O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


martedì 2 settembre 2008

EDITORIALINO: Il correttore di bozze


Questo blog ha dei lettori fedeli, ma anche preziosi. Perché leggono con grande attenzione gli scritti e, se è il caso, fanno le pulci. Bonariamente, per carità, alla pramzàna. A un lettore che si firma "Maganuco", per esempio, non sfuggono le sviste di ortografia. A Enrico Maletti di "Parma in dialetto" quelle (che sono tante) sul djalètt. Loro segnalano. E io correggo. E ringrazio di cuore. Perché le loro segnalazioni sono utilissime. Se "Pramzanblog" fosse un giornale vero avrebbe i correttori di bozze. E di queste sviste, o errori in qualche caso, loro si occuperebbero. È il loro mestiere. Ma qui voglio aprire un breve discorso. Ci sono ancora, nei giornali, i correttori di bozze? Io, nella carta stampata, ci ho lavorato più di quarant'anni e ne ho visti tanti di correttori. Ai miei tempi, alla Gazzetta di Parma, c'era il mitico Agostino Landini, poi tanti altri bravi giovani che hanno fatto carriera. Anche a Milano ho conosciuto tanti bravi correttori, alcuni di loro sono poi diventati giornalisti e hanno fatto anche buone carriere. Il lavoro del correttore sta proprio qui: leggere analiticamente il testo, non c'è bisogno di comprenderlo, basta "spiare" ogni angolo della frase, mettere le virgole e gli accenti al posto giusto, correggere i refusi, scoprire gli strafalcioni grammaticali e ortografici, avvertire i giornalisti se ci sono incongruenze, palesi inesattezze. Il correttore di bozze è (era) un preziosissimo aiuto per giornalisti e per scrittori. Pensate che, per problemi di bozze, s'è perfino rovinato il matrimonio di un famoso scrittore... Ora però mi pare di capire che la figura storica del correttore di bozze sta scomparendo (e in molti casi è già scomparsa). Lo si vede dalla castronerie che si trovano ovunque, anche su giornali "mitici" come il Corriere della Sera, La Repubblica e La stampa. Anche on line. Sì, anche on line. Pochi giorni fa per esempio, stavo preparandomi a pubblicare un post sull'anniversario del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa che sarà celebrato domani alla Villetta, quando dall'Ade mi è arrivato un comunicato. Nell'intestazione della e-mail parlava di 26° anniversario ma, ahimè, nel comunicato, per un evidente refuso, c'era scritto 25°. Pazienza. Può succedere. Ma poi, su due quotidiani on line di Parma (che non cito perché non ho nessuna intenzione di offendere e impermalosire nessuno) è stato riportato pari pari il comunicato dell'Ade con il riferimento al 25° anniversario. Ecco, non per spirito di corpo, ma riesco a capire che un giornalista, preso da mille notizie e dalla fretta, non si accorga di un refuso... Ma il correttore di bozze di una volta l'avrebbe subito individuato...

1 commento:

Maganuco ha detto...

Ringrazio per l'accostamento al Sig. Maletti, ma non mi ritengo all'altezza.
Purtroppo il correttore di Word,la perdita di fascino o di interesse per le cose ben fatte che c'era un tempo e/o la frenesia odierna di un mondo tutto online e senza secondi da perdere ha mandato in declino un affascinante mestiere gregario del più puro giornalismo. Peccato, peccato davvero...