O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 30 ottobre 2008

Pramzanblog intervista Alberto Michelotti -2- A GH'O LA LIRICA IN TÄL SÀNNGOV E GODO QUANDO VEDO UN'OPERA LASSÙ IN LOGGIONE

Alberto Michelotti parte seconda. Come ho già spiegato, con questa icona della parmigianità, con questo splendido campione dell'Oltretorrente, una chiacchierata programmata per un quarto d'ora, venti minuti, supera senza che ce se ne accorga abbondantemente l'ora, cosicché l'intervista deve essere divisa in due parti. Nella prima, pubblicata lunedì scorso, con Michelotti abbiamo parlato di Parma e del Parma. L'intervista prosegue con altri temi: ancora l'Oltretorrente, l'immigrazione a Parma e, soprattutto, la sua grande passione per la musica, in particolare per l'opera lirica.
Sei diventato un grande dello sport: Tutti ti lodano, hai scritto un libro "23° uomo in campo", sei Accademico olimpionico, fai parte del Coni. Che cosa è rimasto del garzone di via Imbriani?

Tutto. La semplicità, la voglia di stare con la gente. Pensa che una volta, come Accademico olimpionico, mi chiamano a Bolzano e sulla cattedra mettono il crtellino "docente Alberto Michelotti". M'è gnù da rìddor. Poi mi hanno presentato come "dottor Michelotti della Bocconi". Non avevano capito che io ho semplicemente frequentato la scuola elementare Cocconi, nel mio quartiere. Allora a gh'ò dìt: "No sono il dottor Michelotti della Bocconi", sono al sjòr Michelotti della Cocconi". Tutti a ridere.
Un indice di grande popolarità è quando un personaggio diventa il bersaglio di qualche imitatore. Tu adesso hai un imitatore, a Radio Parma...
Sì, ed è uno spasso unico. Ha proprio la mia voce. Si presenta come "Michelotto". Tutt da rìddor.












Tu sei un grande appassionato di lirica e fa parte del Club dei 27: quando la prima opera?

Dal 1973 faccio parte del Club dei 27, io sono Don Carlos e ne vado fiero. Queste sono cariche "a vita" perché si perdono soltanto cuand a 's móra. Quindi spero di tenermi Don Carlos il più a lungo possibile. Dietro, per Don Carlos, così come per le altre 26 opere di Verdi, c'è una lista d'attesa cl'a finissa pu. La musica? A ghl'ò in täl sànngov. È nei miei cromosomi, come per tutti i veri pramzàn. Da bambino, a 9 anni, sono entrato in Conservatorio, suonavo l'oboe. Da ragazzo ho anche cantato nelle operette, avevo una voce da tenore, adesso è un po' più baritonale. E poi mamma e mia nonna vendevano le caldarroste e io andavo a vendere le castagne abbrustolite al Regio. La passione è cominciata così.
L'opera che più ti emoziona.
Rigoletto. L'ho vista tre volte col grande Leo Nucci. Par mi Nucci l'è vón di nòstor. È bolognese, mo l'è un pramzàn tant cme mi.
Frequentavi il loggione?
An gh'è mäl. Sempre andato in loggione. Solo che poi, con la fama, a 's fa par dìr, è arrivata anche l'opportunità di andare in un palco, con tre, quattro amici. Un giorno vengo "beccato" da un mio amico loggionista che mi dice. " A t'ò vìsst in còll pälc. At sìt imborghesì". Poi son tornato per un'altra opera in loggione e appena sono entrato ho sentito una voce, a qualche metro di distanza. "Ragàss, l'è arrivè 'l borghés". E un altro: "O, baraccòn, tsi gnù a ca?".
Callas- Tebaldi: eri tebaldiano?
An gh'è mäl. La Callas, nei confronti di Renata, era di una cattiveria, ma di una cattiveria... La odiava proprio. La Callas era una grande, per carità, grande voce, grande presenza scenica, ma Renata, come sentenziò Toscanini, aveva una "voce d'angelo".
Parma è diventata una città razzista?
Ma no!... Il caso di Emmanuel, secondo me, è stato un po' strumentalizzato. In fondo, anche quel ragazzo... visto che non c'entrava niente, perché non si è fermato all'alt dei vigili, perché si è fatto rincorrere? Comunque, ripeto, posso gridare che Parma, che i parmigiani non sono razzisti. Il problema sta nel fatto che sia da parte nostra, sia da parte loro, cioè degli immigrati, ci vuole rispetto. Noi dobbiamo rispettare loro, e loro... noi. Tutto qui. Ma non siamo razzisti. Scrivilo Achille.












È possibile in futuro l'integrazione degli immigrati?

Mi dirìss äd sì. Guarda, io ho dato in affitto a un gruppo di ragazzi di colore un capannone, per farci una chiesa evangelista. Mi piacciono questi ragazzi. Noi abbiamo bisogno anche di loro, parchè ilj nostri donni i fan pu fjól.
Achille Mezzadri (Seconda puntata - FINE)
(Foto, dall'alto: 1) Michelotti sonadór par Verdi; 2) Con Luciano Pavarotti; 3) Con Leo Nucci; 4) Con Renata Tebaldi alla Grotta Mafalda)

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