O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


domenica 9 novembre 2008

Era uno dei personaggi più amati di Parma AMBANELLI, LA CITTÀ NON TI DIMENTICHERÀ

La parmigianità ha perso, questa mattina, un pezzo da novanta: l'avvocato Luca Ambanelli. Aveva 70 anni. Era nella lista dei personaggi di Parma che avrei voluto intervistare. Perché non si può parlare di Parma senza citare Ambanelli, che è stato tutto, e bene: avvocato tra i più stimati, attore, uomo di teatro, di musica, di sport. E adesso sono costretto a parlare di lui in questo giorno che addolora migliaia di persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, di frequentarlo, di abbeverarsi alle sue esperienze, ai suoi ricordi conditi di arguzia ed ironia.
Da un po' di tempo era malato, ma sembrava essersi ripreso, al punto che poche settimane fa, aveva festeggiato i suoi 70 anni alla Corale Verdi, della quale era presidente onorario, e i coristi gli avevano fatto la sorpresa di cantare "Libiam nei lieti calici", dalla "Traviata" di Giuseppe Verdi.
Lo piange il mondo del teatro. Non solo perché aveva fondato, nel 1999, il Teatro del Tempo, ma perché aveva calcato i palcoscenici più prestigiosi, aveva lavorato con Giorgio Strehler, con Lilla Brignone, Gianni Santuccio, Renzo Ricci, Tino Carraro, Tino Buazzelli. Perché aveva vestito, quattordici anni fa, al Teatro Filodrammatici di Milano, i panni di Sir John Falstaff, abbandonando per un breve periodo i panni di legale della Parmalat. Era stato proprio Buazzelli a profetizzargli, quando era un giovane attore e pesava ottanta chili. "Se non riuscirò a farlo io, Falstaff, un giorno lo farai tu". E Ambanelli gli aveva fatto notare: "Ma io non sono grasso". "Non ancora, Luca, non ancora", gli aveva risposto Buazzelli "ma con tutto quello che mangi lo diventarai". Ed infatti, con 64 chili in più, Ambanelli divenne Falstaff.
Lo piange il mondo del cinema. Lavorò con Claude Lelouch, con Claude Chabrol, con Louis Malle, con Renato Castellani.
Lo piange il mondo della televisione. Partecipò alla trasmissione "Profondo nero", di Rai3, a "Quelli che il calcio..." quando era condotto da Fabio Fazio, fu uno degli ospiti assidui del "Maurizio Costanzo Show", così come fu una delle presenze più gradite di Tv Parma ("Bordo campo" e, ultimamente "Bar Sport").
Lo piange il mondo del rugby. Da ragazzo aveva giocato, come pilone, nella Rugby Parma e nel 1955 aveva vinto il titolo italiano giovanile. Fu anche uno dei fondatori della squadra di rugby del Cus Parma e dal 1976 al 1984 guidò l'Associazione scuola minirugby.
Lo piange il mondo della lirica. Era stato, per undici anni, l'appassionato, ed amato, presidente della Corale Verdi e durante la sua presidenza aveva dato "le ali per volare" al suo vicepresidente, Andrea Rinaldi, ora presidente.
Insomma , è diffusa l'emozione per uno "strappo" così importante che Parma, tutta Parma, ha subito questa mattina.
E lo si capisce anche dal commosso ricordo di persone che gli hanno voluto bene.
ANDREA RINALDI, presidente della Corale Verdi: "Di Luca voglio ricordare soprattutto una frase che mi disse più volte: "Nella vita bisogna volare bassi, perché prima o poi arriva sempre il momento in cui si cade. Così, quando si cade, se si volava bassi ci si fa meno male". E poi ho un altro bel ricordo di Luca. Quando, presidente della "Corale", mi consegnò personalmente la medaglia d'oro che da noi si dà dopo un certo numero di anni di appartenenza all'Associazione. Fu un momento di grande emozione, che non dimenticherò mai".
MARCELLO BERSELLINI, presidente dell'Overmach Rugby Parma: "Lo ricordo in particolare per il suo amore nei confronti del rugby. Amava il rugby di Parma, il rugby italiano, ma era soprattutto appassionato del rugby francese. Seguiva il nostro sport anche criticamente, ma le sue critiche erano sempre costruttive, da vero sportivo. Era una persona che sapeva dire le cose come le pensava, ma lo faceva sempre con stile".
LUCIANO CAMPANINI, presidente della sezione di Parma dei Veterani Sportivi: "Ambanelli era un uomo eclettico, simpaticissimo, brillante, pieno di interessi. Con lui potevi parlare di tutto, di arte, musica, sport. Era un uomo che aveva il senso dell'altruismo, si prestava, per amicizia, anche ai ruoli più umili. Per esempio, per un po' di tempo, fece lo speaker alle partite della Rugby Parma. Come giocatore, da giovane, non fu il massimo. Era un pilone dal fisico importante, un metro e novanta, abbastanza inconsueti giocatori così a quei tempi. Ma privilegiò gli studi universitari al proseguo della carriera sportiva".
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto: 1) Luca Ambanelli /Foto di Gianluca Montacchini/) 2) Nel suo studio; 3) Intervistato da Ilaria Notari di Teleducato il 22 dicembre 2005 all'Auditorium Paganini /Foto di Gianluca Montacchini/; 4) Durante una conferenza)
La cerimonia funebre sarà celebrata martedì 11 novembre nella Chiesa del Sacro Cuore, in piazzale Volta, alle 14,45 (Partenza dall'Ospedale Maggiore alle 14,30)

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