O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 16 ottobre 2008

TORNA "LA CUCINA PARMIGIANA" DI MOLOSSI


Oggi, giovedì, alle 17,30, alla Corale Verdi di vicolo Asdente, luogo non solo di musica ma anche di delizie gastronomiche (i bolliti del grande chef Sante Ferro!, i bolliti! i bolliti!), ci sarà quello che io considero un "evento": la presentazione della nuova edizione del celebre libro "La cucina parmigiana", scritto dal mai dimenticato Baldassarre Molossi, e stampato ora dalla Casa Editrice Battei (80 pagine, 15 euri). Per me è un evento per quattro motivi: 1) perché avviene alla "Corale", presieduta dal mio amico Andrea Rinaldi; 2) perché interverrà l'attuale direttore della "Gazzetta di Parma", Giuliano Molossi, che in famiglia vide nascere quel libro, 35 anni fa; 3) perché interverrà anche l'editore Antonio Battei, che è stato il mio primo editore e che della nuova edizione del libro di Molossi ha firmato l'introduzione; 4) perché ho la fortuna di possedere con religioso orgoglio la prima edizione de "La cucina parmigiana", uno dei più cari ricordi che ho del "mio" direttore.

Un libro delizioso, che comincia con una frase bellissima, "alla Molossi": "Se è vero, com'è vero, che dove si mangia bene c'è civiltà, Parma è una delle più civili città d'Europa". E anche questo passo di Molossi mi è sempre piaciuto enormemente: "La cucina parmigiana è figlia del burro e del formaggio: e quindi, a prima vista, potrebbe apparire una cucina "grassa". E invece, il burro e il formaggio le danno lustro, tono e gusto: ma non la condizionano, e si sposano soavemente con gli altri ingredienti. Cosicchè, ne vien fuori una cucina sostanziosa e sàpida, ma non pesante; aliena da certe pretese raffinatezze o sofisticherie, o complicazioni; dove insomma l'arte culinaria non ha sopraffato ma seguito la natura, secondandone l'istinto e gli umori; e dove i cibi hanno conservato le proprie qualità naturali".
Come scrive l'editore Antonio Battei nell'introduzione, traspaiono da questo libro delizioso "non non solo la risaputa passione di Molossi per la buona cucina, da autentico ‘gastronomo di razza’, ma anche la sua profonda erudizione in fatto d’arte culinaria e la consapevolezza dell’importante valore culturale, storico e sociale racchiuso in una pietanza e nei piccoli quotidiani gesti che l’accompagnano".
(Nelle foto, dall'alto: 1) La copertina di "La cucina parmigiana" di Molossi del 1973; 2) La copertina di "La cucina parmigiana" edita adesso da Battei; 3) L'editore Antonio Battei; 4) Il direttore della "Gazzetta di Parma", Giuliano Molossi, davanti al ritratto del padre Baldassarre /by aemme/)

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