O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


giovedì 20 novembre 2008

Che bella foto: c'è tutta la "nostra" Parma



Oggi ho ricevuto in omaggio un libro, bellissimo per un pramzàn. Si intitola "Fotografare Parma", è edito da Mazzotta ed è il bellissimo catalogo dell'altrettanto bellissima e omonima mostra "andata in scena" a Palazzo Pigorini dal 18 ottobre al 16 novembre. Della mostra, che dopo la chiusura a Parma diventa itinerante, ho già parlato il 3 novembre scorso, ma ora mi piace mettere (presa dal catalogo) questa foto di Marco Santini, scattata nella panetteria Frati di via Raffaello. La metto non tanto per la foto in sé, quanto per due motivi: il pane di Parma e l'espressione della panettiera. Primo: il pane di Parma è, per me che non amo particolarmente questo alimento, una benedizione divina, una poesia. Io non riesco a mangiare il pane di Milano. Quello di Parma sì. Che sia l'aria? L'acqua? L'essenza della parmigianità? La musica di Verdi che si infila tra le michette? Secondo: nell'espressione della panettiera vedo le nostre rezdóre che si accapigliano con le loro mani dentro alla sfoglia per farla diventare un letto sublime su cui, adagiandovi il ripieno, si "costruiscono" i tortelli d'erbetta. Bravo Santini.
(Nelle foto, dall'alto: 1) La copertina del libro"Fotografare Parma", edito da mazzotta; 2) La panetteria Frati in via raffaello, by ©Marco Santini)

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