O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 6 agosto 2008

Rugby: Moletolo, lo stadio del disonore



Ho già avuto occasione di descrivere la mia passione per il rugby. Una passione che trae radici dalla mia infanzia, quando ero secondo cugino dell'arbitro internazionale parmigiano Geo Tolentini e compagno di scuola, all'istituto de La Salle, di Oreste Venè, futuro azzurro della pallaovale. E' facile immaginare, dunque, il mio scoramento per il "caso Moletolo", vale a dire il costruendo stadio provvisorio del rugby a Moletolo, a due passi dalla Club House del Gran Parma. Io che ero bambino ai tempi di Mario Percudani e Sergio Lanfranchi, io che ero giornalista alle primissime armi ai tempi di Degli Antoni, Bertoli, Soncini, io che mi ritenevo troppo mingherlino per giocare a rugby (ma quano mi sarebbe piaciuto!). Moletolo, dunque. Nulla contro questa simpatica frazione alle porte di Parma. Ma contro chi ha pensato di portarci qui il rugby, vedovo del "suo" stadio Lanfranchi di viale Piacenza, sì. Possibie essere così ottusi, non sapere (o ignorare) che Parma è l'unica città d'Italia ad avere due squadre nel Super 10? Possibile non sapere (o ignorare), che l'Overmach (la vecchia gloriosa Rugby Parma) il 6 settembre prossimo deve giocare "in casa" per cercare di conquistare la Supercoppa Italiana contro i campioni d'Italia del Calvisano? Moletolo, 1500 posti attuali (e spogliatoi risibili, e numero risibile di docce, e impossibilità di costruire torri per le telecamere), con almeno 2000 tifosi in arrivo del Calvisano! Il presidente federale Giancarlo Dondi, parmigiano, tuona. I tifosi tuonano. L'assessore allo sport Vittorio Adorni si difende: queste cose sono tate decise quando non ero assessore io". Risultato: la Lire, la Lega Italiana Rugby, ha deciso che la finale di Supercoppa Italiana sarà disputata allo stadio Mirabello di Reggio Emilia. Parma è una delle pochissime antiche capitali del rugby nostrano: meritava una fine così?
(Nelle foto: la tribuna delo stadio di Moletolo e l'articolo della "Gazzetta di Parma" sullo spostamento della finale di Supercoppa a Reggio Emilia)

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Io rabbrividisco invece a pensare che a Parma ci sia una società non di rugby, ma di calcio come l'ASTRA che conta 200 bambini iscritti,storica (60anni di storia scritta essendo nata ufficialmente nel 1948), che fa una politica sociale verso il quartiere di via Isola, verso la parrocchia che ospita i propri atleti e verso altre realtà del territorio (leggasi Help For Children, ma quando dico leggasi, rimando al sito www.usastra.it) che, nonostante le promesse "FILMATE" di Adorni e di mille assessori prima di lui, NON riesce ad avere un proprio spazio per far crescere dei bambini.
Attenzione, nello stesso quartiere è stato trovato il posto alla società Crociati (si vede politicamente immanicata ben bene) presso i campi Franchini, alla società MERCURY presso i campi del Cavagnari e per finire agli ospedalieri che hanno UNA squadra di AMATORI (quarantenni, non di ragazzini) ed hanno due campi oltre ad essersi fatti costruire l'asilo personalizzato sul terreno del comune.
Secondo me questa è una piccola vergogna della politica locale, altro che oltretorrente (ove, ricordo, l'Astra vi è nata).
E tutti gli anni promesse: c'è il progetto qui, c'è il progetto la, ma non si conclude nulla.
E pensare che l'ASTRA Ha MESSO SUL PIATTO LA DISPONIBILITA' ECONOMICA per far fronte a lavori vari anche onerosi.
Scusate l'intromissione e grazie per quanto scrive; il suo blog è ottimamente riuscito.
(ps : tutto viene fatto ruotare attorno al vile denaro, non si può negare; altro che moralità ed ideali.)

Mauro
www.astra1996@libero.it