Regio, ho chiesto:"Martino, che cosa si può fare per mettere un po' a registro questo coro?". Lui mi ha guardato, perplesso e mi ha risposto. "Non c'è niente da fare Giovanni. Non c'è niente da fare".
Il vostro è sicuramente un "covo" musicale, ma anche di parmigianità: che cos'è per lei la parmigianità?
È il nostro distintivo. È la nostra tradizione, la nostra cultura. E anche la passione per la musica lirica è parmigianità.
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto -CLICCARE PER INGRANDIRE-: 1) Giovanni Reverberi (Il Trovatore); 2) I soci del Club dei 27 con Placido Domingo; 3) Il vicepresidente del Club, Stefano Bianchi (Aida), con Josè Carreras; 4) Giovanni Reverberi (Il Trovatore" tra Daniela Dessì e Fabio Armiliato); 5) Placido Domingo al Club; 6) La formula per l'investitura solenne di un socio)

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