O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 25 settembre 2008

Com'è delizioso andar... con la bicicletta

Che Parma sia sempre stata (e la è ancora) una "città in bicicletta" è inoppugnabile. Perché è la fedele due ruote il mezzo più comodo, e più romantico, per spostarsi in città. Mentre muoversi in bici in metropoli come Milano è praticamente un "tentato suicidio", a Parma andare in bicicletta è ancora possibile. Non che ci siano chilometri e chilometri di percorsi ciclabili, per carità (lo stesso assessore Vittorio Adorni, tempo fa, mi ha detto che "lo spazio in città è quello che è, non si saprebbe dove ricavarli") però di parmigiani in bicicletta se ne vedono ancora tanti. Di tutte le età. E in molte strade cittadine ci sono ancora ampi parcheggi di due ruote, strapieni. C'è poi questa iniziativa comunale del "Punto Bici" che mi sembra davvero degna di una città all'avanguardia. Mi pare perfino di essere a Copenhagen, altro regno della bicicletta.


Basta munirsi di una tessera (obolo annuale di 25 euro e cauzione di 10, restituibile). Poi, in ogni Punto Bici (ce ne sono attualmente 11) basta prendere una bici e andare a spasso. Poi restituirla. Se ne può prendere una, che so, a Barriera Farini e poi restituirla in Piazzale Santa Croce. Il funzionamento è semplice. La tessera d'abbonamento, fornita di microchip, è già caricata di 15 euro. Per la prima mezz'ora l'uso della bicicletta è gratis. Poi, ogni mezz'ora, il costo è di 80 centesimi. Con pochi spiccioli, insomma, si può andare per la città senza la frenesia della macchina. E per percorsi brevi non si paga niente. Mi dispiace di non abitare più a Parma.
(Foto, dall'alto: 1) Biciclette posteggiate in via Pisacane /by aemme/; 2) Il PuntoBici di viale Toschi /by aemme/; 3) Il PuntoBici di viale Toschi /by aemme/)

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