O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


lunedì 22 settembre 2008

Le interviste di Pramzanblog: Andrea Rinaldi LA MIA CORALE VERDI HA 103 ANNI MA L'ENERGIA E LA VOGLIA DI CANTARE DI UNA RAGAZZINA

Dire Corale Verdi è dire musica. È dire Verdi. È dire Toscanini. È dire Pizzetti. E Tebaldi, e Bergonzi, e Romano Gandolfi. E Parma. E Oltretorrente. È, insomma, dire parmigianità. La quintessenza dell'anima musicale della nostra città. Dopo la gloriosa presidenza dell'avvocato Luca Ambanelli, da quest'anno al timone c'è Andrea Rinaldi, 47 anni, tenore, a sua volta corista. Faccia da tenore, faccia da moschettiere del re, temperamento da... parmigiano. Parlata schietta, cordialità, quel pizzico di giovialità che è nei cromosomi della gente padana. È corroborante parlare con lui nel suo studio alla Corale Verdi, in vicolo Asdente, tappezzato di Verdi, di Toscanini, di Guareschi, di Padre Lino, di Peppone e don Camillo. Qui si respira aria di casa. Ed è in questo regno della musica che Andrea Rinaldi, idealmente accompagnato in sottofondo dalla romantica Rondanen'na pramzàna, entra nella galleria delle interviste di Pramzanblog.
Lei ha l'onore e l'onere di essere il presidente della Corale Verdi, una grande istituzione cittadina, famosa in tutto il mondo. Ce ne faccia una breve storia.
La nostra è un'istituzione che ha dato e che dà lustro alla città da 103 anni. È nata infatti nel 1905, su iniziativa del Maestro Eraclio Gerbella, insegnante della Regia Scuola di Musica, nella quale ebbe come allievo, tra gi altri, Arturo Toscanini. Il nostro coro, in tutto questo lungo arco di tempo, ha cantato insieme con i più grandi solisti del Novecento. Tra questi Giulietta Simionato, Franco Corelli, Aureliano Pertile, Beniamino Gigli, Carlo Bergonzi, Ettore Bastianini. Dal secondo dopoguerra la Corale ha inoltre collaborato con il Teatro Regio in qualità di Coro stabile. Tre anni fa abbiamo festeggiato il secolo di vita con un'esecuzione della Messa di requiem di Verdi, che avrebbe dovuto essere diretta dal grande Romano Gandolfi. Purtroppo il maestro ci ha lasciato prima.
Da quanto tempo è presidente?
Da quest'anno. Ho preso l'eredità di un grande presidente, l'avvocato Luca Ambanelli. Ma prima sono stato vicepresidente per ben 11 anni. Al fianco di Ambanelli ho imparato molto.
Lei dove ha compiuto i suoi studi?
Le elementari alla Jacopo Sanvitale, le medie alla Fra Salimbene, le superiori all'ITIS. Più tardi ho fatto parte della polizia penitenziaria, nel carcere di San Francesco. Praticamente sono stato "in carcere" per un anno, ma dall'altra parte... È stata un'esperienza molto formativa. Mi ha arricchito molto.
Com'è arrivato alla musica, al mondo musicale?
La musica mi è sempre piaciuta. Ascoltavo le opere, andavo al Regio, compravo le enciclopedie della musica e poi mi piaceva cantare. Così ho cominciato a studiare privatamente. Da tenore.
Quando ha scoperto la Corale?
Avevo 20 anni. Era il 1981. Mi sono messo sotto le ali del tenore Tonino Fereoli, l'interprete più genuino della canzone pramzàna. Il suo cavallo di battaglia è Rondanen'na pramzàna, che poi è in pratica l'inno della nostra Corale.
Come è diventato corista?
Passo dopo passo. Prima ho fatto la comparsa. Ho cominciato così a conoscere da vicino un mondo che mi era sconosciuto. Poi ho fatto un provino attitudinale per entrare nella scuola della Corale Verdi. Dopo un anno e mezzo ho cominciato a fare i primi concerti. Dopo due anni sono entrato a far parte del Coro del Teatro Regio.
Che commistione c'è tra la Corale Verdi e il Coro del Teatro Regio?
Sono due realtà musicali che viaggiano in pratica parallelamente. Sono unite da un cordone ombelicale. La Verdi è in pratica un serbatoio che fornisce una gran parte degli elementi al Coro del Regio. Sono due formazioni parallele, anche se distinte. La Verdi, un'ottantina di elementi, è diretta dal maestro Fabrizio Cassi. Il Coro del Regio, che può arrivare fino a 100 elementi, è diretto dal maestro Martino Faggiani.
I vostri coristi sono tutti professionisti?
I professionisti sono una trentina. Gli altri svolgono le professioni più svariate. Farmacisti, dentisti, eccetera.
Come si diventa corista?
Facendo i passi che, come dicevo prima, ho fatto io. Si viene in Corale, ci si presenta, si viene sottoposti a una prova attitudinale. Poi, se tutto è ok, si fa il percorso nella scuola di canto. Alla fine, se tutto è andato liscio, si entra nel coro.
Sono nati amori, matrimoni, tra i coristi?
Quando sono entrato io nel coro qualcosa c'era. Forse qualcosina anche adesso. Ma sono storie che non incidono sull'attività della Corale. Comunque, è vero: la musica può unire. Dalla musica, da una comune passione musicale, può anche nascere un sentimento.
Com'era la lirica a Parma trent'anni fa e com'è oggi?
È rimasta, secondo me, la stessa atmosfera. C'è un qualcosa di invisibile che gira nell'aria, soprattutto quando ci si avvicina alla prima di un'opera. Un'atmosfera magica. Era così una volta, è così adesso. La differenza sta nel fatto che oggi i giovani hanno meno occasioni, o meno voglia, di entrare in qusto mondo. Perché ci sono svaghi che li portano verso altre strade.
Come sono i loggionisti di oggi? Preparati come quelli di un tempo?
Ci sono ancora persone veramente preparate.






La Corale però non è soltanto un coro. La vostra è un'Associazione culturale di grande spessore...
Sicuramente spazia a 360 gradi. Oltre alla Corale c'è il coro delle voci bianche, diretto da Beniamina Carretta, e poi la presentazione di libri legati alla musica e a Parma, e poi i Giovedì della tradizione, nei quali si parla di tutto: dalle piante del mese, alle antiche tiritere, dai Celti nella pianura padana, alla carrellata di antichi mestieri padani, dai brani dialettali declamati da Enrico Maletti, alle magie e i riti dei Druidi... E poi abbiamo la squadra di calcio, che partecipa con onore al campionato Uisp. E la Rassegna di Marionette e burattini. E il ristorante, all'interno della nostra sede, di cui il nostro grande chef Sante Ferro è l'anima... Qui si mangia bene e si respira aria verdiana. È il paradiso degli amanti della musica e della buona cucina.
In questi giorni la Corale sta lavorando duro...
Sì, il Festival Verdi è alle porte e stiamo preparando l'opera d'apertura, Giovanna d'Arco, che inaugurerà il Festival al Regio il 1° ottobre. Comincia già a sentirsi quell'atmosfera magica, quella sensazione strana che ti entra nella pelle, nelle ossa. È la musica che ti viene addosso e che ti accompagna, con tutta la sua magìa, verso il momento emozionante della "prima"...
Achille Mezzadri
(Nelle foto, dall'alto: 1) La Corale Verdi /per gentile concessione/; 2) Andrea Rinaldi /by aemme/; 3) primo piano di Andrea Rinaldi /by aemme; 4) la Corale /per gentile concessione/)

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