O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 26 settembre 2008

Il "falso Correggio": questo caso mi ricorda la grande burla dei Modigliani, di 24 anni fa




La querelle del presunto "falso" del Correggio, denunciato da Vittorio Sgarbi subito dopo l'apertura ufficiale della mostra sul Correggio, fa bene o male alla mostra e a Parma? La disputa è clamorosa: Sgarbi si dice convinto di aver visto dipingere il "Volto di Cristo" esposto, un olio su tela di 40 centimetri per 34) da un pittore padano che conosce molto bene. La curatrice, Lucia Fornari Schianchi, dopo lo scoppio della "bomba", non intende fare commenti. Ma sul dipinto, nella didascalia esposta alla Galleria Nazionale, accanto al nome dell'autore, Antonio Allegri, detto il Correggio, c'è un bel punto interrogativo. (?). Sgarbi sostiene che è stato messo dopo le sue dichiarazioni, la professoressa Fornari Schianchi avrebbe detto (ma il condizionale è d'obbligo perché non l'ha detto a me) che il punto interrogativo c'era già. Fatto sta. Questa querelle porta pubblicità alla mostra o danneggia la città? L'ho chiesto al mio amico Stefano Spagnoli, noto pittore ed ex assessore alla cultura. "Secondo me fa male alla città. E' una pubblicità negativa", dice. "Fa male a questa città che, dopo gli scandali di Parmalat e Guru e delitti vari, non aveva certo bisogno di un nuovo evento di segno negativo. La cultura dovrebbe avere una capacità riparatrice, dovrebbe essere un "tonico" per la nostra società. Non dovrebbe produrre altre negatività. Comunque ricordati una cosa: i musei di tutto il mondo sono pieni di falsi". Ho chiesto a Spagnoli: ma se fossi stato tu a scoprire un eventuale falso, l'avresti svelato? "Certamente", ha risposto. "Resta però il fatto che questo "caso", per me, produce solo pubblicità negativa". Io non voglio e non posso entrare in questa vicenda, perché non conosco né Sgarbi, né la professoressa Fornari Schianchi, che in ogni caso è famosa per la sua straordinaria professionalità e competenza.
Ma non posso non ricordare un caso celebre di 24 anni fa. Quello delle false pietre di Modigliani, un caso di cui mi occupai per il mio settimanale, Gente. Molti ricorderanno che, a Livorno, in occasione del centenario della nascita di Amedeo Modigliani, furono esposte al Museo Progressivo di Arte Moderna, assieme ad altre opere dell'artista livornese, due pietre ritrovate nel Fosso Mediceo ed attribuite dalla conservatrice del museo, Vera Durbè e dal fratello Dario, sovrintendente alla Galleria d'arte di Roma, a Modigliani. L'interesse attorno alla mostra si accese e Dario Durbè pubblicò a tempo di record il libro Due pietre ritrovate di Amedeo Modigliani, che fortunatamente possiedo. Ma arrivò presto un fulmine a ciel sereno: tre studenti livornesi, Pietro Luridiana, Pierfrancesco Ferrucci e Michele Guarducci, rivelarono di essere stati loro, con il Bleck&Decker, a "creare" quei due "capolavori", per compiere una "burla alla livornese". La Durbè non si arrese: fin che fu viva sostenne la veridicità delle due "opere", mentre i burloni andarono a "Domenica in" a dimostrare come avevano realizzato la burla.
(Nelle foto, dall'alto: 1) Il "volto di Cristo" delle polemiche /da Gazzettadiparma.it; 2) Vittorio Sgarbi; 3) Lucia Fornari Schianchi; 4) Il libro sulle false pietre di Modigliani, di 24 anni fa)

1 commenti:

Anonimo ha detto...

A proposito di Sgarbi, c'è un sito francese (ma scritto in italiano) interessante, l'avete visto? :
http://due-giorni-con-vittorio-sgarbi.com/cariboost1/index.html
ciao
Alessandra