Dopo la pubblicazione della "fotostoria" sul Ponte Verdi, il ponte che ha preso il posto dell'antico Ponte Verde, in legno, su decisione del sindaco Giovanni Mariotti, un lettore ha commentato: "Se potessi tornare indietro....a Mariotti ne avrei parecchie di cose da dire...". Questo sfogo mi ha sollecitato a trattare subito un personaggio di cui, prima o poi, avrei parlato comunque: appunto il senatore Giovanni Mariotti (nato a Parma il 1° maggio 1850 e morto a Roma il 28 febbraio 1935) che fu sindaco di Parma, non ininterrottamente, dal 1889 al 1914 (e precisamente dal 1889 al 1890, dal 1893 al 1894, dal 1896 al 1906 e dal 1910 al 1914). Un sindaco che fu definito dagli amici "Il Parmigiano dei parmigiani" per il grande amore che nutrì per Parma durante la sua vita. Ma un sindaco anche che, cambiando radicalmente la città, abbattendo ponti, devastando bastioni, porte antiche e palazzi, fece venire il voltastomaco (e lo fa venire ancora, evidentemente) ai fautori del "tutto com'era e dov'era". Un personaggio controverso, dunque, e chiunque, anche a 73 anni dalla sua morte, può dire la sua. Certo è che non gli piaceva stare con le mani in mano.
L'immobilismo, l'attendismo, erano vocaboli a lui sconosciuti. Proverò qui a fare un elenco delle "rivoluzioni" che portarono la sua firma: lo "sventramento" dell'Oltretorrente (dove demolì le zone malsane e portò l'acqua potabile), la costruzione delle prime case popolari, l'inizio dei lavori per il grande monumento a Giuseppe Verdi (poi distrutto dai bombardamenti durante la guerra), la trasformazione della Scuola di Musica in Conservatorio, il restauro del Teatro Farnese, l'abbattimento del cavalcavia di strada Melloni, il grande progetto del Lungoparma, che si sviluppò in decenni, anche quando lui non era più sindaco (con la conseguenza, nel 1929, quando c'era il Podestà Mario Mantovani, dell'infausto abbattimento delle Beccherie, in piazza della Ghiaia), la costruzione del Bagno pubblico, l'abbattimento del Ponte Verde, sostituito dal ponte Verdi, l'inaugurazione del monumento a Giuseppe Garibaldi nell'omonima piazza, la costruzione del Macello.
Ma, e questo non gliel'ha proprio perdonato mai nessuno, fu anche il promotore dell'abbattimento dell'arco delle antiche mura compreso tra le barriere San Barnaba e Vittorio Emanuele. La distruzione della cintura fortificata portò così all'abbattimento dei "rampari", i viali sulle mura che circondavano la città. Una cosa è certa: nel bene e nel male fu il "traghettatore" di Parma dall'Ottocento al Novecento.(Nelle foto, dall'alto: 1) Primo piano del sindaco Giovanni Mariotti; 2) Giovanni Mariotti a passeggio; 3) La copertina del libro su Mariotti di Gianni Capelli, edito da PPS)

























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1 commenti:
eh si....senza dubbio era un uomo che si dava parecchio da fare... Peccato però che ha fatto scelte sbagliate, anche se giustificate, forse, dal tempo in cui ha vissuto.
Parma è stata trasformata, perdendo tante delle sue caratteristiche storiche, forse proprio le più particolari.
Non è difficile immaginare che se il ponte verde fosse stato mantenuto, oggi sarebbe uno dei punti piu' fotografati di Parma. Ciò che all'epoca appariva brutto e vecchio, oggi ci sembrerebbe di grande interesse.
E poi ci sono cose che non gli si possono perdonare. L'abbattimento della mura, appunto, ma non solo. Ad esempio che necessità c'era di abbattere porta nuova, accusandola di non lasciare circolare liberamente l'aria? E borgo della vite? Borgo Marmirolo? E non dimentichiamoci che lui aveva già previsto l'abbattimento di quella che ora è la bruttissima via Mazzini, che rompe in due il centro storico. E pensare che era una piccola viuzza, affiancata da quella che era la via probabilmente piu' caratteristica di Parma: Borgo Polidoro. E guarda caso paghiamo ancora le conseguenze di quelle scelte sbagliate. E per creare il lungoparma, era davvero indispensabile rovinare per sempre piazza ghiaia? E abbattere un pezzo della Rocchetta inclusa nella Pilotta?
E meno male che molte delle sue idee non sono state poi realizzate...
Altre città hanno mantenuto assolutamente intatta la loro immagine medievale, e nonostante questo si sono sviluppate come e piu' di Parma. Anzi, il creare strade larghe, abbattere, rettificare, ingrandire, etc...non ha fatto altro che portarci in centro traffico, grigiore e caos..
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