O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


mercoledì 19 novembre 2008

EDITORIALINO: ancora sulla maglia crociata

Pochi giorni fa un lettore, che si è firmato Massimo Peschieri, mi ha scritto a proposito dell'ormai melensa questione della "maglia crociata" che i calciatori del Parma, piaccia o no, non indossano più da tempo. Dico "melensa" non perché io sia un fautore della maglia gialloblu, ma perché mi pare che la questione si trascini da troppo tempo senza che la società abbia il coraggio di dire chiaramente che la "maja crozäda" l'ha messa in naftalina per sempre. Invece così resta la "prima maglia", ma non si indossa. È un po' ridicolo. Ecco una parte (tralascio i complimenti) della lettera del Peschieri: "Appartengo ad un gruppo di tifosi del Parma, "Settore crociato" e stiamo portando avanti una battaglia (per modo di dire) per noi e tantissimi parmigiani legati alle nostre tradizioni che alcuni stanno calpestando, certi giocatori e un qualche bresciano in società: si tratta della nostra gloriosa maglia crociata etichettata da certi come "portasfiga"... Scusi se l'ho disturbata, ma penso che anche lei come me e tantissimi parmigiani non vogliano che certi personaggi calpestino la nostra storia".
Allora, caro signor Massimo, lei non è l'unico a lamentarsi. Un altro tifoso, un certo Francesco, ha scritto con le stesse motivazioni a Parma in dialetto. Altri non scrivono ma la pensano come noi. "Siamo" in tanti. E come vede mi ci metto anch'io. E ci si mette anche il mio amico e "collaboratore" Alberto Michelotti, l'autore della seguitissima "Opinione" che appare su Pramzanblog dopo ogni partita del Parma. Ma che cosa dobbiamo fare? La rivoluzione? Che cosa accadrebbe se un sabato il buon Tommaso Ghirardi decidesse di accontentarci regalandoci la gioia di rivedere i nostri giocatori in maglia crociata e la squadra, proprio quel giorno, perdesse? La storia, vede, va a ondate di piena. In certi momenti le cose vanno in un modo, in altri momenti vanno in un altro. Sono andato a trovare proprio per lei, signor Massimo, una vecchia "Gazzetta" del 18 settembre 1983, quando il Parma, in una di queste ondate di piena, diede l'addio alla "maja crozäda". Il mitico Aldo Curti, grande condottiero della "Gazza" ed ex giocatore del Parma, scrisse un pezzo mirabile, pieno di saggezza. La saggezza, mescolata all'ironia, era il suo forte. Si capiva il suo rammarico, ma non esternava sdegno, non invitava alle barricate. In quella pagina, che le offro qui, si faceva anche notare che i "crociati" erano già stati "gialloblu", dal 1951 al 1958. Come dire: prima o poi tornerà.
Ecco, vede, io ribadisco, come ho già scritto il 15 ottobre, che il problema non dovrebbe nemmeno porsi. Il Parma è "crociato" e "crociato" dovrebbe restare. Ma è inutile guastarsi il fegato, visto che gli attuali dirigenti sembrano fregarsene del nostro rammarico. Per concludere, una modesta proposta: sull'attuale maglia a righe giallo blu c'è la scritta orizzontale dello sponsor. Banca Monte Parma su sfondo rosso. Non potrebbe essere blu? Così avremmo trovato la soluzione all'italiana: "crociati e gialloblu" allo stesso tempo. Le piace?
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE- : 1) La pagina della "Gazzetta di Parma" del 18 settembre 1983; 2) L'articolo di Aldo Curti; 3) Paolo Castellini con la maglia gialloblu /dal sito del Parma F.C./)

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