O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 8 ottobre 2008

E un giorno arrivò Ferraguti, la mia salvezza

Oggi a Parma è stato presentato ufficialmente, a Palazzo Sanvitale, un libro, pubblicato da MUP, che si intitola "Parma. Scatti di cronaca - Gli anni memorabili: 1960 - 1990". Un libro che mi "arrapa" molto (concedetemi il termine) perché, dal '66 al '69 in cronaca (e poi dal '69 al '71 in provincia), alla "Gazzetta" c'ero anch'io. E quindi anch'io ho condiviso con Giovanni Ferraguti, l'autore delle fotografie del libro (ora "strajè" in Francia, a Nizza) molte "avventure" giornalistiche. Giovanni per me è un collega, ma anche un amico (come lo è stato di mia madre). Giovanni per me è un grande professionista, e anche un grande parmigiano. Perché ha saputo cogliere, con i suoi scatti, i lati più veri, più intimi, più genuini, della città. E quindi della parmigianità. Ovviamente auguro a Ferraguti, e al suo libro, tutto il bene possibile. Ma qui voglio ricordare quegli anni ruggenti della nostra "militanza" comune alla "Gazzetta".

Tanto per cominciare, voglio ricordare che quando Ferraguti fu aggregato alla cronaca della "Gazzetta", per me, e per gli altri cronisti, fu una liberazione. Prima, di fotografi, al giornale, non se ne parlava nemmeno. E così eravamo noi, i giovani cronisti, Mezzadri, Pierluigi Zani, Nicola Pressburger, Enea Arlunno, a improvvisarci (senza eccelse fortune) "Ferraguti ante-litteram". Con Rolleyflex, flash, batterie nere che pesavano un casino, andavamo sui luoghi degli incidenti, degli incendi e... zac, uno scatto e via. Per essere dei dilettanti ce la cavavamo anche. Ovviamente c'era chi bluffava. Il buon Bruno Salati, per esempio, si considerava esentato dal far fotografie perché, diceva, non aveva mai toccato una macchina fotografica. Ma un giorno d'estate, forse il caldo, l'afa, una cattiva digestione, chissà, portò in redazione, fierissimo, le bellissime foto che aveva scattato al suo nipotino...
Poi finalmente arrivò Ferraguti. Big Giovanni. Non per la mole, per carità. Ma per la bravura, la caparbietà, lo spirito di sacrificio, che caratterizzano i grandi fotoreporter. Insieme ne abbiamo fatte tante. Ricordo per esempio, verso la fine del '68, che ci trovammo nei boschi dell'Appennino Parmense dove era precipitato un aereo militare. Arrivammo lì prima dei carabinieri. Quando ci vide, il comandante del Gruppo, Sciarra, ci disse: "E voi che ci fate qui?". "Be', eravamo di passaggio...", fu la nostra risposta. Finì a tarallucci e vino. Sì, proprio con il vino rumeno che tenevo ancora in auto, appena tornato dalla Romania. Doveva essere un regalo, invece stemperò a carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco e naturalmente a Ferraguti e Mezzadri, quel gelido bosco d'autunno.
E poi la volta che, insieme, ci insospettimmo a vedere un bracciante che continuava ad arare sempre lo stesso punto del campo del suo padrone, che era scomparso. Per giorni si era parlato di rapimento. Ci insospettimmo a vedere quella scena e "decidemmo" di fotografarlo. Parlo al plurale, anche se la foto, ovviamente, la scattò Ferraguti. Ma in certe situazioni giornalista-fotografo erano un binomio indissolubile. Non eravamo Ferraguti-Mezzadri. Eravamo "la Gazzetta". Ebbene, quel bracciante aveva ucciso il suo padrone e continuava ad arare il campo nel punto dove l'aveva sotterrato... E Baldassarre Molossi, quando l'omicidio fu scoperto, pubblicò con grande rilievo la foto in prima pagina con il titolo: "L'assassino sul luogo del delitto". Bravo Giovanni. Quante ne abbiamo fatte insieme, per qualche annetto. Poi le nostre strade si sono divise. Uno di qui. Uno di là. Ma i ricordi stanno sempre lì. Nessuno li può dividere.
(Nelle foto, dall'alto: 1) La copertina del libro "Parma. Scatti di cronaca. Gli anni memorabili: 1960 - 1990", di Federica Pasqualetti e Giovanni Ferraguti, editore MUP; 2) e 3) Giovanni Ferraguti adesso; 4) Ferraguti negli anni Sessanta; 5) Con Ferraguti giornalisti "storici" della "Gazzetta": Achille Mezzadri, Gianfranco Bellè, il mai dimenticato Pierluigi Zani, Attilio Fregoso, Corrado Corti, Giovanni Ferraguti).

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