O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


venerdì 7 novembre 2008

Le interviste agli "strajè": Alessandro Pezzani DA SALSOMAGGIORE SONO VENUTO A SHANGHAI PER "INVADERE" LA CINA CON IL MIO CAFFÈ

Un salsese che produce caffè per i cinesi? Si, si può. Il suo nome è Alessandro Pezzani, ha 39 anni e nessun legame di parentela con la famiglia del re della poesia parmigiana, Renzo Pezzani. Da cinque anni vive a Shanghai, considerata la capitale economica della Cina. Sua moglie è di Taiwan, ha due figli, uno di sei anni nato a Fidenza, uno di 8 mesi nato a Shanghai. Un imprenditore parmense nella galleria degli intervistati di Pramzanblog. Prego...
Lei ha sposato una taiwanese: ha scelto la Cina perché sua moglie è cinese o l'aveva già scelta e poi ha conosciuto sua moglie?
Mia moglie l’ho conosciuta a Londra nel 1989 (poi l'ho sposata nel 2001) dove lavoravo per la Banca d'Austria. Dopo un periodo in Italia con Credit Suisse e poi con un grande gruppo bancario nazionale, ci siamo stancati del ‘’clima’’ Italiano e siamo ripartiti. Penso di essere stato l’unico nella storia ad essersi dimesso da un posto sicuro in banca.
Produce caffè: l'ha sempre fatto, o ha cominciato lì?
Quando sono arrivato a Shanghai nel 2004, ho proseguito la mia attività di "private banker", aprendo una mia società di "asset management", nella quale resto socio assieme al mio partner australiano. Poi ho notato una possibilità nel settore degli alimentari e ho pensato che sarebbe stata una buona idea produrre il caffè in Cina. Lo so che questo può fare ribrezzo ai lettori di Parma: ricordo che il caffè non cresce in Italia, ma è tutto importato e poi tostato. Io importo caffè da Panama e dal Laos e lo tosto a Shenzhen nella mia torrefazione. Non penso di fare alcun sacrilegio.
Lei è nato a Salsomaggiore: che cosa ricorda della sua infanzia?
Il fatto che in giro d’inverno non c’era mai nessuno. Penso che sia l’unica città al mondo dove non esiste differenza fra le sei di mattina e le sei di sera. Poi ricordo gli amici, le partite a pallone in mezzo alla strada, una città dove i ragazzi uscivano e stavano fuori d’estate fino alla sera. Era un bel posto in cui vivere. Ricordo più lati positivi che negativi, sicuramente.
Che scuola ha frequentato?
L'Istituto Tecnico Macedonio Melloni a Parma.
Quando abitava a Salsomaggiore andava spesso a Parma?
Dai 14 ai 20 anni tutti i giorni. Dai 18 anni in su tutti i sabati sera, per la "vasca".
Andava a vedere Miss Italia?
Solitamente io e i miei amici le provavamo tutte per entrare "a macca". Non ho mai capito dove vendessero i biglietti, né mai incrociato una miss al bar o in discoteca durante la manifestazione, se è per questo. Gravissimo errore, dato che parliamo di Salsomaggiore. Miss Italia, e questo è il mio appunto, è "venduta" malissimo, così come "venduta" malissimo è anche Salsomaggiore Terme.
Quando ha scoperto di avere uno spirito imprenditoriale?
Solamente in Cina. Non si può vivere in Cina e fare i dipendenti. Per cosa? Qua si sta vivendo un periodo del tipo America anni '30, se ci riferiamo ai rischi e ai profitti futuri.
Come si trova a Shanghai?
Molto bene, è la mia seconda città. Il mio secondo figlio è nato qua. Mi piacciono molto i cinesi, la loro cultura e il loro Paese.
Nel suo sito c'è un collegamento a un blog, il "The Jaguar Club", di cui lei è "The President". Non ho ben capito se si tratta di una cosa reale o virtuale.
Il The Jaguar Club, il mio "gioiellino", è un mio personale esperimento di marketing. Esiste davvero: ho in affitto infatti un appartamento in una villa del 1920, nel quartiere francese di Shanghai e lo utilizzo come Showroom e Concept Store per il mio caffè. Ha forma di Gentlmen's Club, inteso come in Inghilterra . Un posto dove incontrare altri soci, bere un po' di vino, parlare di affari, chiedere un consiglio sulla Cina e riceverlo magari da professionisti che sono qui da anni. Poi c'è la versione virtuale, con il blog e il collegamento a Second Life. Lì incontro un sacco di gente, anche gli amici che ho in Italia.
Come se la cava con la lingua: ha avuto difficoltà?
Dopo cinque anni ho finalmente imparato il mio indirizzo di casa.
Come ha conosciuto sua moglie?
A Londra nel 1989. Il nostro è stato un fidanzamento molto lungo, visto che ci siamo sposati poi nel 2001. Un fidanzamento soprattutto telefonico Londra - Taiwan - Salsomaggiore, del quale mi dovrebbero ringraziare gli azionisti Telecom.
I suoi figli parlano anche l'italiano?
Mio figlio Giorgio è nato a Fidenza sei anni fa e parla italiano e cinese. Il secondo, Leonardo, ha 8 mesi.
Lei parla il dialetto salsese, o fidentino, o parmigiano?
No purtroppo. Devo dire che sia il dialetto salsese, sia quello di Fidenza non mi piacciono. Mi piace leggere e ascoltare quello parmigiano.
In questo caso insegnerà quel poco che sa ai suoi figli?
Il dialetto parmigiano si dovrebbe imparare a Parma. Sarà quindi molto difficile, purtroppo.
Lei è fiero di essere parmigiano (in senso lato), o meglio, parmense?
Quando mi chiedono di dove sono dico sempre Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma. Ne sono fierissimo.
Che cos'è per lei la parmigianità?
L’ha descritta perfettamente Alberto Michelotti nella sua intervista con Pramzanblog. (NdR: Parmigianità è parlare la nostra lingua, parmigianità è la fratellanza, la musica, la socializzazione, l'ironia, il sentirsi dentro, qui, nel sangue, qualcosa che ci lega. Parmigianità è mettersi a discutere, magari alzare la voce gridando "maledètt tì e ch'ta fàt" per poi dirsi subito dopo con bonomìa "vén chì sjochètt, andèmma a bévor un bicér"). Mi rivedo nella descrizione di Michelotti, soprattutto per quello che riguarda l’ironia. 








Come si tiene informato delle cose di Parma e di Salso?

Il sito Gazzettadiparma.it e quello di Polis Quotidiano sono le mie letture obbligatorie, tutti I giorni. Per Salso ci pensa mia mamma, con la telefonata giornaliera.

A Salsomaggiore chi ha lasciato?
La mia famiglia. I miei amici di Salso purtroppo li ho persi per strada, un po' per colpa mia, un po’ per la distanza, un po’ per cose della vita. I miei migliori amici sono di Noceto e di Fidenza.

Tornerà a vivere in Italia, o resterà "cinese" per sempre?
Spero di rimanere a Shanghai per altri cinque anni al massimo. Poi avrei intenzione di spostarmi alle Isole Cayman per un terzo dell’anno, a Londra per un terzo e a Salsomaggiore per il resto dell’anno. Sognare non nuoce, no?
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto: 1) Alessandro Pezzani; 2) The Jaguar Club di Shanghai nella realtà; 3) Piazza Garibaldi in "Second Life": questo è il punto d'incontro virtuale di Pezzani; 4) Pezzani con un suo dipendente; 5) Un modo curioso di proporre il caffè ai cinesi)

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