




Ma... Un posto era vuoto. Quello di Sgarbi: Davanti al tavolo c'erano schierate, decine e decine di altre personalità, tra le quali anche il presidente del Parma calcio, Tommaso Ghirardi, il direttore della "Gazzetta di Parma" Giuliano Molossi, l'Assessore allo sport Vittorio Adorni e il direttore di Skira, Maurizio Rossetti. Ma... quel posto era sempre vuoto. E io mi chiedevo: che la sua trovata stia nel non venire? Sbagliavo. In un amen, nel grande cortile, ha fatto "irruzione", simil-trafelato e con i capelli al vento, dirigendosi verso il tavolo, quasi ignorando il direttore di una importante Casa editrice con il quale aveva un appuntamento e dal quale doveva ricevere del materiale. Scuse? Macchè. Poi si è diretto verso il tavolo e ha finalmente riempito quel posto vuoto, non prima di aver riservato un cavalleresco abbraccio (con bacio) alle signore già sedute. Tutto qui?, mi domandavo. E non succede niente? Ho aspettato la sua breve relazione. Ha parlato di di un vecchio filmato Rai, nel quale Attilio Bertolucci descrisse la correggesca camera di San Paolo, e poi ha fatto riferimento a una sua telefonata con il figlio di Attilio, il grande regista Bernardo Bertolucci, in convalescenza, ma ancora molto provato a causa di una malattia e dopo un intervento chirurgico. Io continuavo ad aspettare. E a rimuginare. "Prima l'arrivo in ritardo, come le primedonne, poi il riferimento alla malattia di Bertolucci (della quale forse molti dei presenti non erano a conoscenza)... Tutto qui? Quando il "colpo di teatro?".

Ammetto che cominciavo a rimanere un po' deluso. Tanto che ho lasciato il cortile del Guazzatoio e assieme a Maurizio Rossetti, direttore di Skira (che ha pubblicato il bellissimo catalogo sulla mostra) e alcuni suoi collaboratori, ho dato inizio, via dalla pazza folla, al percorso correggesco. Brividi di emozione sulla Cupola del Duomo, con gli occhi a pochi centimetri da quelle magiche pennellate del genio, ripetuti poi sulla Cupola dell'Abbazia di San Giovanni. Emozioni che non avevano, per me, il sapore della "prima volta", perché già ero salito fin lassù, nel 1990, ai tempi dei restauri.

Comunque, però, emozioni profonde. E poi, ancora, estasi pura nella minuscola, ma divina Camera di San Paolo. E infine il tripudio alla Galleria Nazionale, con le opere correggesche provenienti dai Musei più importanti del mondo. Tutto il Correggio minuto per minuto. Lì, davanti a me. Mentre tutti gli altri, Sgarbi compreso, stavano compiendo il giro nell'ordine previsto. Già. E Sgarbi? Ci aveva lasciato all'asciutto? Per carità.

In serata ho appreso, e la notizia aveva già fatto il giro dei giornali e delle agenzie di stampa, che il "divo Vittorio" aveva choccato tutti, prima di lasciare il Guazzatoio, con una frase sibillina: "Nella mostra c'è un falso Correggio. L'ha dipinto un pittore padano. Vivente". Chi è, gli è stato chiesto. "Lo scoprirete voi, da soli", la risposta. Ecco il colpo di teatro. Ecco il colpo di genio. Non sta a me, con questo blog, indagare o fare il "toto-falso Correggio".

Ma resta la gioia di non avere atteso inutilmente il "coup de theatre" del "divo Vittorio", che, non c'è alcun dubbio, ha fatto partire alla grande la Mostra. Con gioia somma di Sommi (scusate il gioco di parole) e di tutti. Me compreso. Viva Sgarbi, viva Sommi e, ovvio, viva Correggio.
(Le foto, dall'alto: 1) Così Parma accoglie i visitatori della mostra dell'anno /by Anna Carrera/; 2) La cupola del Duomo vista da vicino /by aemme/; 3) In ammirazione davanti alla cupola del Duomo /by aemme/; 4) La Cupola dell'Abbazia di San Giovanni /by aemme/; 5) Maurizio Rossetti, a destra, direttore di Skira, a tu per tu con la Cupola di San Giovanni /by aemme/; 6) Vittorio Sgarbi al tavolo dei relatori /da Gazzettadiparma.it/; 7) La sovrintendente per i Beni storici e artistici, Lucia Fornari Schianchi /da GazzettadiParma.it/; 8) L'organizzatore Luca Sommi intervistato da Gabriele Balestrazzi, di Gazzettadiparma.it; 9) Il cortile del Guazzatoio durante la presentazione della Mostra sul Correggio /by aemme/)

























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