O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


martedì 25 novembre 2008

Chiedi chi era Otello, il "re" di piazza Garibaldi

Ragazzi parmigiani d'oggi, voi che vi ritrovate in piazza Garibaldi e andate a fare la "movida" in via Farini, vi ha mai detto nessuno chi era Otello? Otello Lottici, il re del gelato, il re della viennese, il re della chantilly? In poche parole, il "re" di piazza Garibaldi? Ecco, allora ve lo dico io. Il Bar Orologio, il suo bar, era piccolo, ma era diventato il cuore della città. Lì si sono dati convegno personaggi formidabili della cultura. Qualche nome? Eccovi serviti: Pietro Bianchi, Attilio Bertolucci, Oreste Macrì, Pratolini, Spagnoletti, Colombi Guidotti, Mattioli, Marchi, Guanda, Squarcia. Lì si gustava un gelato delizioso. Ma si consumava anche un rito che era molto provinciale, molto parmigiano. "Ci vediamo da Otello" era la parola d'ordine per ritrovarsi, per fare una siesta parmigiana, per assaporare l'essenza di questa città unica. Ma in fondo, chi era Otello, mi chiederete voi ragazzi parmigiani d'oggi. Ecco, era nato il 22 marzo 1897. Sua mamma, Teresa, nel 1906 aveva aperto una trattoria in via San Michele, davanti alla Finanza (come dire, adesso, in via della Repubblica, davanti alla prefettura). Fu lì che gli venne la vocazione del gestore di locale pubblico. Nel 1914 con la mamma aprì il ristorante Roma, in borgo Ronchini e al ritorno dalla guerra (42 mesi in Libia), il 24 dicembre 1919 aprì in via Bixio l'Osteria delle tre botti, presto ribattezzata l'ostarìa di spasén.
Un anno, solo un anno dopo cominciò il suo viaggio verso la gloria (si fa per dire): l'apertura, il 1° ottobre 1920, del Bar Orologio. A due passi da un altro locale storico, la pasticceria Bizzi. Ci furono delle parentesi, sì: emigrò al bar Tanara, emigrò all'Aragnino, emigrò al Touring, ma poi tornò sempre a casa, al "suo" Orologio. E il 1° ottobre 1970 festeggiò i cinquant'anni di trionfi. Era il re della piazza, sì, perché i parmigiani si immedesimavano nei suoi gelati, nelle sue viennesi, nelle sue chantilly. Nel 1983, due anni prima di morire (scomparve il 2 gennaio 1985) quando ormai aveva lasciato da tempo il timone di quella nave gloriosa, aveva voluto visitare, in carrozzella, quello che era stato il suo regno. E aveva assaggiato un gelato. Lo fece col timore di ricevere una delusione. "Buono davvero", disse sorridendo. E se ne andò via felice.
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE - : 1) Otello Lottici; 2) La "Gazzetta di Parma" del 3 gennaio 1985, con l'articolo sulla sua scomparsa)

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