O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 3 settembre 2008

Le interviste di Pramzanblog: Romana Gardani CHIAMATEMI PURE L'ARCHITETTO DELLE TORTE






Da quando è in pensione si può dire che lavora di più: esperta di informatica con una laurea in matematica, da quando non deve più "timbrare il cartellino", si fa per dire, passa le sue giornate, quando non è nell'orto, a studiare dolcissime architetture di torte, che si possono ammirare anche nel suo gustosissimo sito. Dolci-spettacolo, direi, perché lei, Romana Gardani, un marito e una figlia di 19 anni, Camilla, plasma la glassa come Michelangelo il David. Gli acquirenti delle sue torte, quando si trovano davanti ai suoi capolavori, precipitano nello sconforto. Come mangiare, come distruggere con molari e incisivi queste delizie?
Cominciò a preparare torte creative perché sua figlia Camilla, quando aveva 12 anni, le chiese una torta ispirata alla "Collina dei conigli". Non faceva prima ad andare da un pasticciere? A Parma ce n'è di bravi.
Certo che ce ne sono di bravi, ma nessuno si avventura in questo genere di torte, perché sono troppo impegnative, richiedono molto tempo e verrebbero a costare troppo.
Adesso tutti vogliono le sue torte. Si sente una concorrente dei pasticceri di casa nostra?
Prima di tutto non è vero che tutti vogliono le mie torte. Ho molte richieste, è vero, ma non mi sento una concorrente di nessuno.

Quanto tempo impiega per prepararle?
Dipende. Sono molto diverse l'una dalle altre, quindi anche l'impegno è diverso. Escluso il tempo di progettazione, che comunque va tenuto presente perché a volte dura anche giorni, dovrei fare una divisione in tre tipi di torte: semplici, 6 ore, di medio impegno, dalle 10 alle 12 ore, quelle veramente complicate, come una che feci sul "matrimonio degli gnomi",  fino a 60 ore. Ma più una torta è complicata e più mi piace.
Fa tutto da sola o qualcuno la aiuta?
Aveva cominciato ad aiutarmi mia figlia, ma ora non più, perché si scontrerebbero due forme di creatività: allora diventa difficile.
In una torta ha "ricostruito" il Battistero. Si è ispirata anche ad altri monumenti cittadini?
No. Però ho "ricostruito" la Pieve di Gaione. Sono andata sul posto, ho scattato un sacco di foto, poi ho costruito perfino un modellino in scala della Pieve. Alla fine ho preparato la torta. Un successone.

Quali sono le richieste più singolari che ha ricevuto?
Be', di richieste veramente singolari non ne ricevo perché generalmente chi mi chiede una torta lascia carta bianca alla mia creatività. Si fidano. Io, ovviamente, prima di partire con un progetto, faccio molte domande all'acquirente. Voglio conoscere il motivo per il quale devo preparare il dolce, e poi le sue caratteristiche, i suoi gusti, i suoi hobby... Insomma, un'indagine quasi da detective, o da psicologo, per poi farmi venire un'idea originale. Ho riprodotto un Pulcinella, una Mini Cooper, una Ferrari. Per quest'ultima torta gli invitati alla festa sono stati lì dieci minuti a rimirarla e a fotografarla, non ci decidevano mai a mangiarla... E un bambino disse: "Ma poi si muove?". E un'altra volta ho fatto una torta ispirata ai romanzi di Harry Potter, per il compleanno di un altro bambino. Lo sa cos'è successo? Che i suoi genitori all'ultimo momento hanno dovuto correre da un pasticciere "normale" per poter guardare ancora almeno uno, due giorni, il mio "capolavoro".
La torta che le ha dato più soddisfazioni...
Più di una. Però ho scatenato tutta la mia creatività in una torta per le nozze d'argento di due coniugi. Ho costruito un ring e ho piazzato i due sposi agli angoli, seduti sugli sgabelli, con i volti un po' sfatti. Al centro del ring ho piazzato un bouquet da sposa con qualche fiore spelacchiato. Ha avuto grande successo.
Lei tiene anche dei corsi di torte creative, vero?
Sì. Finora li ho tenuti qui a Parma. Ho avuto soprattutto allieve. Un solo uomo. Molto brave.
Non è che poi queste allieve supereranno la maestra?
Modestamente, penso che sarà difficile, anche se sono davvero brave. Ma sa, io ho cominciato molto prima di loro. Ce ne vuole del tempo prima di arrivare a certi risultati. Io ho affinato certe tecniche con gli anni.

Quando era bambina dove andava a comprare (e mangiare) le paste?
Alla Pasticceria Folli, vicino a Barriera Repubblica. Erano buonissime.
Ha ricordi della storica Pasticceria Bizzi, in piazza Garibaldi? Dei suoi babà?
Dei babà non ho ricordi, ma della Pasticceria Bizzi eccome. Era famosa. Peccato che non ci sia più da tanti anni.

I grandi pasticcieri in genere inventano qualche dolce nuovo. E lei? È soltanto un architetto della torta? Inventa soltanto le forme?
È corretta la definizione di "architetto". Mi attira infatti soprattutto la forma, il "vestito". No, non invento dolci nuovi. Però, modestamente, le mie torte sono anche buone.
Che cos'è per lei la parmigianità?
Premetto che io sono parmigiana, sì, ma di adozione, perché sono nata nel Cremonese e sono arrivata qui a 11 anni. Ecco, io amo molto Parma, ma posso fare una critica? Penso che i parmigiani, non tutti per carità, abbiano un po' di puzza sotto il naso. Se la tirano un po', ecco.
Torte a parte, come se la cava in cucina?
Sì, ma senza cadere in un impegno esasperato come faccio con le torte. Per esempio preparo i tortelli d'erbetta, ma non altri piatti più laboriosi, come gli anolini, per i quali bisogna preparare lo stracotto... E comunque preparo anche il nocino, e il bargnolino, con il prunolo del mio orto...
Concludiamo tornando alle sue specialissime torte: qual è il commento più curioso che ha ricevuto sulla sua singolare attività.
Visto l'impegno che ci metto e il tempo che mi portano via queste torte, le amiche mi dicono spesso: T'sì mata.
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto, per gentile concessione di Romana Gardani /COPYRIGHT/ e di Ivano Zinelli /COPYRIGHT/: 1) Romana Gardani con la torta dedicata a "ParmaTaste"; 2) Le nozze degli gnomi; 3) La giostra, 4) La Gardani e la Torta del Battistero sulla "Gazzetta di Parma"; 5) Tributo al parmigiano-reggiano; 6) La Pieve di Gaione)

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