O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 31 ottobre 2008

QUI STATI UNITI - Scrive lo "strajè" Alex Shundi

RITROVAI SICURI DOPO 25 ANNI: MI DISSE DUE PAROLE E POI GLI VENNERO LE LACRIME AGLI OCCHI
PREMESSA - L'amico Alex Shundi Bocchialini, il pittore parmigiano, famosissimo negli Stati Uniti, che vive al confine tra il Connecticut e lo Stato di New York, mi aveva preannunciato un suo ricordo personale di Enzo Sicuri, mandandomi una foto nella quale è ritratto accanto alla statua del "barbone" più amato di Parma, eseguita da Maurizio Zaccardi. "Ma aspetta un momento", mi ha scritto. "Sto ultimando un quadro dove c'è dentro anche Sicuri". Appena ha terminato il dipinto l'ha fotografato e mi ha subito inviato la foto, che ho ricevuto pochi minuti fa e che i lettori di Pramzanblog possono vedere in anteprima. Il quadro, una tela di 2 metri per 2,20, si intitola "Uscio, gioia e dolore, Fellini". Sull'uscio, sul quale è appeso perfino un tortello, c'è lo stesso Shundi e sotto di lui il suo gatto, Fellini. Sulle scansie di destra c'è una collezione di immagini della vita del pittore. In quella in alto si vede uno dei leoni del Duomo, il nonno materno del pittore, Pietro Bocchialini, fratel Aldo, dei Fratelli delle Scuole Cristiane, suo maestro all'Istituto de la Salle e proprio Enzo Sicuri, con la sua inseparabile biciletta. Da notare, in basso, un tappeto di violette di Parma. Più nostalgia di così...
*** Quando ero piccolo, appena incrociavo Enzo Sicuri lo tormentavo, come molti altri bambini, ma alcune volte però gli portavo della roba, e ci mettevamo a parlare. Nel 1981, sono andato a Parma con una ragazza americana con la quale vivevo. Camminando per borgo Longhi, vidi Sicuri in un portone, circondato da sacchi di plastica pieni di carta. Mi fece un'impressione incredibile, poiché l’ultima volta che l'avevo visto era stato nel 1956, un'anno prima della mia partenza per gli Stati Uniti. Attraversai la strada e lo salutai: “Ciao Sicuri”. Lui mi disse: “Sandrino, at pär vón ch'l'è gnù zò d'la lón'na”. Mi avvicinai e gli dissi, con affetto: ”Come stai, Sicuri, é tanto bello rivederti. E poi mi hai anche riconosciuto, dopo tutto questo tempo...”. Lui mi disse: “Va via, va via di qua, alla larga, läsom stär..” . Presi la mano della mia ragazza (che non aveva capito un tubo, ovviamente) e mi allontanai, per poi voltarmi dopo quattro o cinque metri. Sicuri mi stava salutando con la mano, e con lacrime agli occhi. Fu l’ultima volta che lo vidi. Fu un un episodio che mi colpì tantissimo, una cosa che non dimenticheró mai.
Alex Shundi Bocchialini
(Le foto, dall'alto - © COPYRIGHT ALEX SHUNDI BOCCHIALINI - /CLICCARE PER INGRANDIRE/: Alex Shundi Bocchialini; 2) Il pittore ritratto in piazzale della Macina accanto alla statua di Enzo Sicuri, eseguita da Maurizio Zaccardi; 3) Il particolare del quadro, nel quale si vedono uno dei leoni del Duomo, il nonno materno del pittore, Pietro Bocchialini, Fratel Aldo dei Fratelli delle Scuole Cristiane ed Enzo Sicuri; 4) Il dipinto completo, che si intitola "Uscio, gioia e dolore, Fellini").

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