Non è compito di Pramzanblog fare la cronaca del 24° Palio di Parma (edizione moderna), organizzato mirabilmente, ieri e oggi, dal Centro Sportivo Italiano. Comunque la notizia non ve la faccio mancare egualmente. Il Palio delle donne è stato vinto da Porta Santa Croce (stendardo verde), mentre nel Palio degli uomini ha trionfato Porta San Francesco (stendardo bianco). Qui mi piace solo ricordare qualche cenno storico, "rubato" dal bel sito del Palio di Parma. Dunque, le prime notizie relative al Palio (dal latino "Pallium", il drappo di stoffa preziosa assegnato ai vincitori) risalgono al 1314, quando si festeggiò il fidanzamento di Ghiberto da Correggio, signore di Parma, con Maddalena Rossi. Il Palio fu celebrato per secoli, fino a quando, si sa come vanno le cose, il modernismo lo ritenne una cosa superata. Fortunatamente è stato "resuscitato" nel 1978, poi ha cominciato ad avere cadenza annuale e quest'anno, come si diceva, è arrivato alla ventiquattresima edizione.LE PORTE
Porta Santa Croce (Piazzale Santa Croce) - Il colore dello stendardo è il verde, forse per i campi a pascolo di un tempo, e alle risaie. L'animale che la distingue è l'aquila, che nell'araldica rappresenta la virtù e l'intelletto. Porta Santa Croce era chiamata anche la "porta pellegrina", perché da lì entravano i pellegrini "romei" provenienti da tutta l'Europa. La sua prima denominazione fu "Porta Parma".
Porta San Francesco (Piazzale Barbieri) - Il colore dello stendardo, dove campeggiano il lupo e il giglio, è il bianco. A metà del Duecento Parma raggiunse il massimo della sua estensione muraria, le porte della città arrivarono a 17, e fra queste Porta san Francesco, costruita nel 1261. La porta prese il nome dall'omonima strada (oggi via Nino Bixio). La tradizione vuole che San Francesco sia passato proprio da questa strada in uno dei suoi tanti viaggi. I parmigiani, o i pellegrini "romei" che avevano fatto tappa a Parma e riprendevano il cammino, venivano accompagnati in corteo fino a Porta San Francesco dal vescovo e dalle autorità civili.
Porta Nuova (Barriera Farini) - Il colore dello stendardo è l'azzurro e vi campeggia un cavallo rampante. In contraddizione col suo nome, Porta Nuova è una delle più antiche e venne così chiamata dopo i restauri. Era la porta che si apriva verso le colline, ma soprattutto verso i feudi del Reggiano. Da lì si partiva per arrivare alle terre Matildiche.
Porta San Barnaba (Barriera Garibaldi) - Il colore dello stendardo, dove campeggiano due leoni e il sole, è il rosso: simboli del coraggio che dovevano avere gli abitanti di un tempo per contrastare le bande dei Cremonesi e dei Milanesi. La Porta prende il nome dall'omonima chiesa, ancora oggi individuabile, dopo gli interventi del 1969-70, in via Affò, dove sorgeva. Nel 1830 la costruzione di una nuova barriera su via Garibaldi ne decretò la completa distruzione.
Porta San Michele (Barriera Repubblica) - Il colore dello stendardo, dove è rappresentato un dragone alato, è l'oro. Il nome della porta deriva dal patrono della chiesa posta in fondo alla strada Maestra, appunto San Michele Arcangelo, detto dell'Arco perché con quello avrebbe ucciso il Drago. Porta S.Michele era il baluardo posto sulla via Emilia a difesa delle scorrerie dei Modenesi che riuscivano a passare gli avamposti sul torrente Enza (la Lenza) ed era abitata da artigiani e mercanti, da nobili famiglie, da banchieri e dai reggitori della città. In precedenza si chiamava Porta Santa Cristina.

























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3 commenti:
io c'ero...bellissimo... Il palio di Parma mi piace parecchio. Speriamo che cresca ulteriormente, che Parma crei un suo gruppo di musici e sbandieratori, e che il comune e i mezzi di informazione si accorgano finalmente dell'esistenza di questo palio e facciano qualcosa (come mettere qualche striscione e stendardo all'ingresso delle varie porte e nei palazzi pubblici, e cercare di pubblicizzarlo un po'...)
Nel mio piccolo, ho già promesso al Csi che l'anno prossimo mi "scatenerò" in tempo: facciamo diventare questo storico Palio uno degli "eventi" della parmigianità. Avremo da divertirci.
Appoggio pienamente l'idea.
Ricordiamoci di trovare un posticino di prestigio per il caro Emmanuel e di mettere la sua foto su qualche stendardo o comunque di trovare una giusta collocazione per un personaggio del suo calibro.
Non vorrei mai che la comunità nera di Parma non trovasse il giusto risalto in questo contesto.
Non so...padrino d'eccezione...una mostra delle sue foto....illancio di un volume con le sue recriminazioni....
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