Oggi sono stato a Parma per intervistare uno dei nostri più illustri "strajè pr'al mond", il grande fotografo parmigiano Giovanni Lunardi, che da anni abita in Florida (pubblicherò il servizio tra alcuni giorni) e mi sono sentito, più che mai, fiero di essere parmigiano. Mi pareva di essere a Roma. A Venezia. A Firenze. Turisti e turisti e turisti da tutte le parti. Lunghe code davanti alla biglietteria della mostra sul Correggio, capannelli di turisti in piazza del Duomo, davanti al Teatro Regio. Ovunque. E le provenienze: Austria, Francia, Stati Uniti, Germania. Ricordo quando, una decina di anni fa, amici rimasti a Parma, mi dicevano sconsolati: "Parma è culturalmente morta, è diventata una città di "gosinari". Ogni tanto arriva qualche giapponese, scatta qualche foto e se ne va". Ma adesso, e non da oggi, suona un'altra musica. Da quando mi occupo di "Pramzanblog" sono tornato ad avere, seppure parzialmente, un po' il "termometro" della città e, da più testimonianze, apprendo con soddisfazione che Parma si è decisamente svegliata da quel torpore che la umiliava. Le iniziative culturali sembrano, in particolare quest'anno, non finire mai: prima la mostra di Mario Schifano a Palazzo Pigorini, poi Settembre Italiano. E la straordinaria mostra correggesca. E il ricchissimo Festival Verdi. E la mostra su Giovanni Fattori alla Fondazione Magnani Rocca. Belle notizie che leniscono almeno in parte le gravi ferite provocate dai casi Parmalat e Guru. Grazie, Parma.(Nella foto /by aemme/: lunghe code per la mostra sul Correggio)

























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1 commenti:
spero di riuscire ad andare alla mostra. ho letto che è stata organizzata in un modo davvero interessante
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