O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 10 settembre 2008

FOTOSTORIE: Ivo Cocconi, il Capitan Fornaio

Quando ancora dividevo le mie passioni di bambino tra calcio e rugby, Ivo Cocconi era uno dei miei idoli. Perché era un difensore elegante e nello stesso tempo arcigno. Perché era un trascinatore. Perché era il capitano del Parma. Un eroe della maglia crociata. Gli idoli, col passare del tempo, diventarono due: Cocconi, al fornär e Polli, al postén. Quando, nel 1959, mi trasferii da via XX marzo a Piazzale della Stazione, per vedere Polli durante la settimana non facevo alcuna fatica: mi bastava guardare giù dalla finestra e lo vedevo carico di posta mentre partiva in bicicletta per il suo giro in città. Per andare a vedere Cocconi, invece, chiedevo sempre ai miei di andare a comprare il pane. Di panettieri ne avevo anche più vicini. ma quello dei Cocconi, in via Garibaldi... E per me era come "un'apparizione" vedere il leone crociato di tante battaglie al Tardini, con le braccia infarinate mentre riempiva i cestoni di pane.

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