O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


mercoledì 26 novembre 2008

EDITORIALINO: la cultura del commento

Noto, non senza un pizzico di dispiacere, che in questo blog tutto parmigiano i commenti languono. Sono rarissimi e quasi sempre delle stesse persone. Se i lettori fossero pochi capirei e non me ne farei un cruccio. Il problema sarebbe un altro: quello della mancanza di "audience". Invece i lettori ci sono, eccome. Anche, quotidianamente, dagli Stati Uniti, dal Brasile, dal Canada, dal Lussemburgo. E in costante aumento. Da marchingegni preziosi come Vivistats e Shinystats posso anche vedere che molti di loro cliccano di qua e di là, a volte perfino per un'ora (!) per andare a scoprire l'essenza vera della parmigianità. Allora mi domando: possibile che nessuno di loro abbia qualcosa da dire, un ricordo, una precisazione, un dissenso, sugli svariatissimi argomenti che si trovano qui? A volte da un commento può nascere anche una nuova idea. Capisco i lettori (tanti) dell'Opinione di Michelotti: sono tifosi del Parma e hanno siti specializzati, con relativi forum, dove potersi sfogare. Ma in Pramzanblog c'è tanto altro. Molti degli articoletti pubblicati possono suggerire una considerazione, un'aggiunta, un ricordo della propria vita "pramzàna". I commenti non sono uno strumento per dire "che bravi" o "che scemi". Sono piuttosto un'occasione di approfondimento. Io credo che molti (qualche amico me l'ha anche detto) non commentino perché, una volta cliccato sulla parola "commenti" si trovano davanti a una scelta e non sanno come fare. Quale identità scegliere? Bisogna iscriversi? Bisogna compilare un modulo? Devo dare le mie generalità? Niente di tutto questo. Se uno ha già un account Google sa già come fare, quindi non c'è problema. Tutti gli altri non devono necessariamente avere un account, non devono essere iscritti a niente. Basta cliccare sul bottoncino "Anonimo", scrivere il proprio messaggio nello spazio indicato e poi cliccare sul tasto "pubblica commento". Alla fine del messaggio, anche se è indicato come "anonimo" si può comunque aggiungere la propria firma, o le iniziali, proprio come nelle "Lettere al direttore" dei giornali. Pramzanblog non cerca elogi, ma commenti pramzàn. Le critiche, ovviamente, sono beneaccette. Le offese no: quelle verrebbero cestinate.
(Nella foto /CLICCARE PER INGRANDIRE/: lo spazio dove inserire il commento)

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