O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 6 settembre 2008

Le interviste di Pramzanblog: Roberto Ghirardi SONO L'UOMO DELLA MUSICA MA PREFERISCO REGALARE UN SORRISO AI VECCHI E AI BAMBINI


Parlare di Roberto Ghirardi, pardon, del Cavaliere della Repubblica Roberto Ghirardi, vuol dire parlare di musica, di volontariato, di giornalismo, di donazione di sangue, di vecchi, di bambini, di Totò. Perché Ghirardi, da una vita, fa tante cose. E bene. Giustamente la comunità l'ha gratificato, e lo gratifica, con medaglie d'oro, onorificenze, attestati di benemerenza. A Parma e provincia è popolare tra le orchestre e i cantanti (tra composizioni e testi ha firmato 125 canzoni), tra i vecchi del Romanini, tra i piccoli ospiti dell'ospedale dei bambini, tra i nostalgici di Totò (ha scritto due gustosi libri, "Totò, la passione di una vita" e "Io e Totò...noio"). A settant'anni, compiuti da poco, ha ancora l'energia, la simpatia, la freschezza, di un ragazzo. E il buon cuore di devolvere interamente i proventi dei suoi diritti d'autore a favore di Istituti religiosi e di Associazioni umanitarie. "Pramzanblog", oggi, lo intervista per uno degli aspetti della sua variegata personalità, quello di "uomo della musica". Ma certamente tornerà a parlare di lui. Ecco l'intervista. Il "tu" è obbligatorio perché lo conosco da una vita.
Roberto, a Parma, tu sei sinonimo di tante cose, ma oggi parliamo di musica. Di orchestrine, di gruppi musicali, di cantanti: dal tempo dei Corvi a oggi, che cosa è cambiato?
Molte cose. Perché a quel tempo c'erano dei musicisti bravi, dei parolieri bravi. Le canzoni che ne uscivano avevano un certo valore. Adesso la situazione si è immiserita: rapper... rock metallico...
La città si riconosce ancora nelle orchestrine da ballo?
La città sì. Molti parmigiani amano ancora le orchestrine da ballo. Ma questo è un settore che ormai è dimenticato dalla stampa. Magari ci sono articoli con titoli a tre, quattro colonne, su gruppi che hanno un pubblico di venti, trenta persone, quando vengono ignorate orchestre che radunano ancora centinaia, a volte migliaia di persone...

I nuovi gruppi musicali, secondo te, sono quindi da considerarsi di nicchia? O possono ambire di entrare nel cuore dei parmigiani?
Di nicchia. Di nicchia. Almeno secondo me.
Allora dimmi, quali sono i "grandi dimenticati" dalla stampa? Le orchestrine che hanno ancora un pubblico, ma che sono poco pubblicizzate?
Un nome su tutti. Corrado Medioli. Un fisarmonicista che può essere considerato l'erede di Gigi Stok. Va in Germania. Va nello Yemen... Ma da noi le sue notizie non entrano nella pagina degli spettacoli. Finiscono in "cronaca", come se fosse un fatto di costume, di cronaca, e non di spettacolo. E poi l'orchestra Campanini, che è in auge da trent'anni. Ha successo, oltre che in Emilia, anche in Lombardia e in Liguria. E poi uno dei grandi, Barimar, che non si esibisce più, ma scrive ancora musica. E infine l'orchestra di Learco Gianferrari, ma... lui è reggiano...
Tra i nuovi locali chi ha raccolto l'eredità dei King, dell'Escalier eccetera?
Anche qui tutto è cambiato. Ora i locali, in buona parte, fanno anche ristorazione... Ma c'è un locale, in provincia, che tiene duro da cinquant'anni: è la Sala Capitol, di Vicofertile. E' gestito dalla famiglia Ferrarini. Lì si balla il liscio, ma anche la musica latina.
Una volta i grandi nomi arrivavano nei locali della città, al King, alla Raquette...Ora non vengono più nei locali?
No. I grandi nomi fino a poco tempo fa si esibivano al Palasport e, ancora adesso, al Teatro Regio.
Tu sei stato anche disc - jockey. Che cosa pensi dei tuoi colleghi?
Ci sono disc-jockey molto bravi che fanno musica per il pubblico, sacrificando le loro idee. Altri invece si intestardiscono a imporre un certo tipo di musica che piace a loro, così certe serate diventano un flop.

Nella musica leggera, secondo te, chi ha dato di più a Parma?
Be', sicuramente i Corvi, a livello di gruppi. E poi naturalmente Edda Ollari, Titti Bianchi... A livello orchestre non si può dimenticare il grande Gigi Stok.
Che cosa intendi per parmigianità?
Ormai la parmigianità sta scomparendo. Perché per strada vedi due, tre parmigiani su dieci. I parmigiani "del sasso" sono pochi. La caratteristica principale? La giovialità.
Il fenomeno della movida in via Farini: moda o nuova realtà destinata a non morire?
Per me è una moda. Ancora qualche anno poi sparisce. E poi solleva critiche, perché crea disturbo agli abitanti della zona.
Parma è la città delle mode?
Secondo me è una città un po' frivola. Però... però la amo.
Achille Mezzadri

(Nelle foto, dall'alto: Roberto Ghirardi com'è, com'era alcuni anni fa e com'era ai tempi ruggenti degli anni Sessanta)

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Roberto Ghirardi è un grande di Parma (e non solo!).
Siamo in molti ad ammirarlo e a godere della sua generosità.