




I libri, si sa, vanno prima scritti, poi pubblicati, poi, sperabilmente, venduti. Ma ormai c'è da tempo il rito irrinunciabile della "presentazione ufficiale", una buona occasione per far conoscere il volume a più gente, anche se è già in libreria da tempo. E per "
Proverbi e modi di dire in djalètt pramzàn", con la doppia firma di Renzo Pezzani e dell'editore
Antonio Battei, non poteva esserci cornice migliore che la sede della Famìja Pramzana, in viale Vittoria 4. Domani, alle 16,
Anna Maria Dall'Argine, presidente della Famìja, presenterà infatti il libro nella Sala Barilla. Ottanta pagine, solo dieci euri, il libro, che fa parte della collana "Musa dialettale parmense", è una breve raccolta delle espressioni più tipiche del vernacolo parmigiano, illustrata con le fotografie dei luoghi più conosciuti di Parma. Insomma, un libretto (solo per le dimensioni) gustosissimo, che benissimo fa la Famìja Pramzàna a presentare, per il suo altissimo spirito di parmigianità. E anche per valorizzare il nostro dialetto, che non ha alcuna intenzione di spegnersi e di cadere nel dimenticatoio. Perché il dialetto è l'anima di un popolo. Perché il dialetto è cultura. Della cultura non si può fare a meno. Non a caso uno dei proverbi del libro di Pezzani e Battei recita:
"A figurär da cojón s'è sémp'r in témp".(Nelle foto, dall'alto: 1) Renzo Pezzani; 2) La copertina del libro; 3) L'editore Antonio Battei; 4) Anna Maria Dall'Argine, presidente della Famìja Pramzàna; 5) La sede della Famìja)
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