O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

martedì 14 ottobre 2008

Palazzo del Giardino: un gioiello per l'Efsa

Tutte le volte che entro nel Parco Ducale la prima cosa che faccio subito dopo la discesa (e credo che lo facciano tutti) è voltarmi a destra e fermarmi estasiato a guardare la maestosità del Palazzo del Giardino. Perché lì, proprio lì, sono racchiusi secoli di storia. Lì son passati principi e re, pittori e musici, frati e soldati. Lì Maria Luigia provò a dipingere incerti acquerelli aiutata da Naudin. Ed è qui che Parma tornerà a vivere i fasti del passato perché l'Efsa, l'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, ha scelto proprio questo maestoso edificio come suo palazzo di rappresentanza.
In pratica, mentre i lavori correnti dell'Agenzia avverranno nella prossima modernissima sede di viale Piacenza (11 piani, triangolare, alta 62 metri, 450 impiegati), nell'ex Palazzo Ducale del Giardino si svolgeranno convegni, cerimonie ufficiali, galà europei. L'Europa non poteva fare scelta migliore. La costruzione cominciò nel 1561, su ordine del duca Ottavio Farnese e da allora il Palazzo ospitò i Duchi di Parma. Con momenti anche negativi. Come dal 1732 al 1734, quando fu completamente "spogliato" di quadri e arredi, che seguirono Carlo di Borbone a Napoli. Come attorno al 1768, quando il duca Ferdinando di Borbone, spinto da crisi mistiche, fece imbiancare splendidi affreschi, da lui ritenuti "licenziosi". Come dal 1802 al 1814, quando durante la dominazione francese il Palazzo divenne sede di comandi militari. E come nel 1836, quando durante la terribile epidemia di colera, fu trasformato in lazzaretto.







Poi, nel 1850, gli ultimi Borbone cedettero l'edificio a un ordine religioso, che vi ricavò un collegio. Nel 1862 il demanio del Regno d'Italia incamerò il Palazzo del Giardino, che nel 1865 fu ceduto al Comune di Parma. Fu allora che vi si trasferì la Scuola Militare di Fanteria di Ivrea, divenuta in seguito, nel 1910, Scuola di Applicazione di Fanteria. E proprio qui, nella notte del 9 settembre 1943, fu scritta un'eroica ma sfortunata pagina di storia: gli allievi della Scuola, con i loro comandanti, si ribellarono all'attacco nazista e risposero al fuoco. Ci furono 5 morti, venti feriti e decine di deportati in Germania. Nel 1944 il Palazzo fu poi parzialmente distrutto dai bombardamenti. E nel 1953 vi si insediò la Legione Carabinieri. Ora, da anni, ospita il comando provinciale della regione Carabinieri Emilia Romagna e il celebre Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche), che però, mi pare di aver capito, resterà nel prestigioso edificio anche dopo l'arrivo in pianta stabile dell'Efsa.
Sede, dicevo, assolutamente straordinaria, ricca di sale meravigliose (Sala dell'Ariosto, del Perseo, del Malosso, di Erminia, dell'Amore, con affreschi di Girolamo Mirola, del Bertoja, del Malosso, di Alessandro Tiarini, di Carlo Cignani, di Agostino Carracci, di Giovanni Bosco).
Mi auguro soltanto che l'Efsa non riservi queste sale soltanto ai potenti d'Europa ma che, nei tempi e nelle condizioni giuste, le renda in futuro visitabili anche al pubblico.
(Nelle foto, dall'alto - CLICCARE PER INGRANDIRE-: 1) La facciata del Palazzo del Giardino /by aemme/; 2) Il progetto della futura sede dell'Efsa, in viale Piacenza; 3) -a sin-: particolare de "Le nozze fra Bacco e Arianna", di Giovan Battista Trotti, detto il Malosso (1556 - 1619), nella "Sala del Malosso" /a pag. 190 del libro "La Reggia di là da l'acqua", Cassa di Risparmio di Parma, 1991); 4) "Nozze di Teti e Peleo", di Agostino Carracci, (1557 - 1602), nella "Sala dell'amore" /a pag. 202 del libro "La Reggia di là da l'acqua"; 5) "La lotta fra Amore e Pan", di Carlo Cignani, (1628 - 1719), nella "Sala dell'amore" /a pag. 205 del libro "La Reggia di là da l'acqua"; 6) Veduta panoramica del Palazzo del Giardino /by aemme/)

1 commenti:

E.Piovani ha detto...

la mia paura piu' grande è che l'altissimo edificio triangolare dell'efsa sia visibile dietro al palazzo del giardino...per chi lo guarda dall'etoile del parco ducale.... Rovinerebbe completamente l'atmosfera e la vista.... Ma spero vivamente che non sia così....