O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 22 settembre 2008

EDITORIALINO: Il mercato in via Verdi


Ritornando a Parma per la mostra sul Correggio e trovandomi lì di sabato, ho potuto imbattermi nel mercato di via Verdi. Trovo quindi opportuno imitare il povero Enzo Tortora: "Orrore!". Ma come? Proprio in via Verdi dovevano metterlo? Nella via Verdi della mia CariParma? Nella via Verdi del mio bar Mafalda? Nella via Verdi della mia Posta? Insomma, io qui ci ho trascorso anni e anni e anni, visto che abitavo nell'attiguo piazzale della Stazione (l'attuale Piazzale Dalla Chiesa) e trovo questa scelta un imbarbarimento. Se penso poi al povero Hotel Stendhal, dove anni fa pernottavo quando, già "milanese" non avevo un tetto a Parma, il povero Hotel Stendhal dove Teddy Reno e Rita Pavone mi diededo "buca" due giorni prima dell'annuncio ufficiale del loro matrimonio dicendomi che sarebbero passati "secoli" prima del loro sì... Ho fotografato, in pieno bailamme di mercato, il povero Hotel Stendhal con le sue belle poltrone sui balconi... Sembrava un animale ferito. Un povero orsacchiotto ferito, incapace di capire perché tanto accanimento contro di lui... Ma ho guardato anche la gente che affollava il mercato: di ogni colore di pelle, di ogni estrazione sociale. Africani, rumeni, russi, bulgari, albanesi... parmigiani. Sì, tanti parmigiani. E contenti. Dico: ma gli abitanti? Anche loro sono contenti? So che quando si parla di queste cose va a finire che si butta tutto in politica. E non è mia intenzione. Se è stata fatta questa scelta vuol dire, probabilmente, che non c'era altra scelta. Ma la "mia" Via Verdi, meritava una fine così ingloriosa?

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