O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


mercoledì 12 novembre 2008

Le interviste agli "strajè": Michele Vallisneri SONO VENUTO DA PARMA A PASADENA PER SCOPRIRE TUTTI I SEGRETI DELL'UNIVERSO

Trentacinque anni e un cervello così. Che l'ha portato a Pasadena, California, in un centro della Nasa dove assieme ad altri scienziati provenienti da tutto il mondo compie ricerche che porteranno a conoscere l'Universo in modo assolutamente diverso e più ampio di come lo conosciamo adesso. Michele Vallisneri è parmigiano, ed è figlio di Graziano Vallisneri, molto noto a Parma ed ex consigliere comunale. È di nobili origini: i Vallisneri infatti discendono da feudatari delle montagne dell'appennino reggiano, dove sorgeva il castello di Vallisnera, poi distrutto. Ama Parma, la città dove è nato e cresciuto, ma è felice di essersi "americanizzato" un po', al punto che prepara il tacchino come tutti gli americani in occasione del "Giorno del ringraziamento". Parma e America, America e Parma. Ecco Michele Vallisneri nella galleria degli intervistati di Pramzanblog.
Che scuole ha frequentato, prima dell'Università?
Le elementari alla San Leonardo, una scuola che adesso è diventata un Ostello per la gioventù. Le medie alla Bottego, che pure non c'è più. Poi il liceo scientifico Ulivi.
Che cosa ricorda della sua infanzia a Parma?
In particolare i parchi. La Cittadella. Il Giardino pubblico.
Che interessi aveva ai tempi delle scuole superiori?
Ero interessato un po' a tutto, ma avevo soprattutto un debole per la matematica: mi spingeva a un modo di ragionare che mi veniva naturale.
Aveva molti amici?
Ne avevo più d'uno, certamente. Ma non ero portato a frequentare le compagnie. Uscivo sì con gli amici, ma con uno per volta.
Quali erano i suoi cinema preferiti?
Andavo dove proiettavano i film che più mi interessavano. Comunque soprattutto all'Astra, in piazzale Volta. Venivano proiettati anche film in lingua originale. E film d'essai.
Che cosa sognava durante la sua adolescenza?
Allora non c'era ancora Internet. La finestra sul futuro erano i libri. Io leggevo molto, anche libri scientifici. Sognavo di avere un futuro da scrittore.
Perché, iscrivendosi all'Università, ha optato per Fisica?
Mi attirava. Il biennio iniziale mi ha dato soprattutto una preparazione generale, che mi ha consentito di fare la scelta definitiva. E l'ho fatta.
Quando si è laureato?
Nel 1997. Avevo 23 anni.
Qual è il suo lavoro a Pasadena, in California?
Io sono un fisico teorico e lavoro al JPL, il Jet Propulsion Laboratory del California Institute of Technology (Caltech), un centro della Nasa che progetta e costruisce le sonde spaziali per l'esplorazione del sistema solare. In particolare mi occupo del progetto LISA (Laser Interferometer Space Antenna) una futura missione spaziale il cui scopo sarà quello di riuscire ad ascoltare le onde gravitazionali, che furono una predizione di Albert Einstein 92 anni fa, ma che non sono mai state osservate da vicino perché sono estremamente fuggevoli. Sono le onde che vengono emesse da alcune stelle e dai buchi neri. Noi scienziati stiamo lavorando per misurare queste onde, ma non ci siano ancora riusciti. Quando finalmente riusciremo ad avere un incontro ravvicinato con loro, speriamo in pochi anni, avremo scoperto un nuovo modo per guardare l'universo, finalmente potremo conoscere aspetti dell'universo oscuro che ancora non si possono vedere. E poi collaboro all'esperimento americano LIGO (Laser Interferometer Gravitational -Wave Observatory) nel quale sono impegnati ben 600 fisici.
Lei lavora alla Nasa: non ha mai sognato di entrare a far parte, come componente dell'equipaggio, di un'impresa spaziale?
Da bambino, certo, ero affascinato dalle imprese spaziali, avrei potuto sognare una cosa del genere. Ma adesso, come tanti altri scienziati, dico di no. Andremo più lontano rimanendo qui. Il programma delle missioni umane nello spazio è relativamente limitato. Non potremo mai andare più lontani della Luna e forse di Marte. Certo, le missioni umane hanno un valore simbolico importante e non per niente la Nasa si impegna in questo senso, investendo molto denaro. Ma ci sono modi di essere pionieri sulla Terra che sono altrettanto difficili e importanti.
La sua è stata una scelta o una fuga dall'Italia?
Una scelta. Già ai tempi della scuola ero molto attirato dal mondo anglosassone, leggevo libri in inglese. Poi, più avanti, ho frequentato i campus delle università americane per perfezionare il mio inglese e l'interesse è aumentato. In particolare nel campo della ricerca, che è un settore intrinsicamente internazionale. Basti dire che durante la guerra fredda, mentre Usa e Urss si guardavano in cagnesco, esisteva un canale aperto tra gli scienziati dei due blocchi. Mi è venuto spontaneo venire qui perché qui la ricerca è favorita. E' bello lavorare nel proprio Paese, ma è importante sentire che il proprio Paese considera importante il lavoro che fai.
Non le è dispiaciuto lasciare Parma?
Be', ho cambiato mondo. Da una città piccola, con un vissuto, una lunga importante storia alle spalle, il centro storico, i palazzi antichi, a una megalopoli sterminata, dove tutto è estremamente diverso... Il salto è stato enorme. Comunque mi aspettava un'avventura che mi attirava, e mi attira, moltissimo.




Torna spesso a Parma?

Mi sono sposato nel 2001 con una parmigiana, Elisa Piccio, e prima del matrimonio, quando eravamo ancora fidanzati, tornavo in Italia tre, quattro volte all'anno. Dopo il matrimonio veniamo quando è possibile, approfittando di impegni di lavoro. Nel settembre scorso, per esempio, sono venuto a Rende, in Calabria, per partecipare al un convegno della Sigrav (Società Italiana di relatività generale e Fisica della Gravitazione), durante il quale sono stato anche premiato e ho fatto un salto a Parma. Elisa è rimasta a Pasadena. Nel giugno scorso invece io avevo un impegno in Spagna, così siamo arrivati insieme in Europa e poi lei è venuta a Parma.
Conosce il dialetto? L'ha mai parlato in casa?
No. In casa mia non l'ha mai parlato nessuno.
Che cos'è per lei la parmigianità?
La intendo soprattutto come un legame con il passato, il Ducato, Maria Luigia... È un sentimento poco legato al futuro di Parma.
Segue le vicende di Parma dagli Stati Uniti?
Seguo abbastanza il sito "Alice non lo sa", del mio amico Andrea Marsiletti. Lo conoscevo dai tempi del Liceo Ulivi, anche se non eravamo in classe insieme.
È rimasto tifoso del Parma?
Sì, ma senza smanie. Prima che il Parma arrivasse in A ero juventino. Ma anche adesso che il Parma è in B non sono ridiventato tifoso bianconero.
Conosce o ama la lirica?
Il mio interesse verso la lirica, curioso ma vero, non è nato a Parma, ma qui in California. Io e mia moglie siamo abbonati alla stagione lirica del Los Angeles Opera, della quale per altro è direttore Placido Domingo.
Hot dog o tortelli d'erbetta ed anolini?
In campo alimentare io e mia moglie ci siamo "americanizzati" relativamente, però nel Giorno del ringraziamento cucino anch'io il tacchino, come tutti gli americani. Per il resto in casa mia si mangia italiano. E il parmigiano non manca mai.
È stato contento dell'elezione di Barack Obama?
Sì, molto. Barack Obama è un leader credibile per tutta la comunità internazionale, e anche, secondo me, per il mondo islamico.
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto /per gentile concessione di Michele Vallisneri/- CLICCARE PER INGRANDIRE-: 1) In un momento di relax: 2) Il tesserino per l'autobus a Parma; 3) Con la moglie parmigiana Elisa Piccio; 4) Simulazioni di volo; 5) Chi lo riconosce tra gli scienziati di un simposio Lisa?; 6) Con il tradizionale tacchino nel Giorno del Ringraziamento)

1 commento:

Enzo ha detto...

Auguri Michele by Enzo Vallisneri